Immortalmente sano

Viviamo tutti nell’aldilà.

Nella realtà non vi è più spazio.

L’estasi della libertà

È sulla bocca di tutti,

e ivi rimane.

Un giorno continua a non bastare,

il silenzio della notte

schiera già i suoi guerrieri.

Lontana grida una voce,

troppo per un orecchio umano;

di nichilismo e morte ci nutriamo

gridiamo in coro,

lasciate che nelle nostre tenebre

l’anima si disciolga;

solo così il cielo aprirà le porte

al nostro cuore,

solo a noi, penitenti dello spirito.

L’uomo e il suo Erebo.

Ma il grido non si arrende,

urla a squarciagola, tende

alla vendetta.

Si raccoglie tra i monti più alti,

qui trova tempo per la sua tregua,

un’eco diventa la sua arma.

Raccolgo questa voce.

Per sempre.

Reprobo della razza umana,

perché fuggi?

Sentisti forse anche tu la potenza

Immortale del tuono del meriggio?

 

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