Grigio di Maggio

Stanotte,

nel sonno,

s’é smarrito l’umore gaio del cielo.

Invero l’occhio ed il cuore

confidano ancora nel Dio raggiante svanito.

Dentro è pur sempre Maggio, 

ma tutt’intorno il Mondo presenta sfumate rose

avvolte nei cupi cespugli dai bigi scenari.

Per gli agri tutti e sugli alberi

incombe greve il silenzio ed un po’ di foschìa.

Incurvo le spalle

cercando di far risalire un po’ di tepore dal fondo della schiena.

Riprendo anche gli ultimi tre scatti della lampo al giubbotto imbottito.

Non so, stranamente, nella strada tento disinvolto di fischiettare,

ma il mio soffio nell’aria appena sospira. 

 

18 pensieri su “Grigio di Maggio”

  1. Molto bella, rende bene la sensazione di questo maggio, triste, grigio, eppur fiorito, con un cielo chiuso ed un sole impermalito.
    Ciao.
    Sandra

  2. Un attimo ed uno stato d´animo descritti benissimo, come sempre, bravo.
    Ciao
    Tilly

  3. maggio grigio fuori e dentro di sè….
    l’uomo in sintono con la natura che lo circonda.
    verra’ la primavera?
    bravo
    anna

  4. Anna, Sandra e Tilly: vi porterò con me in un tramonto estivo, ed andremo insieme dove andrà quel poco di cielo rossastro all’orizzonte…Kissssal

  5. Laerte mi ricordi D’Annunzio… e l’artificiosità di D’Annunzio. Questa poesia è bella, costruita bene, ho apprezzato molto il contrasto fra la parte “aulica” e quella finale, ma non mi sembra onesta. Cioè mi pare programmata a tavolino. Forse sbaglio, ma queste parole non trasudano sentimento, e, almeno per me, lo scrivere versi è far vivere sentimenti. Cmq a parte tutto complimenti, leggerti è piacevole. Un abbracio.

  6. Ti ringrazio di avermi letto emanuele84, non ho mai studiato D’Annunzio quindi non posso parlar di lui. Grigio di Maggio è stata concepita tutta intorno all’ultima frase, che poi è l’essenza ed il messaggio dello scritto. Ritrovarsi per strada da soli, di primo mattino di un Maggio cupo e triste e fare finta di niente cercando di fischiettare ma il suono del fischio non esce ed esce solamente un sospiro, questo è quello che mi è successo realmente e ti assicuro che è tremendamente emozionante in quanto noi, che ci crediamo padroni del Mondo, a volte soccombiamo agli umori del cielo. Ti abbraccio…

  7. Trovo anch’io, anche se non conosci Dannunzio, che i tuoi versi lo ricordino o comunque ricordino un tipo di poesia del primo novecento. E’ questione di linguaggio: delle scelte come: invero, rose sfumate, cupi cespugli, gli agri, sono un po’ artificiose.
    Bello invece il verso: Dentro è pur sempre Maggio. ‘Incurvo le spalle’, l’avrei fermato lì, il caolore dal fondo schiena è decisamente poco poetico.

  8. X Gloria: innanzitutto ti ringrazio per aver letto le mie cose anche se penso che tu ti sia fermata solo a questo. “Grigio di Maggio” è stata scritta e concepita negli anni ’80 dove forse io ricercavo di più le parole. Non conosco D’Annunzio e non voglio conoscerlo. Ognuno è uguale a se stesso. Non concordo sul fatto che cercare calore dal fondo schiena sia poco poetico, allora Greta dovrebbe scomparire, eppure è una grande poeta! Ti invito a leggere altre mie cose così potrai avere una visuale più ampia ed io un’arena più grande per lottare.Kisssal…

  9. Non è un vanto non conoscere Dannunzio. Non ho letto solo grigio di Maggio, ma comunque, ed è soggettivo, non mi è piaciuta particolarmente.
    D’altra parte, ognuno è uguale a se stesso e questo non giustifica tutto. Greta non deve scomparire, ma secondo me non è una grande poetessa. Parlo da lettrice e non da autrice.
    Trovo spesso commenti sperticati, senza il coraggio di dire semplicemente di un testo mi piace o non mi piace. Chi scrive si espone.
    Con questo non intendo minimamente essere offensiva, semplicemente do un giudizio.

  10. Non ho nessun problema ad accettare una o diverse critiche ai miei scritti. Non tutti i quadri di Picasso hanno lo stesso valore. Non concordo su D’Annunzio in quanto io potrei conoscere autori, letterati e filosofi (per me) moolto più profondi e non per questo chiedo di inserirli nei testi scolastici o chiedo a voi di leggerli e studiarli. Saluti…

  11. Desiderei precisare un’altra cosa e cioè: io ho scritto “facendo risalire un po’ di calore dal fondo della schiena” NON dal fondoschiena (culo) che è un’altra cosa. Il fondo della schiena (spina dorsale) è una delle poche parti del corpo umano che è sempre caldo anche quando fa freddo per motivi di salvaguardia del midollo. Tutti noi, in inverno, facciamo le gesta di tirare su il giubbotto od il cappotto per il bavero per far risalire un pò di calore. grazie…

  12. Mi sembra che si vada pignoleggiando: nessuno mette in dubbio che tu conosca autori molto più profondi di quelli scolastici. D’Annunzio, ai miei tempi non era imposto: era solo una questione di gusto. Nessuno t’ha chiesto di leggerlo.
    Quanto al gesto di tirar su il bavero, dalle parti mie lo si fa per riparare la gola dal vento e non far insinuare il freddo nel colletto. Il midollo dovrebbe essere all’interno dell’osso, se non erro, quindi nel profondo o interno della colonna vertebrale. Il fondo della schiena equivale grammaticalmente e matematicamente al fondoschiena.

  13. Uno dei miei recenti aforismi recita:
    Non amo considerare quelle persone che mi considerano per il solo fatto di farsi prendere in considerazione.

  14. Uno dei proverbi di casa mia dice: “Te la canti e te la suoni”. Sei tu che mi stai dando tanta importanza continuando a polemizzare, in maniera direi eccessiva, su un giudizio dato su un tuo testo che, non per farmi prendere in considerazione, avevo criticato. Chi legge ha il diritto di esprimere un parere e chi pubblica ha il dovere di accettarlo anche se non è lusinghiero.
    Non la farei tanto lunga.

  15. Ciao Laerte, entrare un po’ per caso in questo sito e leggere la tua poesia nel silenzio è piacevole. Mi piacciono le parole che hai saputo armonizzare tra loro.
    P.S. Sono arrivata attraverso la ricerca di una persona “Gloria Gerecht” che un po’ per caso ho trovato in un sito. Sono curiosa di natura. Ho notato che commenta già da vera esperta. La partecipazione a qualche concorso e qualche premio vinto non ci rende poeti migliori degli altri. Dov’è finita la modestia? E’ sempre più rara? Io sono rimasta con i piedi per terra. Torniamo a noi adesso. Mi piace! Bravo!

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