Aforismi di Paolo Ciarpaglini

La vita è come la marea, nessun frangente si ripete due volte.
 
Chi guarda avanti con la sapienza del passato, non solo è un’uomo, ma un saggio.
 
Credo in Dio oltre ogni immaginazione, ma non nella religione.
 
Se gli uomini si facessero da parte, resterebbe ben poco per cui litigare.
 
La democrazia di un Paese è pari alla misura in cui, i cittadini, conoscono la storia. Per questo non saremo mai veramente liberi.
 
Permettere ad un’uomo di sopraffarci con la forza, non è una sconfitta, bensì l’inizio della sua fine.
 
Niente ci attende oltre questa vita. Unica occasione che abbiamo per vivere il presente, tramandando, ciò che abbiamo imparato.
 
Se ignori gli insulti, hai compreso che niente possono contro la ragione.
 
Riuscire in ciò che ci prefiggiamo, non è una vittoria, ma solo un passo avanti nella consapevolezza di noi stessi.
 
Non urlare, se parli da uomo giusto tutti ascolteranno.
 
Le ideologie sono la peste dell’umanità.
 
Dubitare di se stessi non è debolezza, ma un’omaggio all’intelligenza.
 
Trattare il prossimo con equità, dopo aver subito ingiustizie, significa che niente può mutare il tuo animo.
 
Le menzogne non mutano la verità, la danneggiano temporaneamente.
 
Chi legge troppo, è privo di idee proprie.
 
Sottostare al dominio altrui è forse il modo migliore per vivere la vita, e poco accorgersi d’averla vissuta.

 

6 pensieri su “Aforismi di Paolo Ciarpaglini”

  1. scusami, Paolo-
    premettendo che non sono una “cultrice” di aforismi e più volte l’ho apertamente dichiarato,
    desidererei sapere se non vi è contraddizione tra il terzo e il settimo degli aforismi qui sopra e se no, perchè.
    per ciò che mi riguarda è gratuito il penultimo.
    non credo che sia possibile farsi idee solo vivendo o osservando o ascoltando.
    così facendo, viene meno il confronto, a mio giudizio.
    forse perchè ho sempre vissuto in un ambiente molto stimolante, da sempre leggo, addirittura un libro al giorno.
    come potrei fare a scrivere se non avessi il confronto letterario, culturale con gli altri.
    a mio giudizio, sarebbe come vivere su un’isola deserta, un po’ da buon selvaggio.
    puoi spiegare perchè affermi che chi legge non ha idee proprie?
    grazie
    anna

  2. Ciao Anna, mi fa molto piacere sentirti e cercherò di spiegarmi. Il mio Dio non appartiene a nessuna religione, è piuttosto qualcosa di interiore. Completamente scisso da qualsivoglia ideologia. Quindi non prendo in considerazione l’Aldilà, poichè anche esistesse, credo nella vita. Quando dico che: ‘chi legge troppo, è privo di fantasia’, non è mia intenzione fare di tutta l’erba un fascio. La fantasia è comunque un dono che spinge a creare. Leggere troppo ‘a mio avviso’, conduce la nostra personalità ad allontanarsi dalla matrice originale. Quindi in qualche maniera ad una perdita, seppur lieve, d’identità. Spero di essermi espresso correttamente, ma ho la certezza che dissentirai ugualmente. Ma questo è giusto, perchè ognuno di noi è diverso. Un salutone Anna, Paolo.

  3. carissimo,
    io non dissento da ciò che dici per il gusto di farlo: rispetto il tuo pensiero, che è tuo ed esclusivamente tuo.
    mi colpisce, però, quest’idea di Dio che, credo di aver capito, intendi come una luce che guida la tua vita e, te lo confesso, mi rattrista l’idea non dell’ignoto, ma del nulla successivo alla fine della vita stessa.
    credevo che aprissi su un qualcosa di indefinito o almeno probabile e non avevo capito.
    circa la lettura, può essere che qualcosa si riceva dagli scrittori letti, ma è inevitabile che l’incontro con l’altro lasci qualcosa e non è detto che sia negativo.
    mi sembrava correlato al tuo secondo aforisma, quello che invita a guardare avanti con la conoscenza del passato, che, a mio giudizio, non può essere conosciuto per altra via.
    del resto ogni uomo è figlio del suo tempo, ma ramo della pianta che gli ha dato origine.
    solo questo.
    ciao
    anna

  4. Ancora ciao Anna, solo per puntualizzare che non c’è nessuna luce, che guida la mia vita. Solo la schietta constatazione della realtà, che mi impone di riflettere. ‘Luce’ è una definizione che per antonomasia, trova ragion d’essere in chi ha fede religiosa. Ciò che io avverto e che definisco Dio, è un’energia che trova origine nel mistero stesso della vita, nell’Infinito. Se può esserti di conforto, credimi, nessuna tristezza ti assicuro. Questa vita è il dono massimo che la Natura, poteva offrirmi, e la ringrazio per ciò. Se credessi a ‘vita migliore’, non proverei dolore per chi muore. Ogni giorno, infine, è una pagina di storia che nessun libro ha mai narrato, esattamente, così com’è stato. Quindi la conoscenza della storia, non è sinonimo di verità, ma un’approssimativo sapere. La giustizia e le repubbliche vere, che citavo ed auspicavo, non nasceranno mai dai libri. Le librerie ne sono piene, ma non sembrano avere effetto su alcunchè. Saper ascoltare ed osservare il passato prossimo, sarebbe sufficente per vivere, e creare società migliori. Ognuno è figlio del suo tempo, è vero, ma proprio per questo non vi è collante fra passato e futuro. Solo quando penseremo ‘oltre’, tutte le nostre inutili e comode spiegazioni, crolleranno le mura ideologiche. Di qualunque natura e stampo. Un solo grande popolo, sotto un solo grande cielo. Un saluto, Paolo.

  5. Molto interessanti i tuoi aforismi, quelli che condivido in pieno, sono: il primo e il decimo.
    Grazia

  6. Caro Paolo condivido profondamente gli “1-2-10-11-12-13-14”.
    Riguardo al n. 8 io direi così
    “Se la comprensione della natura umana attiva in te la compassione allora né insulti né ingiustizie potranno scalfirti”

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