Qualità o quantità, questo è il dilemma…

Credo che serpeggi un interrogativo comune tra noi che scriviamo: è meglio una produzione abbondante ma imprecisa, frutto dell’estro del momento e che consente di fermare sul foglio l’idea, venga come venga e chi legge si arrangi a capire, interpretare e correggere; oppure è meglio pensare, elaborare e scrivere quanto si ha in testa dopo aver ben riflettuto su ciò che si mette per iscritto senza lasciare nulla al caso e all’interpretazione accidentale di chi legge?
Leggo da sempre, come tutti ormai sanno e come mi piace fare appena ho un attimo di tempo per me, non ho preconcetti sulle pagine scritte, sul loro genere, sull’autore e sull’epoca a cui appartengono.
Sono convinta che il leggere apra orizzonti e permetta di acquisire sensibilità, conoscenze, sfumature stilistiche sempre nuove.
Questo ho ricevuto come insegnamento e questo ho trasmesso.
Da quando, però, frequento gli scrittori di siti letterari e coloro che vengono comunemente definiti scrittori emergenti e che – me compresa – con ragionevole certezza non emergeranno mai, perché le probabilità tra aspiranti al titolo di scrittore affermato e le possibilità reali di essere presi in considerazione da una qualche casa editrice che veda la stoffa e decida di pubblicare sono pressocchè nulle, resto stupita dalla sfacciataggine di chi si sente invaso dal dio e pretende di essere non solo letto, ma spesso anche osannato da chi ha la sventura di prenderlo in esame.
Colpisce la mia attenzione la convinzione di chi crede che scrivere sia una attività facilissima, che prende in considerazione solo il sentimento, l’ispirazione, l’emozione o l’emotività di chi scrive e di chi legge.
Basterebbe un pensiero.
Un’idea.
Addirittura mi sconvolgono gli illusi che sono convinti di essere l’Ultimo, Grande e Vero Scrittore del mondo e dell’universo intero.
Pura fantasia.
Scrivere e scrivere bene è difficilissimo.
Non serve e non basta avere un’idea.
Si deve ovviamente averne una, ma non può mancare la capacità di raccontare, l’intuizione di anticipare le domande e soddisfare le curiosità, l’umiltà di ricercare il modo per arrivare al cuore sì, ma anche alla mente di chi legge.
Bisogna poi, nota dolente, saper scrivere.
…e non sto pensando alla frase fiorita, allo scritto altisonante…
Parlo di ortografia, di punteggiatura, di soggetto, verbo e complemento.
Perciò non mi interessa che tu sappia tutto sul sole, pretendo di comprendere quello che intendi dire senza fare lo slalom tra i tuoi errori.
Se vuoi parlarmi dei tuoi amori, fallo senza perderti in luoghi comuni che diventano oggetto di noia mortale per me lettore.
Non mi interessa nulla dei “tuoi” sentimenti, pretendo di leggere una bella cosa, ben scritta che sappia arrivare ai “miei” sentimenti.
Perché scrivo tutto questo?
Perché di recente mi sono sentita dire che sono “solo” un’insegnante, cioè, tradotto in parole povere, una mera conoscitrice di regole e regoline; scriverei poco, senza spirito e senza inventiva.
Probabilmente è così, ma una volta per tutte gradirei sapere cosa ne pensano gli amici scrittori e poeti, perché risparmierei anch’io un sacco di fatica nella rifinitura di quanto scrivo, se è solo l’idea che conta…
E gradirei anche dire che è una gran bufala, un falso ideologico, pensare e scrivere – e porre sotto gli occhi di chi, come me, rispettosamente sempre legge – che è inutile e superfluo conoscere i grandi scrittori, soprattutto del passato, perché appunto “passati”.
Se è vero che in questa epoca del consumo spinto in cui ci troviamo a vivere esistono meteore che scrivono, stampano e vendono, perché hanno visi belli, un ottimo “negro” – ovvero uno che come uno schiavo di antica memoria raccoglie le idee e dà ad esse sostanza e forma – e fans che comprerebbero anche la loro maglietta sudata e puzzolente, è vero anche che esiste il mondo a parte degli scrittori veri, colti, informati, capaci e modesti che hanno alle spalle esercizio, studio e conoscenza.
Una delle poche verità che ho imparato nella vita – e non solo dal punto di vista esistenziale – è che siamo ciò che siamo grazie alla storia che abbiamo alle spalle, anche letteraria.
E allora come si può scrivere se non si sa come altri hanno reso quell’idea, quel concetto, quella situazione, quel sentimento e se non è stato interiorizzato il gusto, il senso della parola, l’idea della sfumatura che suggerisce un’immagine piuttosto che un’altra?
A cosa servirebbe l’istruzione personale e collettiva se fosse una cosa così superflua?
Todos caballeros? oppure vestiamoci di umiltà e cominciamo ad imparare?

