Miraggi svaniti nelle tasche del mondo

Aironi nella linea sottile

dell’orizzonte

colmano vuoti di brezze

 

Nel grido di nebbia

granelli di occhi

dimenticati

e veli di donna

 

Lungo le strade del porto

sorelle dell’aurora

s’affacciano maschere di giada

colori di giglio e sandalo

 

Ci sono miraggi

che svaniscono nelle tasche sdrucite

del mondo

 

In terra odore di nuvole grigie

ed io dipinta su muri

zuppi di nostalgia

mi confondo

con la pietra

ed è vertigine

che scivola dentro ai tombini

divelti dalla pioggia

 

4 pensieri su “Miraggi svaniti nelle tasche del mondo”

  1. Sai cosa mi sorprende? La fantasia presente nella poesia, l’aspetto immaginifico di vedere; la ‘visione’, come un’idea ma anche come una creazione, non porta così il peso delle cose viste, ma le consuma essa stessa, le fa vivere come mitiche speranze e mitiche illusioni, tali per cui il mondo è sempre bello.

  2. Rileggendo questa poesia ho notato una forte presenza narrativa all’interno della poesia, come si trattasse di un film e che porta un racconto. Il finale è un pò triste ma t’assicuro che riesce a dare una forte impressione romanzata e poi ci sarebbe molto da dire anche sulla seconda strofa: quei granelli di occhi che sembrano provenire da qualcuno, una persona che s’infrange sul panorama, nel vento, che si confondono e la persona tace.

  3. Sarò monotona ma questa poesia ha il tono della spensieratezza, della leggerezza che ghermisce le cose e le trasporta, le trascina in un ‘tunnel’ dove esse si trasfigurano; e trascina sensi (significati), concetti, immagini che richiamano a un altro mondo diverso da quello a cui appartengono.

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