Cerco il silenzio che non c’è

Le parole occupano ogni anfratto

il silenzio si rifugia nella mia testa

non posso aprire bocca

sento le labbra che si incollano.

L’una all’altra.

La tentazione è di smettere di sforzarsi,

tacere e nuotare nella quiete.

Non posso.

Devo parlare, blaterare i soliti discorsi

per gettare fumo negli occhi altrui

senza garanzie di riuscita.

 

Poi arriva il momento tanto desiderato.

Tutto é buio e assenza.

Niente voci,

mancano le grida e le risate.

Solo il respiro di chi può dormire

e il rumore dell’auto di chi sta ancora dentro.

Io sono costretta al limbo,

tutte le notti

per alcune ore, non voglio più stare dentro

ma di là non mi vogliono

mi chiudono la porta

perchè sono agitata.

 

Non va bene

e allora sto nell’anticamera,

a galleggiare senza certezze

sdraiata sul letto nella mia camera.

 

Mi tentano i rumori all’esterno.

Sembra che la vita si sia concentrata

sotto al mio palazzo

e immagino ragazze che tornano a casa,

borseggiatori a caccia di vittime,

gatti che si aggirano di nascosto

protetti dall’oscurità

traditi da qualche lampione,

auto che sfrecciano,

moto che sgassano senza rispetto per nessuno

il semaforo rosso si sente simile a quello verde

prima o poi qualcuno fa più rumore

una carrozzeria si ammacca

uno straniero impreca

e le sirene accorrono.

Fortunato chi dorme e se ne frega

ospite di un mondo leggero e senza scosse.

A me tocca ascoltare e immaginare

tentata dalla terrazza che si offre

come un posto in galleria

da cui dominare la scena folle

dell’inquietante notte.

 

Quando accade non posso gioire

non me ne rendo conto

abbandono i miei fantasmi

i miei punti interrogativi

e le mie lampadine accese

senza salutare.

Mi lasciano entrare

e neanche me ne accorgo.

Sarò un ospite fugace,

tentata all’idea di restare fino a tardi,

ma obbligata ad andare via troppo presto

stordita per il trambusto

ma felice di essere di nuovo dentro.

 

4 pensieri su “Cerco il silenzio che non c’è”

  1. non smettere di sforzarti, ti prego!
    conosco quella fatica e quella frenesia…
    si trova pace solo quando i pensieri si lasciano raccontare e le parole ritrovano il loro posto…
    brava
    ciao
    anna

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