Cecilia che ha paura di tutto

Ciao,
io sono Cecilia, ho undici anni e ho paura di tutto.
Oh, lo so che ormai sono cresciuta abbastanza… e dentro di me, quando ci penso, mi sento grande, ma non riesco a sentirmene sicura.
Non è sempre stato così, anzi.
Quando frequentavo le elementari, mi piaceva tutto: svegliarmi al mattino, andare a scuola, stare con i miei compagni, studiare e giocare con loro, andare a spasso con la mamma, nuotare in piscina e frequentare le lezioni di danza che è la mia passione speciale.
Poi in quinta, tutto mi è sembrato più difficile.
Dovevo studiare sempre di più per prepararmi agli esami e il tempo per dedicarmi a ciò che mi piaceva mi sembrava sempre troppo poco e credevo di non fare mai abbastanza bene.
Adesso frequento la scuola media e sono contenta, perché imparo tante cose, ma tutto intorno a me è cambiato.
Ho molti compagni e compagne nuove, molti insegnanti per le diverse materie di studio e mi sembra che ogni giorno debba riconquistare la loro fiducia e la loro stima.
Tutti ci ripetono che ormai siamo grandi.
Sarà…
Io mi sento sempre la stessa.
Mi guardo allo specchio e non vedo niente di nuovo in me.
Stessi capelli, stessi occhi, stesso naso, stessa faccia.
Sono solo un po’ più alta e quel golfino rosa che la mamma mi ha regalato per il mio compleanno e che mi piace tanto, mi va un po’ stretto, ma io lo metto sulle spalle oppure me lo lego in vita, perché mi rassicura e mi ricorda di quando tutto era normale e potevo permettermi di essere solo io, Cecilia, e non dovevo essere Cecilia – che – diventa – grande.
Perché, sì, crescere mi spaventa.
Non voglio essere una di quelle stupidotte che guardano i maschi e si sciolgono in sospiri, non voglio avere la faccia piena di foruncoli, non voglio osservarmi allo specchio e non riconoscermi.
La mamma talvolta mi guarda e mi chiede a che penso.
Cosa le rispondo? che mi sento Peter Pan in gonnella? che voglio partire per l’Isola che non c’è?
Oggi la nonna, da cui vado ogni mercoledì pomeriggio dopo la piscina, in attesa che la mamma, terminato il suo lavoro, mi venga a prendere, mi ha fatto un discorso strano e confortante.
Mi ha chiesto, come sempre, come va la scuola, cosa ho imparato di nuovo, e quale è la materia preferita.
Le ho risposto che mi piacciono gli argomenti che riguardano lo studio dell’Italiano e soprattutto le ore che dedichiamo alla lettura.
Mi ha confidato che era così anche per lei quando era ragazzina e di come leggere l’avesse aiutata a pensare ad altro nella vita, perché per i grandi è difficile abituarsi ad esserlo.
“Intendo dire”, diceva la nonna, “che, per esempio, adesso non mi piace essere diventata anziana e guardarmi allo specchio e riconoscere tutti i cambiamenti che si sono verificati sulla mia faccia e sulla mia persona, ma vivere è proprio questo, cioè abituarsi a cambiare continuamente. Se non fossi quella che ora sono, non avrei te che sei la mia gioia .” E mi ha sorriso stringendomi in un abbraccio forte, forte.
Forse la nonna ha compreso da sempre i miei timori e sa delle mie paure e ha voluto dirmi che tutti hanno le loro.
In realtà, cambiare è normale ed è solo mutare qualcosa fuori di noi, non nel nostro cuore e nei nostri affetti.
Cambiare, allora, è normale.
Rifletterò su questa nuova idea, forse diventerò anche più coraggiosa ed imparerò ad affrontare tutte le novità che mi aspettano.

 

7 pensieri su “Cecilia che ha paura di tutto”

  1. Cara Anna, tocchi un argomento che apparentemente sembra semplice, fanciullesco, ma che in realtà riguarda tutte le tappe della vita. Si, perché crescere, maturare, imparare, diciamoci la verità, affascina ma spaventa. Spaventa quando dallo sguardo affettuoso della maestra elementare che ti conosce bene, passi all’insegnante per ogni materia; ti devi organizzare col tempo, devi imparare a conoscere e a farti conoscere; spaventa quando da giovane donna diventi madre, e ti senti assalita da mille responsabilità, poi il tuo fisico cambia, qualche seccatura si affaccia, la vecchiaia, se va bene, si fa avanti.
    Però, strada facendo hai acquistato quella forza che nemmeno immaginavi di possedere, piano, piano, viene tutto col tempo, con l’esperienza ed anche con gli errori. La crescita, é la vita che scorre, ricordarlo e tenerlo in mente é un cibo che non rimane mai indigesto.
    Ciao. Sandra

  2. Esatto Anna, tutti quanti noi abbiamo 11,12 anni dentro e la differenza tra i vecchi e noi sta nel mantenere questo spirito. Altamente istruttivo, brava!

  3. Complimenti, mi è piaciuto molto. Forse anche perchè è basato su quello che io considero il segreto della felicità nella vita, e cioè sapersi adeguare al cambiamento, che è conseguenza dello scorrere del tempo, e cercare di seguirlo, sempre, senza opporgli resistenza. Ammiro le persone che ci riescono, io semplicemente… ci provo. Un saluto, F.

  4. Hai trovato una bella chiave per parlare di un argomento che prende tutte le età, e l’hai fatto con semplicità e stile.
    Complimenti.

  5. Ricordo di essermi sentita anche io in un modo simile, da piccola, anche se non mi sembra che Cecilia perchè non ha voglia di crescere e cambiare debba per forza avere “paura di tutto”… ciao

  6. Cambiare, allora, è normale.
    Rifletterò su questa nuova idea, forse diventerò anche più coraggiosa ed imparerò ad affrontare tutte le novità che mi aspettano!! Che bella frase questa ed è bellissimo anche il racconto

  7. Ciao, Lulla,
    giovane lettrice che stai rileggendo i miei “raccontini”!
    Grazie per aver apprezzato quanto ho scritto.
    Conosco abbastanza bene i pensieri dei ragazzi, sia perché sono stata una ragazzina anch’io, sia perché ho figli, nipoti e pronipoti che allietano la mia vita e mi ricordano spesso quanto sia difficile crescere.
    Cambiare è una capacità importante, perché sottintende anche la capacità di adattamento a situazioni nuove che vanno comprese, spesso accettate, altre volte combattute.
    Nell’idea di cambiare è implicita anche la capacità di prendere posizione, assumere un ruolo, capire chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare.
    Cambiare vuol dire crescere…
    Non è poco, direi.
    Un abbraccio.
    anna

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