La margherita e il papavero

In un campo enorme, di proprietà del Comune, fra l’erba alta e incolta, una margherita guardando in alto, si trovò accanto ad un papavero.

Margherita- Ciao, come sei alto! Da dove spunti?

Papavero- Guarda che io c’ero anche ieri, ti ho vista, ma tu, non hai alzato lo sguardo! Io vengo qui ogni anno, in questo periodo, da sempre, e caso mai, sei tu, che non osservi bene. –

Margherita- Mamma mia, quanto sei permaloso, alto papavero! Sei bello, hai un bel colore, vivace, no bianco e pallido come me, ma credimi, siamo ambedue molto fragili…, potrebbe bastare un forte temporale, o che il vento soffiasse fortissimo, e i nostri fiori se ne andrebbero…-

-Tu, te ne andresti, piccola e insignificante Margherita, io, no di certo. –

La margherita, che già si era invaghita del bel papavero, rimase imbrociata e più che mai attaccata alla terra, sperando che almeno quella mattina, così triste e senza sole, a nessuno venisse in mente di entrare nel grande campo, a calpestarla o a coglierla. Voleva ancora godere della luce del sole, bagnarsi con la rugiada, udire gli schiamazzi dei bambini e soprattutto stare ancora un po’ vicino a quell’arrogante papavero dal colore così bello e vivace, in grosso contrasto con quei punti neri che lo picchiettavano tutt’intorno.

Improvvisamente, il cielo si fece di piombo, sembrava notte e non un primo caldo pomeriggio di maggio, il temporale era in arrivo, e…, arrivò improvvisamente addirittura la grandine. Grossi chicchi bianchi sull’erba, vento caldo, e in un attimo la terra arsa dal sole si riempì d’acqua, che schiaffeggiava tutto e tutti.

Quando la quiete e il sole tornarono, la margherita, tutta zuppa d’acqua, si aprì e si stese al sole. In breve tornò come prima, bella e aperta. Guardò accanto a sé, ma ahimé, trovò solo l’alto gambo senza il fiore dal colore bellissimo. Questo, era ancora più vicino a lei, ma per terra, ridotto in poltiglia.

Non la poteva guardare neanche più, perché niente o quasi rimaneva di lui.

La margherita disse fra sé:

– Peccato, eri tanto bello e mi piacevi, potevamo fare amicizia, in quel breve tempo che ci siamo conosciuti, se tu, non fossi stato così altezzoso! In fondo, abbiamo tutti, vita breve. –

Proprio in quel preciso momento, una  mano rosea e paffutella, strappò la margherita dalla terra. 

Piccola, tenera e accorta margherita, forse…, alla prossima fioritura ritroverai l’altero papavero e può darsi anche in una versione più affabile, e lui, ti rivedrà e sarai sempre la stessa, loquace, aperta e spontanea, chissà…

 

14 pensieri su “La margherita e il papavero”

  1. che bel racconto!
    una bella lettura educativa anche per i ragazzi.
    brava come sempre
    anna

  2. Ottima creatività oltre che immedesimazione di creature e fenomeni naturali. Traspare evidente la penna del poeta…

  3. bel racconto, dovrebbe essere d’insegnamento a molte persone .
    ciao salvo

  4. Questo racconto mi piace da morire, io adoro le margherite; i papaveri invece non perdono mai il vizio di sentirsi alti alti, io ne conosco tanti!
    Brava
    Tilly

  5. Semplice e molto carina. Di solito io leggo ed apprezzo ma quando ciò che leggo mi “incanta” devo commentare.
    Mi verrebbe da dire sulla scia di questo racconto che la vita di fiore è breve così come lo sono i momenti in cui qualcuno, anche per un conforto o per sentirsi meno soli, si avvicina a noi. Dovremmo trovare sempre il modo di gradire chi ci sta intorno anche quando arrecano disturbo perchè la loro presenza, invadente o meno, potrà mancare proprio quando ne avremo bisogno.
    Ciao!
    Raf

  6. Il papavero sapeva benissimo i pericoli corsi all’ altezza da lui raggiunta.
    Da lassù dominava grano ed erba, fiori e piante da prato.
    Da lassù poteva parlare con tutti e vedere tutto.
    Può valerne la pena.
    Sei sempre brava nel trasmettere messaggi e sensazioni con i tuoi soleggianti racconti.

  7. Ciao, mi chiamo Matteo sono appena entrato nel sito… molto carino e ben organizzato… però vengo subito al racconto (volevo esserte educato presentandomi prima): molto delizioso, leggero che può davvero essere letto tutto d’un fiato come le fiabe che divoravamo da bambini! chè avevano un significato nascosto, a volte terribile: devo ammetere che questo tuo componimento mi ha lasciato impreparato e triste di fronte al grande ciclo della Vita!
    Ciao!

  8. X Indianapips

    Grazie per esserti soffermato sul mio racconto.
    Tu, devi essere molto giovane, e mi dispiace di averti rattristato, pensa però che niente é scontato, neppure il grande ciclo della vita. Noi, accettiamo ciò che crediamo e vediamo, ma …,
    innanzi tutto il papavero e la margherita avranno altre fioriture, può darsi che ci sia un nuovo incontro, può essere che il papavero sappia comunicare e far capire il suo interesse, può essere che la margherita sappia trasmettere meglio la sua dedizione e sappia vedere tutte le sfumature del papavero e non solo il bel rosso.
    Il gioco della vita é bello perché nella sua semplicità, c’é mistero e va saputo risolvere.
    Ciao.
    Sandra

  9. non sei solo una grande amica ma anche una bravissima scrittrice questo racconto mi è molto piaciuto anche se mi ha rattristato un po’ ma rispecchia la realtà della vita! un racconto ricco di contenuti. Sono contenta di essere amica di una piccola grande donna ti voglio bene, donatella

  10. Brava… solo che non ho capito molto il finale… magari un po’ difficile per una ragazzina… comunque brava!

  11. X CHIARA

    Finisce male, mia giovane lettrice: il papavero, alto e snello non può evitare glii schiaffi del vento e i bagni dell’acqua piovana, la margherita, troppo piccola, viene facilmente calpestata. Tuttavia, c’è sempre, ovunque, uno spiraglio di luce.
    Grazie e un bacio.
    Sandra

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