Aforismi sulla Morte

Il più terribile dei mali dunque, la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa sopravviene noi non siamo più. Essa non ha alcun significato né per i viventi né per i morti, perché per gli uni non è niente, e quanto agli altri, essi non sono più.
(Epicuro)

Tre persone possono custodire un segreto, se due di loro sono morte.
(Benjamin Franklin)

La morte può essere l’espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
(Napoleone)

Gli dei nascondono agli uomini la dolcezza della morte, affinché essi possano sopportare la vita.
(Lucano)

Chi vive sperando, muore digiuno.
(Benjamin Franklin)

Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede.
(Woody Allen)

L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di ignorare la data della propria esecuzione.
(Roberto Gervaso)

Colui che si dà la morte è uno che ha incontrato il proprio boia e l’uccide.
(Dumas, figlio)

Una vita sprecata è una morte precoce.
(Wolfgang Goethe)

Al mondo di sicuro ci sono la morte e le tasse.
(B.Franklin)

Non v’è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l’intervallo.
(Arthur Schopenhauer)

La morte è dolce a chi la vita è amara.
(Tommaso Campanella)

Ho una gran voglia di vedere il mio funerale prima di morire.
(Maria Edgeworth)

La pallottola che mi ucciderà non è ancora stata forgiata.
(Napoleone)

Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
(Italo Svevo)

Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.
(Leone Tolstoj)

La verità siede sulle labbra degli uomini morenti.
(Arnold Matthew)

Il privilegio dei morti: non moriranno più.
(Gabriele D’Annunzio)

La vita dei morti sta nella memoria dei vivi.
(Cicerone)

Nella mia fine è il mio principio.
(Maria Stuarda)

Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
(Vauvenargues)

 

31 pensieri su “Aforismi sulla Morte”

  1. Riflessioni di grandi del passato, a volte profonde più spesso no. La più bella e che la dice lunga sull’assoluta inaffidabilità degli uomini è senza ombra di dubbio, di Benjamin Franklin: ‘Tre persone possono custodire un segreto, se due di loro sono morte’. Anche l’altra non è male: ‘Al mondo di sicuro ci sono la morte e le tasse’. Un uomo pragmatico, che con espressioni di una semplicità disarmante, pronuncia verità assolute.

    Gervaso dice:
    ‘L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di ignorare al data della sua esecuzione’
    Credo che la verità sia inversa e cioè che: ‘l’uomo è condannato a temere la morte, proprio perchè non sa se sarà fra un minuto o 50 anni’.

    ‘Conoscere la data precisa della propria ‘fine’, porrebbe molti nella condizione di vivere il presente con almeno una certezza.

    ‘Il privilegio dei morti è che non moriranno più’

    D’Annunzio scade in una osservazione che attribuisce ai trapassati una sorta di fortuna, addirittura ‘un privilegio’. Ciò è assurdo.

    ‘Non è che ho paura di morire, è che non vorrei essere lì quando succede’
    Woody Allen si distingue da tutti, per acutezza espressiva ma tipica da cineasta.

    Credo infine che la morte sia troppo sopravvalutata. Essa altri non è che la fine di un ciclo, la nostra vita. Temerla è da egoisti, aver paura di soffrire è umano, rifletterci troppo sù fa male. Non pensarci per niente è sbagliato. La data precisa è ‘già scritta’ anche se non lo sappiamo. Accettare di vivere senza sapere è da uomini. Lasciamo che il tempo scorra o avremo vissuto senza motivo d’esistere.

  2. La morte altro non è che la fine di un ciclo.
    L’uomo è già morto in vita se non ha la speranza della rinascita. Poichè la morte è certa per colui che nasce, la rinascita è certa per colui che muore, perchè lamentarsi dell’ineluttuabile?
    Quindi vivi la vita in ogni suo momento e soprattutto spera.

  3. Quando vieni a sapere che l’amico a cui hai voltato le spalle è morto, ti senti malissimo, cominci a sentire il mondo che è contro di te, all’inizio vorresti tornare indietro per cambiare le cose, poi quando realizzi che è troppo tardi, senti di essere pronto alla morte, ma è proprio questo che inganna, non si è mai veramente pronti alla morte e ciò si capisce quando la morte ce la troviamo davanti e senza sapere come, riusciamo a scapparle…

  4. La morte è solo una porta e la sua chiave è l’ultimo dolore, quello più intenso: ci porta da una vita turbolenta ad una composta di eterna gioia!

  5. Nel momento in cui la tanto temuta ‘Morte’ ti porta via l’amore più grande della tua vita, ‘Lei’ non ti abbandonerà più, convivrà per sempre dentro te.

  6. Si nasce sperando di poter vivere bene, si muore delusi di aver vissuto male.

  7. Non ho paura della morte, perchè essa ci dà la possibilità di capire il vero significato della vita… VIVERE.

  8. L’esperienza più risolutiva che si possa fare è la vicinanza con la propria morte.

  9. La morte più dolorosa si annida nel cuore dei vivi che perdono una persona cara.. Che non riusciranno mai a colmare quell’immenso vuoto creatosi dentro di loro..

  10. Una persona non è importante per quanto spazio occupa nella tua vita, ma per il vuoto che lascia quando non c’è più.

  11. Se la vita é un mistero la morte non può essere diversa. Dobbiamo accettare entrambe le cose pensando ad una visione più ampia della realtà in cui il nostro piccolo io non é così importante.

  12. E’ inutile affannarsi tanto in questa vita…. tanto non ne usciremo vivi!

  13. Aforisma: si nasce per morire, si vive per sempre.
    Euforismo: Felicità è essere vivi; Perfezione è essere nati.

  14. La morte nasce con la vita. La vita termina con la morte. Nel frattempo ci prepariamo a viverla.

  15. La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
    (Cesare Pavese)

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