 

29 pensieri su “Qualità o quantità, questo è il dilemma…”

  1. L’umiltà é una roba rara, l’arroganza va di moda.
    Oltre a saper scrivere in un italiano perfetto, occorre avere, a mio avviso, idee originali e sempre diverse. La cosa, sempre secondo il mio pensiero é ben difficoltosa; ci sono persone che riescono a raccontarsi, ma non é la stessa cosa che saper scrivere. Certo, se una persona ha buone idee e fantasia, può sempre imparare e migliorarsi. La poesia, che é più immediata, può essere più facile scriverla corretta rispetto ad un racconto, ma anche lì e sempre una questione di gusto.
    Ci muoviamo su un terreno minato, conviene possedere molta umiltà e saper apprezzare i commenti di ogni genere, purché ovviamente educati.
    Io, almeno la penso così.
    Ciao.
    Sandra

  2. Ho sempre saputo che tu fossi un’insegnante, lo si capisce da come scrivi. Però vado oltre, infatti, non sei “solo” UNA insegnante ma sei, se mi è concesso, una persona pulita amante “ossessionata” dell’ordine tanto esteriore quanto interiore. Ogni cosa ha il suo posto, il suo “tempo” e soprattutto un suo “nome”. Per te, come hai appena espresso, non è scrittore colui che scrive soltanto.
    Correttezza, cultura e capacità espressiva vengono prima della fantasia (questo ho capito dal tuo testo). Premetto che non sono uno scrittore e l’ho sempre detto e se scrivo su questo sito non lo faccio perchè pretendo di essere letto, io sono un semplice studente come tanti altri e non ho (almeno per il momento) bisogno di fama o notorietà. Tuttavia mi piace scrivere e l’ho sempre fatto. I grandi scrittori sono diventati appunto grandi perchè oltre ad aver studiato hanno “praticato” tanto. Io, forse perchè ho un’età inferiore (mi sia concesso questo poco educato azzardo), apprezzo le “meteore” per il semplice motivo che si “mettono in gioco” e sicuramente sbaglieranno ma grazie agli errori impareranno a scrivere bene.
    La stessa cosa vale per me, anche se meteora non sono. Preferisco scrivere e sbagliare che tenermi dentro le mie idee.
    Naturalmente è una questione di gusti e di esperienza che a me, essendo solo alla partenza, manca. Con ciò non volevo contraddire il tuo rispettabile pensiero, ma solo un modo per confrontarlo con un tuo assiduo lettore.
    Con affetto.
    Raf

