Un nuovo mattino

Capita spesso di svegliarmi molto presto il mattino in estate.

Sposto le tende e spalanco la porta del balcone respirando aria fresca, rigenerata dalla notte; direi quasi pura.

La mia mente è ancora ipnotizzata dagli spettacolari passaggi dal bianco e nero a tutta la scala cromatica del sogno appena sfumato e confondo il silenzio e la quiete del quartiere con un rinsavimento umano.

Rimango alcuni minuti affascinato sbirciando dietro la tenda: silenzio, rispetto e discrezione è ciò che colgo. Un gran senso di appagamento nell’aria.

Che l’uomo abbia avuto una botta di saggezza stanotte?

Che la notte abbia migliorato l’umanità nelle ore buie come per magia?

Questa allora sarà una giornata speciale, memorabile, storica!

Mi appresto a vivere la mia nuova vita, forse quegli uomini non sono mai esistiti, era solo un brutto sogno ma poco importa adesso. Ogni secondo che passa rafforza l’idea di dover prendere atto della nuova realtà. Uno strano folle sorriso spunta sul mio viso.

Le possenti trombe e marmitte di un auto a tutta velocità mi squarciano il sogno dal centro verso le estremità, facendomi proteggere istintivamente le orecchie con le mani.

Questo è il solito mattino dell’uomo, ma continuerò a sperare ogni nuovo dì.

 

8 pensieri su “Un nuovo mattino”

  1. Impossibile fermare il tam-tam quotidiano, le corse, la nevrosi, i pasti consumati velocemente, l’orologio che corre più di noi, eppure, le alzate mattutine colgono un quadro del Mondo che affascina e che é magico, purtroppo é di breve durata, pazienza.
    Ciao.
    Sandra

  2. già…
    la normalità sembra non essere la riservatezza, la prudenza, l’educazione.
    eppure per questo io mi batto e difendo i mie spazi con le unghie e con i denti.
    che io viva in un sogno?…
    ciao
    anna

  3. Cogliere le profondità della vita non è per i superficiali. Un abbraccio a voi due, Sal…

  4. “la scala cromatica del sogno appena sfumato” è il mio pezzo preferito.
    Come sempre, bravo
    Ciao
    Tilly

  5. Ringrazio chi mi ha votato senza aver commentato. Anche questa può essere civiltà.
    Un nove pieno, cinque su cinque è una bella soddisfazione.

  6. Questo è il solito giorno dell’uomo, ma continuerò a sperare ogni nuovo dì…

  7. Se solo “il silenzio, il rispetto e la discrezione” durassero più di qualche minuto rubato alla frenesia chiassosa del mondo!
    Credo che in fondo ciò che conta sia non smettere di sperare nell’arrivo di un nuovo giorno, che sappia trasformare quello “strano folle sorriso” in un sereno e reale appagamento.

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