Si può sapere che cosa è successo?

Si tagliò facendosi la barba, imprecò tamponandosi. Non bastasse, l’acqua del lavandino rifiutava di defluire: lo scarico era ostinatamente ingorgato.

Igor, il coker, lo aspettava fuori dalla porta del bagno. A suo parere era l’unico essere intelligente in quella casa.

“Clara!” chiamò con voce tonante. La moglie, ciabattando, si affacciò dalla cucina. “Il lavandino è otturato. Te lo dico da giorni. Vuoi deciderti a fare qualcosa?”  Clara lo fissò sgomenta. Era il massimo della sua espressività.

Si chiese, per l’ennesima volta, perché l’avesse sposata. Gli errori si pagano, pensò, anche se non gli era mai piaciuto ammettere di averne fatti: preferiva attribuirli agli altri.

“Non so chi chiamare” fu la flebile risposta.

“Beh, chiedi al portiere, fatti mandare qualcuno.”

Clara annuì, lo aiutò ad infilarsi il cappotto ed insieme ad Igor lo accompagnò alla porta.
Più tardi, quando uscì col cane, chiese al portiere. La guardò con comprensione, ma lui non aveva proprio tempo. Al terzo piano però, c’erano degli operai: poteva provare a chiedere se le prestavano qualcuno.

Bussò all’interno indicato. Le aprì un uomo impolverato. Gli spiegò il suo problema, o meglio tentò. Era difficile farsi capire: erano stranieri. Dopo vari conciliaboli l’uomo spinse avanti un ragazzetto che promise di passare più tardi, quando staccava.

Alle cinque si presentò munito di alcuni attrezzi.

Accovacciato sotto il lavello le ingiunse di chiudere l’acqua, poi cominciò a smontare. Clara lo lasciò lì.
Il cane, che osservava incuriosito, non gradì: dopo averlo annusato, lo morse con ferocia.

Il ragazzo lanciò un urlo. Sbattè violentemente al lavandino per liberarsi da quelle fauci, finchè lo scaraventò via. Aggrappandosi al lavello si rialzò frastornato, in un profluvio di parole incomprensibili, e si catapultò fuori dal bagno. Dietro di lui il lavandino crollò con un gran botto per terra. Ma lui aveva già infilato la porta, inseguito dal cane.

Clara, che era accorsa, si lanciò all’inseguimento di Igor. La porta si chiuse dietro di lei.
Lo recuperò in fondo alle scale. Del ragazzo non c’era traccia.
Risalì e si trovò di fronte alla porta chiusa.

Il vicino le chiamò i pompieri. La porta oppose una strenua resistenza. Igor morse il pompiere che infieriva su di lei. Si buscò un calcio e cominciò a guaire pietosamente. La porta si arrese.
Alle sette Clara, stravolta, riuscì ad entrare in casa. La porta ormai non si chiudeva più e, in fondo al corridoio, il bagno offriva la visione di un cumulo di macerie.

Esausta si accasciò sul divano: era ormai troppo tardi per cercare di nascondere i danni. Pescò dalla borsa la confezione di tranquillanti, che prendeva di nascosto da un anno, e ne ingurgitò tre. Poi guardò il coker e ne somministrò un paio anche a lui.
Il marito entrò dalla porta sfondata. Si guardò intorno circospetto. Avanzando con cautela evitò col piede dei cocci che fuoriuscivano dal bagno. Trovò la moglie sul divano profondamente addormentata. Ronfava. Igor, ai suoi piedi, dormiva anche lui, emettendo, di tanto in tanto, un debole guaito.

“Si può sapere cosa è successo?” Tuonò inviperito.

Non ottenne alcuna risposta.

 

6 pensieri su “Si può sapere che cosa è successo?”

  1. Secondo me, certi uomini dovrebbero vivere da soli, senza mai coinvolgere una povera creatura succube, portata al rintronamento totale.
    Forse, dovendo prendersela solo con se stessi, imparerebbero a fare gli idraulici, i cuochi, i lavandai etc…….
    Ciao.
    sandra

  2. Grazie per i commenti, sempre graditi, soprattutto per un’esordiente come me.
    Quanto a proseguire il plot, non è nelle mie corde: lascio al lettore la libertà di concluderlo con un fuoco d’artificio finale , o con un flop. ciao Gloria

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