  3. Sono d’accordo su tutto quello che dici, e non perchè io mi assolva da errori o mi creda una scrittrice. Sono però in grado di leggere, e leggendo, di giudicare il testo che ho sotto gli occhi.
    In questo sito si pubblica molto e non tutto è di qualità leggibile.
    D’altra parte chi scrive e si iscrive ad un sito cerca visibilità, vuole essere letto. Io non so in cosa consista la ‘revisione’ che passano i testi prima di andare in rete, ma evidentemente non è una selezione.
    Se poi gli iscritti si permettono di fare un commento sfavorevole su un testo ne nasce una corrispondenza invelenita. Mi è successo. L’ho trovato spiacevole e presuntuoso.
    Il fatto di pubblicare abbondantemente su R.O., non autorizza nessuno a sentirsi un poeta laureato. Anzi: se lo fosse, sarebbe già nelle librerie e, se ancora non c’è, vuol dire che non è poi così dotato.
    Noto anche che siete sempre tu e Sandra, puntualissime e pazienti, a fare i commenti. Siete fin troppo gentili. Trovo però i vostri commenti spesso generici, più sulla vita, che sul testo.
    Detto questo, nessuno torna mai sopra un testo già commentato: non c’è seguito, pochi lettori e sempre gli stessi. Velocemente si passa all’argomento seguente. Tutto rimane effimero e superficiale. Peccato.

  4. carissimi,
    vi sto leggendo e vi leggo sempre.
    probabilmente qualche anno ci divide, ma l’atteggiamento di amore per la scrittura ci unisce.
    sono d’accordo con Gloria: non tutti sono disposti al commento, confuso con “giudizio” e con l’incitamento cristiano a non giudicare.
    cose che non c’entrano affatto e solo chi è molto, ma molto ignorante di cristianesimo può cadere nell’equivoco.
    tanto meno viene accettata la critica, anch’essa travisata come “parlar male”, quando da sempre la critica letteraria è studiata ed è essenziale per chi di letteratura vive.
    il mio scritto proprio a questo voleva arrivare.
    a discutere cioè sulla banalità di molte cose scritte e votate e commentate con grande apprezzamento, perchè “emozionano”.
    lo scritto non deve solo arrivare alla sfera emotiva, deve toccare il gusto facendone scaturire l’apprezzamento per lo stile e la cura nella scelta espositiva di chi ha scritto, il quale, ovviamente, deve avere qualcosa da dire.
    altrimenti le poesie sono filastrocche e i racconti sono pensierini.
    molti dei testi supervotati appartengono a questa categoria.
    perchè io e Sandra spesso valutiamo la vita e non le virgole?
    perchè ci è stato dato ampiamente e spesso delle pedanti.
    e proprio Gloria, invece e giustamente, ieri parlava di errori ortografici, di parti di testo inutili, di coraggiosi tagli al testo e di ripetitività.
    quanto a Raf, no, non sono una tizia ordinata, sono solo rispettosa: se scrivo entro in contatto con un’altra persona e ci tengo a non urtare il gusto dell’altro, cercando di dare il meglio di me,
    dei miei pensieri e delle mie idee.
    ciò mi costringe spesso a scrivere e riscrivere per ricercare la forma migliore che sarà apprezzata e gradita da chi mi leggerà.
    penso, però, che facciate così anche tutti voi.
    o no?

  5. In risposta a Gloria Gerecht, ma non solo:
    Su Racconti Oltre sono pubblicati diversi autori, ognuno con il suo stile, la sua realtà, il suo mondo reale e immaginario, ma tutti, sono uniti dalla passione per la scrittura. Non tutti, si considerano degli Scrittori con la “S” maiuscola, non tutti sono degli scrittori professionisti, di conseguenza non si potranno leggere su questo sito, come credo anche su altri siti, sempre testi “di qualità” come tu li hai definiti. Sul concetto di “qualità” poi si potrebbero aprire anche infiniti dibattiti, in ogni caso, l’importante è che in un testo ci sia sempre una passione, un sentimento, che sia riconoscibile l’impegno dell’autore nel realizzare un testo, anche senza eccessivi errori ortografici, che abbia un certo motivo per esistere (che sia per se stesso, o per il piacere di farlo leggere ad altri, ecc…). In mancanza di questi requisiti, molti testi non sono stati pubblicati sul sito, e si tratta di centinaia di testi. Lo scopo di questo sito (che non è una casa editrice) ma un sito letterario fatto proprio da voi appassionati di scrittura e lettura, è proprio quello di “confrontarsi” con gli altri scrittori/lettori, e magari crescere, migliorarsi, trovare e provare nuove vie d’ispirazione e creazione. Purtroppo spesso, un commento che non sia un applauso, viene visto come un attacco personale, e non come un motivo di riflessione. Non è detto che un commento negativo sia giusto, e anzi, spesso può succedere, che avendo solo commenti positivi, non si riesca a vedere quello che di negativo può nascondere un testo. Il bello della scrittura è anche questo.

