Brizzy e le sue amiche

Improvvisamente l’acquazzone primaverile di giugno, forte, impetuoso, con vento caldo, infradiciò tutto, campi, strade, muri, vetri. I fiori nei campi, si piegarono su se stessi, quasi cercassero un riparo, la gente per le strada accese gli ombrelli, ma questi, come girandole al vento, correvano in avanti innalzandosi, senza riparare nessuno.

 La giornata prese il colore del piombo e Brizzy, la farfalla gialla dalle striature nere, inzuppata d’acqua, si rifugiò nel campo sotto le alte spighe di grano.

Spighe:- Ciao, hai visto che roba oggi? Vieni sotto, almeno tu sarai riparata.

Brizzy:- Non pensavo, in giugno, un acquazzone così forte…, le mie povere ali, sono quasi a brandelli e sono anche infreddolita. Ma il sole, voi lo sapete di che cosa si é impermalito? Per non voler uscire…, qualcosa deve averlo turbato.

Spighe:- Dicono che sia malato…

Poi, un sole annacquato fece capolino fra tutto quel bagnato, la pioggia cessò, e Brizzy iniziò a volteggiare in aria stendendo le sue ali intorpidite  per farle asciugare.

Spighe: – Beata te, che sei piccola e volatile, ti asciugherai presto, per noi così alte e folte, ci vorrà un po’ più di tempo. Volevamo proporti di restare fra noi, potresti essere al sicuro qui, ben riparata, avresti cibo, puoi volare e riposarti tranquilla, nessuno ti farà del male, per noi saresti vivace, porteresti allegria, ci racconteresti le novità volando in qua e in là, che ne dici?

Un po’ pensierosa, la farfalla rifletté sulla proposta allettante, poi disse loro:

Brizzy:- Siete molto gentili e la vostra offerta é ottima, ma le mie ali non sono fatte per stare nei dintorni, ma per volare lontano, non mi posso fermare in un campo di grano. Sono stata un bruco ed ho fatto una vita da verme, adesso ho cambiato aspetto ed ho messo le ali, libera da tutto ciò che mi imprigionava. Lo so, corro seri pericoli, e sicuramente verrà anche il giorno che mi farò male sul serio o rimarrò chiusa nel pugno di una mano, ma devo andare per la mia strada, altrimenti non sarei una farfalla, però, quando mi sentirò in pericolo, cercherò un campo di grano e saprò con certezza che là vi troverò sicurezza.

 

7 pensieri su “Brizzy e le sue amiche”

  1. Bellissima l’idea che il maggior pericolo per una farfalla è l’uomo e non i suoi naturali predatori…

  2. complimenti per i tuoi scritti! sempre molto originali! la leggerezza di un volo di una fragile farfalla ci fa riflettere sul coraggio di vivere seguendo i nostri istinti e desideri!

  3. X SAL

    Eh si, caro Sal, l’uomo é capace di realizzare disegni di vitale importanza, slanci di grande umanità, ma sa anche produrre danni dai quali é difficile tornare indietro; ora dipende dalla pendenza della bilancia la sua pericolosa o magnifica grandezza e intelligenza.
    Grazie del commento e della lettura.
    Sandra

  4. un racconto tenero, poetico ed educativo.
    concordo con Sal, la natura protegge sè stessa e la farfalla lo sa…
    ciao
    anna

  5. Dolce, bello, diretto, garbato……… potrei continuare; sei sempre bravissima.
    Ciao
    Tilly

  6. Il temporale estivo porta la nuova vita con sé, il temporale estivo porta con sé la morte. Questa è la vita, e la vita è lo scorrere del tempo in simbiosi con la natura. L’uomo è la natura come la farfalla, la pioggia, il grano.
    Bene fà la farfalla a volare, ora che la natura gli ha dato le ali, non correrà più pericoli che da baco. Vola farfalla, come la mente di certi umani, vola.

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