Il libro di Simone

(Dalle favole di Michele e Sandra)

Simone e Stefano sono due fratellini di rispettivamente dieci e sette anni. Hanno un carattere diverso e come tutti i fratelli vicini nell’età si amano, si fanno i dispetti, si cercano, litigano e si vogliono molto bene. I loro genitori sono gente ancora giovane, vivace e affettuosa. Ambedue lavorano nella scuola. Sono insegnanti. La mamma insegna lingua inglese alle medie e il padre matematica al liceo scientifico, poco distante da casa. Vivono in una cittadina di provincia, dove la vita si svolge tranquilla, serena, con le solite corse quotidiane, ma nella loro casa regna l’amore il rispetto, l’allegria, ma anche le dritte che ogni genitore è costretto ad impartire per l’educazione e l’insegnamento nella vita ai propri figli.

Nella scuola  nessuno dei due ragazzi ha problemi ed anche nello svolgimento dei compiti a casa Simone e Stefano non hanno bisogno dell’aiuto dei loro genitori, fanno da sé e si aiutano pure. Diciamo che Stefano ha un carattere molto estroverso, è anche molto vivace, non sta mai fermo, ha tanti amici ed è anche molto bravo nello sport, particolarmente nel nuoto, si allena molto e fa gare continuamente, arrivando sempre nei primi posti. Simone, invece, è più tranquillo, gli piace leggere e cerca sempre posti tranquilli per fantasticare. La sua mente fabbrica personaggi affascinanti, da cavalli alati, a folletti dispettosi, a cavalieri dall’abile spada disposti a dare la vita in nome dell’onestà e della correttezza. Non ama particolarmente lo sport, e l’unica sua abilità sportiva è quella di salire sull’albero di ciliegio e dominare dall’alto le cose, e le persone, fantasticando personaggi e nomi.

Un giovedì sera i genitori dei due ragazzi decidono di festeggiare il loro decimo anno di matrimonio in un ristorante da soli, e per non lasciare in solitudine i ragazzi, viene chiamata la nonna paterna, per una cena veloce e un po’ di compagnia ai nipoti.

La televisione, dopo cena, non è un’alternativa allettante per i due fratelli e, mentre la nonna sonnecchia davanti ad un gioco televisivo, Simone legge, e Stefano va in su e giù per la scala di legno che porta alle stanze da letto. Poi silenzio…

Simone alza il naso e gli occhi dal libro, troppo silenzio, non sente più Stefano…

Simone: -Ehi, Stefano, che cavolo stai facendo?-

Stefano: -Sono in soffitta, viene a vedere Simone…-

La soffitta è una piccola stanza rettangolare dal soffitto piuttosto basso, si accede con una scaletta di legno dal fondo del corridoio dove ci sono tre camere e un bagno. In genere la mamma ci mette le cose che non servono più, ma che non butta, oltre ad un vecchio enorme baule dove conserva i cimeli acquistati nei viaggi con il papà quando ancora i ragazzi non erano nati. E’ come tutte le soffitte, piena di polvere, di cose andate, vecchi lampadari, tricicli dei ragazzi, addirittura la culla, la carrozzina, il passeggino, vecchi libri e quaderni dentro scatoloni chiusi con la scritta fuori di ciò che contengono. Polvere del passato, ricchi di sentimenti e ricordi. I ragazzi non ci vanno mai, ma stasera Stefano trova il luogo interessante e sta sbirciando dentro con l’aiuto di una pila, oltre alla fioca luce elettrica.

Simone, di malavoglia lo raggiunge, più che altro per controllare che Stefano non combini guai, lui se ne stava volentieri a leggere sul divano.

Simone: -Ma non potevamo rimanere giù a guardare la televisione? La nonna è rimasta sola, starà dormendo tutta curva, dai scendiamo cosa vuoi trovarci qua sopra, oltre alla polvere?-

Stefano: -Se apriamo qualche scatolone, possiamo trovarci qualche vecchio nostro gioco, vediamo se lo ricordiamo?-

Stefano: -E il baule? Vediamo cosa c’è dentro.-

Simone: -Ma ci sono le cose dei nostri genitori, dei loro viaggi, sono cianfrusaglie.-

Stefano: -Insomma, senti Simone, io voglio aprire e guardare, vai giù e faccio da solo, se trovo qualche cosa che mi piace me lo tengo per me. Va bene?-

Simone: -Va bene, ti do una mano, altrimenti rompi qualche cosa.-

Il baule contiene molti vestiti orientali, sciarpe, scarpette, tessuti di damascato, statuette, ma niente di particolarmente interessante. Ci sono anche dei piccoli libri, tipo tascabile, e poi un altro libro, che attrae particolarmente l’attenzione di Simone, un libro in pelle nera con disegnato uno stemma dorato a forma di drago dal colore rosso, c’è anche una scritta in latino:

“Scribe et volabis……

Eris substantia, aer anima.

