L’apparire dell’essere

C’é qualcuno che riesce a portare in eterno lo stesso abito. Altri amano cambiarlo a secondo dell’umore, per altri ancora, quest’abito, può essere accompagnato, senza stonare, da tante giacche diverse nel taglio e nei colori.

Credo che la cosa di basilare importanza sia un’ottima conoscenza di noi stessi e di tutte le nostre sfaccetature, dopo di che, si vive la vita, profumandola col nostro respiro o avvelenandola agli altri.

L’apparire può per molti essere un’armatura, dopo diverse cadute senza nessuna maniglia per alzarsi, beh, uno si organizza e cerca di farsi meno male possibile e forse qualche volta, l’armatura stessa diventa il propro essere e se qualcosa si infrange, s’incrina, può darsi che si riappropri del proprio io, facendo tesoro del suo vissuto.

C’é però, chi non teme niente, e va comunque per la sua strada sempre uguale, con il suo essere, mostrando agli altri la sua versione integrale e reale, usando, eventualmente, combattimenti frontali e sempre diretti, in genere costui, si medica sempre da solo le proprie ferite. 

Di fatto, l’apparenza é sempre in prima linea, nel senso che, anche a colui più sensibile, percettibile o abile nel fiutare l’interno umano é il primo ingrediente che viene notato, discusso, maledetto o amato, in seguito, attraverso la conoscenza e la frequentazione, può avvenire la piena delusione o lo stupore.

Comunque sia, la vita può anche essere intesa come un gioco, ed ognuno ha le sue carte, esistono l’immagine, il cuore, i sensi, gli odori, e la testa al posto di comando, saper giocare sempre e magari con eleganza, mistero e correttezza, ed anche un pizzico di magia, credo esalti una complicità che dà calore all’essere, svelando in realtà la vera personalità. 

 

11 pensieri su “L’apparire dell’essere”

  1. come siamo?
    come appariamo?
    come desideriamo apparire ?
    quanto costa essere se stessi, sempre? anche quando ciò che diciamo o facciamo o scegliamo è molto scomodo per noi e per chi ci sta intorno?
    mi chiedo sempre se è bene essere sempre adamantini.
    la sola verità non paga quasi mai, anzi, mi sembra che essere morbidi e concilianti spesso aiuti a vivere.

  2. La vita purtroppo, è tutto fuorchè un gioco Sandra, credimi. Ed i giocatori, ricorda, non mostrano mai il loro vero volto. Ma questa non vuol essere una critica al tuo scritto, Intelligente [con la I maiuscola], e che condivido profondamente. Un’analisi che con parole semplici, le migliori, riesce a rendere l’idea, in modo esemplare, delle molteplici sfaccettature che albergano l’animo umano. Mi ritrovo completamente, quando dici: “..in genere costui, si medica sempre da solo le proprie ferite.”
    Potresti essere un’ottima psicologa. Te lo dico col cuore, sperando di farti un complimento.

    Un salutone, Paolo.

  3. Sandra é molto bello quello che scrivi; non é cosí facile capire gli altri, farsi capire e capirsi. Si prendono certe botte a “giocare a carte”, per quanto riguarda il ferirsi io ho finito il disinfettante, se mi dici dove posso procurarmi una di quelle armature di cui parlavi, ma non credo che tu lo sappia sei troppo aperta e vera per indossarne una.
    Un bacio
    Tilly

  4. X Paolo:

    Caro Paolo, grazie per la lettura e per il commento.
    Volevo aggiungere, che ho un’età piuttosto matura per sapere che la vita é tutt’altro che un gioco, ho camminato per vie ciottolose e faticose, infatti ho scritto, – che può essere intesa come un gioco -, e mi spiego meglio:
    – strada facendo può darsi che il colore di prevalenza possa essere il grigio, che personalmente non considero neanche un colore, ora sta a noi, cercare, in correttezza, di mescolare le carte, rubare qualche stella per illuminare il nostro interno, graffiare un po’ del blu del cielo, mettere sulla ta

  5. sulla tavola un fiore colorato, magari di campo, per portare un sorriso dentro di noi e magarli condividerlo con i giocatori che ci girano intorno.
    Però ti confesso, che occorre anche un po’ di magia, per tutto questo, perché bisogna anche saper volare, con la fantasia naturalmente.
    Grazie.
    Sandra

  6. Sandra molto vero il tuo racconto, e comunque penso che la vita può essere intesa come un gioco, nel senso che lei ci dà le carte e sta a noi giocarcele.
    Ciao Salvo.

  7. Carissima Sandra, è bellissimo cio che hai scritto, e mi trovi in accordo con te, su ciò che hai commentato.
    Con stima Grazia

  8. La vita è un solo giorno, dall’alba al tramonto, poi il buio.
    La vita non si comanda col l’intelletto e la cultura, con la rabbia o l’amore. Non la si gioca con l’astuzia o con l’inganno. Essa non stà a sentire le tue lamentele o le tue gioie, vuole solo essere vissuta. Inutile imprecare, un giorno piovoso è e resta piovoso, un giorno solare non lo si potrà mai cambiare con i desideri.
    Puoi cambiare vestito, è vero, nell’arco della giornata a seconda dei mutevoli aspetti climatici, ma tu sei tu, con qualsiasi vestito ti possa mettere addosso, e non esiste, per me, nessuna corazza se non il tuo carattere e la tua determinazione. La fantasia, tua grande alleata, può cambiare lei sola il tuo percepire di alcune delle sensazioni esterne.
    Hai scritto cose molto profonde, e belle, per me difficili da comprendere nella loro totalità. Ho voluto comunque esprimere un mio modesto
    punto di vista.

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