  6. In risposta alla redazione.
    E’ chiaro ed evidente che qui c’è passione per lo scrivere. Che altro se no? Quello che secondo me manca è una partecipazione critica e aperta alla critica. Non nel senso negativo, ma costruttivo.
    Molti usano il sito solo per pubblicare. Probabilmente non leggono neanche i testi degli altri. Ci sarebbe ben altra vivacità.
    Chi scrive o pensa di poterlo fare è chiaramente animato da entusiasmo, ma questo non basta a fare di un testo qualcosa di leggibile.
    Se Sandra ed Anna puntualmente leggono tutto e lo commentano con vera carità cristiana questo testimonia la loro indubbia qualità morale oltre alle loro dimostrate capacità di scrittura.
    Il loro stile è pacato, fatto di un quotidiano distillato ed offerto con ottimismo, che definirei minimalista e che, credo, sia volutamente così.
    Io sono meno buona e più pessimista. Leggere delle cose penose mi disturba. Con questo non voglio scoraggiare chi ci prova, ma almeno, se non va, suggerirgli di cambiare. E se insiste, perchè no, di smettere. Ma la sincerità ferisce.
    Non si tratta solo di errori di ortografia. Per me si tratta di argomenti. Chi scrive suppone di aver qualcosa da dire. E allora evitiamo le banalità, gli orecchiamenti letterari, gli scopiazzamenti mal riusciti, le parole messe in fila andando spesso a capo contrabbandate per poesia…

  7. Gloria mi sembri del tutto incoerente. Scrivi che manca “…una partecipazione critica e aperta alla critica. Non nel senso negativo, ma costruttivo.” Ma prima hai affermato “Se poi gli iscritti si permettono di fare un commento sfavorevole su un testo ne nasce una corrispondenza invelenita. Mi è successo. L’ho trovato spiacevole e presuntuoso.”. Quindi anche tu non hai una visione aperta alla critica, ma come molti, ti infastidisce essere criticata, perchè (sempre parole tue) “…Il fatto di pubblicare abbondantemente su R.O., non autorizza nessuno a sentirsi un poeta laureato. Anzi: se lo fosse, sarebbe già nelle librerie e, se ancora non c’è, vuol dire che non è poi così dotato)”. Questo implica il fatto, che per te, essere in libreria con un libro proprio pubblicato, è sinonimo di essere diventato un poeta laureato, e questo mi fa pensare che tu abbia una visione molto limitata della questione. Per quanto mi riguarda, essere in libreria, o sua una rivista o su un giornale, non significa affatto essere un Grande Poeta, può esserlo certo, ma non sempre è così. Non credo, che tu abbia apprezzato tutti gli autori e i loro libri letti nella tua vita… oppure solo per il fatto di averli comprati in libreria, li hai considerati ottimi autori?