Tecum quicumque alis levabit, dummodo ames”

——————

Scrivi e vivrai, sarai sostanza aria e anima. Con te chiunque si solleverà con le ali, purché tu lo ami.

——————

Il libro viene aperto, ma con stupore, le pagine sono tutte bianche, non c’é niente, solo pagine vuote.              

Stefano: -Una così bella copertina per pagine bianche. Assolutamente sprecato e inutile.-

Stefano lo scaraventa di nuovo dentro il baule, ma Simone, non visto, lo prende fra le braccia affascinato, e mentre il fratello continua a rovistare, con cura lo nasconde sotto il maglione, e già inizia a fantasticare.

La curiosità di Stefano è esaurita, e deluso decide di tornare al piano di sotto. La porta viene chiusa ed i ragazzi tornano dalla nonna ormai addormentata, ed ognuno va in camera sua a dormire.

Dormire…, beh, per Simone Morfeo, non è per niente allettante, lui pensa alle ali, al volo, al titolo del libro, e subito immagina di essere un bellissimo falco che vola sopra montagne altissime e rocciose, osservando dall’alto mari verdi ed azzurri, in cerca di una compagna. Le sue ali aperte sono bellissime ed enormi. Incontra in un cielo glaciale ma limpidissimo un’aquila regina solitaria, ferita e sperduta. Nell’incavo di una montagna trovano un rifugio sicuro. Lui la cura, ed insieme volteggiano nell’aria, sotto il cielo più cupo, più blu, affrontando temporali, e venti impetuosi.

Poi, Simone, cede a Morfeo e stringendo fra le braccia il libro si addormenta.

Al mattino, prima del solito si sveglia, dopo un sonno agitato e tutto sudato, salta dal letto; il libro cade per terra, ed ecco si apre…, meraviglia…le prime due pagine hanno nero su bianco, eppure ieri sera era tutto bianco!!! Simone si stropiccia gli occhi, lo raccoglie e legge…, altra meraviglia…il suo pensiero del falco, è esattamente a colori.

Simone è un ragazzino sveglio, e subito comprende che quello, altro non è che un libro magico! Decide di tenere il segreto per sé e di non dire niente a Stefano, tanto meno ai genitori e così, in compagnia del suo nuovo amico, ogni qualvolta possibile, si ritira in camera sua, e con la scusa di studiare e leggere, fantastica cose magnifiche che poi, puntualmente trova scritte. Immagina addirittura di essere un folletto dispettoso vestito di scorza di quercia e muschio e di essere talmente piccolo da entrare dentro le orecchie della gente più antipatica, noiosa e chiacchierona. Non è proprio nell’indole di Simone, tutto questo, ma con il libro, il ragazzo diventa anche più audace e meno chiuso.

Poi, un giorno succede il fattaccio.

Stefano un po’ seccato di vedere sempre Simone appartato e meno interessato a giocare, fa irruzione nella sua stanza per spronarlo a giocare con lui e lo trova intento con il libro in mano:

Stefano: -Ehi, Simone, ma quello è il libro della soffitta, lo hai preso e non mi hai detto niente, e poi, scusa che cosa te ne fai? A che cosa ti serve? Dammelo, fammi vedere…-

Simone- Lascialo, ci scrivo degli appunti.-

Ma a Stefano, molto arguto, non sfugge l’imbarazzo e il rossore sul volto del fratello, e subito in malo modo lo toglie dalle mani di Simone.

Ci vede scritto tante cose  e non solo, vede figure pittoresche, bellissimi colori e sorpreso, scappa al piano di sotto stringendo il libro. Simone lo rincorre arrabbiatissimo, urlando parole senza senso, poi, improvvisamente, in questa confusione  Stefano cade giù per la scala, finendo con un tonfo al piano di sotto.

Quello che poi accadde, Simone lo ricorda vagamente. Tante urla, la sirena assordante di una ambulanza. Stefano svenuto sul pavimento bagnato di sangue.

Incredibile quanto un fiotto rosso su un pavimento di marmo chiaro possa impressionare! I genitori in preda all’agitazione, la porta aperta, la gente, dal fuori a sbirciare, tutti a dare una versione dei fatti, e Simone chiuso in un mutismo assoluto.

Stefano è in ospedale, dopo il primo allarmismo, il risultato: il sangue dietro alla testa si è risolto velocemente, però il ragazzo ha una gamba rotta e dovrà stare qualche giorno in ospedale e poi tornerà a casa con la gamba ingessata. Per lui, è la prima rottura.

Simone, si sente in colpa, è ovvio, e tristemente attende il ritorno di Stefano a casa.

