Eutanasia & Crimine

Proibito togliere la spina, staccare la macchina, nella vita sociale attiva e interattiva.
Ma anche nel vostro letto di morte, in quello del padre, del figlio e dello spirito santo.
Proibito strappare i tubi anche se ne avete voglia o avete ricevuto un’implorazione.
Il vero Reato non consiste nel tentativo delittuoso alla vostra stessa vita o a qualcuno che amate
– chi se ne frega-, ma nell’attentato alla medicina, alla tecnologia di punta, che deve in primo luogo assicurare la loro propria integrità e salvezza.
Il principio assoluto della modernità comporta l’obbligo etico e morale di rimanere collegati, magari in orizzontale.
Ma on line.
Un Crimine perfetto, come pochi altri, il reato senza tracce.
Senza movente, senza passione, giustificato da se.
Vivere la fine attraverso l’esperimento dell’infallibilità artificiale; della resurrezione ineseguibile.
Una colpa imperfetta, con effetti sperimentali d’infermità ed espiazione infinita.
Il principio di un’ennesima servitù che si profila divenire definitiva e che io combatto.
Perché sono quella che preserva la poca realtà del Mondo e il suo tasso di fatalità indecisa.

RG.

8 pensieri su “Eutanasia & Crimine”

  1. …come dire eternità a tutti i costi, costi quel che costi….
    in ogni senso.

  2. Questo é un argomento sul quale non riesco ad esprimermi, la morte mi ha tolto tanto, non sono sicura che riuscirei ad aiutarla a portarsi via ancora qualcuno che amo. Ma nella vita le situazioni bisogna viverle, e forse per non veder soffrire una persona che amo potrei anche ….

  3. Il dolore fa parte del concetto di umanità come la medicina vorrebbe fa parte del concetto di sopravvivenza. Non ameremmo le cure se non impiastricciassero in qualche modo il nostro destino. Ma c’è un’inutilità di fondo rispetto a questa corrente di pensiero. L’obiettività inutile nella verifica del risultato.Quando non c’è piu’ niente da vedere e in un corpo e una mente non hanno piu’ niente da desiderare, l’accanimento terapeutico rimane solo il precursore sconfortante di un crimine decelerato.

  4. Pienamente daccordo con te sul tema della scelta individuale, a meno che non manchino i requisiti intellettivi. Non abbiamo deciso di nascere noi, ma almeno lasciateci la libertà di scelta del momento della morte. Kisssal…

  5. Vi sono distinzioni da fare: l’accanimento terapeutico rappresenta il rovescio della medaglia, quello che caratterizza ogni tematica in qualsivoglia campo scientifico ed umano. Un problema in cui confluiscono tutto il peggio ed il meglio, della sapienza. Da una parte l’etica morale, strettamente legata a ragioni filo-religiose, dall’altra il buon senso e comprensione del limite raggiunto. Resta l’amarezza nel constatare quanto quest’ultimo, abbia poca o nessuna voce in capitolo.

  6. Non c’è mai buon senso dinnanzi a sentimenti insopportabili; l’accanimento terapeutico congela la morte per ripristinarla piu’ avanti, al suo stato massimo di vergogna.L’uomo non vive solo di salute e vitalità, ma anche di lucidità e orgoglio.
    Compreso questo, non rimane nient’altro da dire.

  7. Purtroppo é un’esperienza che ho vissuto in prima persona e non posso che concordare pienamente con Rossogeranio e Laerte. “Non abbiamo deciso di nascere noi, ma almeno lasciateci la libertà di scelta del momento della morte.”

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