Alla bella stagione

I fiori annunciano squisiti sapori e nella maturità dei colori guardo le foglie, son ferme.

I cieli del tuo tempo, gremiti d’emozione. Il fremito è visibile e lo si può toccare.

L’occhio è in malia dei tuoi scenari, riporti valli senza velo; cuori senza gelo.

Fanciulla gaia che dipingi sorrisi, toccami ancora, anche di notte e allunga il tempo dei fiori tuoi.

Giovane madre superba spesso ti colgo con la chioma sciolta ed ora un prato, ora un rio, cresce in me. Allora scivolo piano, senza quasi far rumore.

Come puoi inizio di vita essere insieme bimba e madre?

Anche tu compi e muori per poi rinascere un po’ più in là come noi?

Perché ti sbiadisci e cangi i colori?

Un altro sorriso e poi…

Poi volgi le spalle.

 

9 pensieri su “Alla bella stagione”

  1. Grazie Sandra, grazie Anna. Dopo un lungo inverno, la rinascita energetica dentro di noi è vero motivo di vita e di rinnovamento; anche e specie in amore…Kisssal….

  2. Albert Heinstein suddivideva il concetto di religione in tre forme: la prima e più antica chiamata ‘del terrore’, poichè generata dalla paura dell’ignoto, della fame della morte ecc. Nel tempo fra il popolo e questa, si è frapposta la casta sacerdotale, e su queste ha fondata la sua posizione dominante, di ‘privilegio’. La seconda, per sua stessa ammissione non slegata dalla prima, di ordine sociale. Egli dice che: “nelle Sacre Scritture, si può ben osservare questo fenomeno. Il Nuovo Testamento infatti, pur mantenendo ben radicate le radici del ‘Vecchio’, ben si presta all’osservazione ed evoluzione da religione del terrore, in religione morale”. Vi è infine un terzo ordine religioso, definito da lui ‘cosmico’. In proposito commenta: “…al contrario, il sapiente, è compenetrato dal senso della casualità per tutto ciò che avviene. La sua religiosità consiste nell’ammmirazione estasiata delle leggi della natura; gli si rivela una mente così superiore, che tutta l’intelligenza messa dagli uomini nei loro pensieri, non è al cospetto di essa che un riflesso assolutamente nullo”. Inutile dire che condivido pienamente le sue riflessioni, e non per la caratura del personaggio, ma per le innegabili verità che esprime. Tutto ciò Laerte per dirti che sovente nei tuoi componimenti, ritrovo questo tipo di ‘credo’. Questo modo di porsi al cospetto dell’ignoto, della natura appunto che apprezzo molto. Unica nota stonata, è osservare quanto poco la maggior parte dei poeti si discostino l’uno dall’altro, nell’uso della lingua. “Scrivono, come non parlerebbero mai”.

  3. Ciao Paolo e grazie di aver dato per scontato ch’io sia un poeta, in me questa convinzione non riesce a prendere radici. Ti dico subito che sono ateo, anche se faccio del bene a diverse persone quotidianamente (tipo ho comprato uno spray anallergico ad un marocchino che vendeva fazzolettini al mio passaggio a livello che non aveva soldi ma era tutto gonfio e roba del genere), mentre tante persone benestanti vanno in chiesa e poi sbattono la porta a tutti. Riguardo Einstein io conosco una storia diversa ed un certo W.Reich ha affermato che la teoria della relatività è sbagliata ed io lo credo, quindi non credo neanche in Einstein. Riguardo all’uso delle parole in poetica io cerco di usare sempre le più semplici possibili anche a costo di ripeterle, infatti sono agli antipodi di Rossogeranio,(che plaudo per l’innovazione dialettica nel sito), ma ogni tanto mi viene il dubbio d’esser poeta allora faccio sfoggio di stupide ricercate parole. Grazie…

  4. Dici cose tutt’altro che st….., anzi, ben vengano milioni di st…. così, come te. Sono io che come un salmone spesso, mi ritrovo ad andare controcorrente, a dire cose impopolari o peggio sbagliate. Riuscissi a stare zitto spesso ci guadagnerei, ma sono fatto così, perdonatemi. Forse vivremmo in un mondo migliore, se l’uomo, si rapportasse alla natura, a tutto ciò che ci circonda come fai tu. Un mondo che non ci vedrebbe più occupare, un ruolo di predominio assoluto. Chì come te possiede il non comune dono dell’autoironia, è un’essere umano di grande valore, sotto spoglie semplici. Un vero esempio, un salutone, Paolo.

  5. É molto bella, malinconica, ma bella; la paura di perderla con la consapevolezza che sará cosí, perché é cosí che va tutti gli anni, ti lascia e tu soffri…… strana la sensazione che é come se parlassi di altro, di una donna adorata allo stesso modo di cui vuoi ricordare l´ultimo sorriso, una donna che sapevi ti avrebbe abbandonato. Scusa se ci ho letto altro, ma una poesia é bella proprio per questo, no?
    Tilly

  6. Cara Tilly è proprio così, hai colto in pieno. Sei diventata una bravissima scrittrice, una sensibile critica, una donna profonda e dolce al contempo, per di più porti caffè caldo a letto al tuo maritino; come lo invidio.Grazie e KissSal….

  7. Paolo grazie ancora, si nota il tuo animo sensibile ed accorto alle cose giuste della vita. Il Mondo è sorretto da uomini e donne di buona volontà che sono meno della metà del genere umano ma che hanno una gran voglia di vivere e un gran coraggio. Saluti…

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