La mamma comunica a Simone che all’ospedale, hanno consigliato a Stefano una permanenza di una settimana per tutti i vari controlli, onde evitare continui spostamenti al ragazzo. Simone triste abbassa il capo, prende il suo libro e va in camera sua, ma questa volta, a causa del suo senso di colpa, i personaggi sono negativi. Dai folletti, si passa al drago cattivo, che è personificato da lui stesso, con tre bocche che buttano fuoco da far paura, oppure, mesto, ridotto ad una foglia autunnale, bagnata e calpestata da tutti, intrappolata in un masso di un fiume che poi si riduce in poltiglia.

La mamma è preoccupato per questo suo silenzio, non va a trovare neppure Stefano in ospedale per un po’ di compagnia. Prova a chiedere a Stefano cosa sia successo, e il ragazzo risponde che vuol vedere il fratello perché si vergogna del suo precedente comportamento e vuole scusarsi. Quando a sera  la mamma riferisce a Simone che il fratello desidera parlargli, lui si mette prima a piangere e poi chiede di andare subito in ospedale dal fratello. E’ già terminata l’ora delle visite, ma forse Simone potrà entrare.

Il ragazzo rimane a lungo  far compagnia al fratello, si chiariscono e…, Simone racconta la storia del suo libro, facendo, in seguito a casa, partecipe anche Stefano delle avventure, riprodotte poi sul libro.

I ragazzi, si divertono moltissimo, ognuno ha le sue fantasie e addirittura, alcune volte si incontrano nei personaggi, perché si sentono talmente vicini che diventeranno, in seguito uniti per la pelle, superando quei bisticci che a volte la convivenza fra fratelli può alimentare.

Ma anche le cose belle e fantasiose come il libro, a lungo andare, possono diventare dannose provocando, ad esempio, l’allontanamento dalla realtà. Perdere quel limite che divide la realtà dalla fantasia, può divenire una cosa pericolosa..

Spetta a Simone, che è il più grande e quello che ha più buon senso interrompere questo gioco bellissimo, per non farsi del male e soprattutto per crescere.

All’inizio Stefano, non è tanto convinto e muove delle resistenze, ma sono deboli, perché ormai segue gli insegnamenti del fratello.

Decidono insieme di deporre il libro magico nel baule, ma si fanno entrambi una promessa: decidono di andare a prenderlo di tanto in tanto, per vedere se le loro fantasie, si incontrano sempre e poi…, un po’ anche per sognare, grande ricchezza e medicina dell’uomo.

Passa il tempo, adesso Simone e Stefano sono giovani uomini ed hanno una bella famiglia ciascuno. 

Simone, ha poi incontrato la sua aquila…, hanno pure una coppia di gemelli, un maschio ed una femmina. Stefano, al momento ha un maschio di due anni più giovane dei gemelli. I nonni sono ancora in salute, e nella loro casa con la famosa soffitta, e come tutti i nonni, sono felici di rallegrare la loro casa con gli schiamazzi dei nipoti.

Simone e Stefano si sono fatti una promessa da tempo. Ogni anno nella ricorrenza della rottura della gamba, all’insaputa delle loro famiglie, si ritrovano sulle ali della fantasia, scrivono una nuova storia, rileggono quelle precedenti.

Ma che faranno quando le famose pagine bianche saranno tutte riempite? Sicuramente si rileggeranno, ed aggiungeranno nuovi racconti.

Un segreto che li unisce per la vita con affetto ed amicizia.

 

9 pensieri su “Il libro di Simone”

  1. Quelle famose pagine bianche non potranno mai essere tutte scritte. Esse raccolgono e raccontano la vita fantastica dei due fratelli, che ora si completano come unica persona.
    Non esiste la fine del libro, esiste la fine del tempo per poterlo scrivere. Subito un’altra persona riprenderà il fantastico lavoro, e così di seguito. All’infinito.
    Chi saprà scriverlo, saprà poi anche leggerlo. Credo.

  2. finché ci sarà la possibilità di pensare, per perdersi nelle fantasie… e sognare… ci saranno pagine bianche da riempire!!!
    il libro non conoscerà mai una fine!!!!
    michele8

  3. Molto bello questo racconto, come sempre bravissimi! trovo bellissimo anche il commento di Sergio , che condivido a pieno.
    Grazia

  4. quando gli animi dei miei figli non sono in sintono ricordo loro che non c’è nessun altro più simile a loro di loro stessi e, quindi, non amarsi tra fratelli è come rinunciare ad una parte consistente di sè.
    ottima lettura e occasione di meditazione.
    ciao
    anna

  5. Anna la cosa che hai detto è stupenda! Complimenti…
    i tuoi figli hanno una super-mamma
    Michele8

  6. Bello… veramente bello, l’ho letta ai miei figli, 11 e 9 anni, ti ringraziano di averli stimolati ad andare d’accordo per tutta la vita. Daniela

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