  8. Forse non mi sono spiegata: fermo restando il discorso fatto sulla critica costruttiva, quando dico che da un commento non favorevole nasce una corrispondenza invelenita mi riferisco ad un commento da me ‘postato’ ed alla polemica infinita che ne ha fatto l’autore criticato. Ed è a lui che mi riferisco dicendo che nessuno, almeno su questo sito può considerarsi poeta laureato. Avrei dovuto dire biblioteche e non librerie: dove sono i poeti che sono tali.
    Comunque il fatto di essere in libreria resta il sogno, anche inconfessato, di tutti quelli che si avventurano nella scrittura. E lo trovo normale, umano, anche se molto spesso velleitario ed irrealizzabile.
    Quanto poi ad essere criticata, lo do per scontato: non presumo, non sono perfetta, sono quindi pronta ad accettare il giudizio altrui che io stessa, pubblicando in rete, ricerco ed al quale mi espongo.
    Devo dire, però, che in questo sito di critiche non ne ho avute. O siete troppo buoni o io scrivo in maniera leggibile.

  9. Grazie Anna per il tuo testo, che conferma la mia sensazione che tu sia una persona forte e sensibile allo stesso tempo. Nei tuoi commenti leggo sincerità e mai banalità ripetitiva; ogni testo ti suggerisce un’emozione diversa, ti leggo perfettamente collegata alle righe che scorri. Io non sono una scrittrice in senso ampio, ma concordo sul fatto che scrivere è un momento di intimità con se stessi. E’ vero che si scrive perchè altri possano leggerci (altrimenti basterebbe tenere un diario segreto!). A me piace che altri leggano un mio pensiero di un momento o un tentativo di raccontare una storia e apprezzo i commenti, positivi o meno. Mi aiutano a capire. Scrivere su R.O. non è una gara o una selezione verso più alte vette e chi afferma che vengono pubblicati testi di scarso valore, beh, mi consenta di dire che forse dovrebbe partecipare a concorsi letterari e sperare di “sedersi” vicino ad un grande scrittore. Per quanto mi riguarda ho avuto il piacere di leggere dei bei testi, ma anche altri che ho trovato meno “maturi”. Questo non toglie nulla al fatto che chiunque abbia voluto pubblicare un suo testo, ha voluto condividere con altri una sua emozione. Questo basta a fare di ciascuno uno scrittore, almeno per quel breve attimo in cui, attraverso la penna, sono passati i suoi pensieri.

  10. per precisare l’idea di fondo espressa da Gloria nell’ultimo commento, credo che lei avverta, come me, la mancanza di uno spazio di confronto continuo che dovrebbe essere il commento e che io ho fuori dal sito, privatamente, sempre e quotidiano con Sandra ed anche con Sal, quando non ci accapigliamo come ragazzini per idee non sempre letterarie e sospendiamo le comunicazioni (da qualche giorno siamo in blak out totale, ma non è detto che ci ridiano la luce e si riaccendano le lampadine…).
    intendo il fatto che ci confrontiamo su idee e forma e ognuno dice la sua.
    quando parlo di confronto continuo intendo non solo il commento “brava, scrivi bene” oppure “che emozione!”, penso al commento come qualcuno fa su frasi e passaggi che caratterizzano un testo ( e Gloria è di una sincerità forse brutale, ma ovvia ed essenziale, nonchè necessaria per uno che scrive e si presume voglia un parere su ciò che scrive).
    questo perchè?
    perchè, come dice Luca, il sito raccoglie sia gli scritti di chi scrive per l’amore che ha alla parola e alla comunicazione scritta, sia quelli di chi vuole ricordare un parente morto e scrive come può, una tantum, qualcosa in sua memoria.
    dando a questi ultimi lo spazio e il peso che spetta loro, gli altri, e mi pare che siamo in parecchi, potrebbero esprimere ed esprimersi con più partecipazione.
    e, per far capire a Stonenge cosa intendo, mi infastidiscono apprezzamenti pesanti che ho ricevuto e che nulla hanno a che vedere con la scrittura.
    e, sempre per Stonenge, concordo, ci sono molti attuali sedicenti scrittori affermati che sono tali e non sanno loro neanche perchè.
    la letteratura cosiddetta minore dei secoli passati è piena di nomini molto conosciuti al loro tempo…
    per ciò che mi riguarda, scrivo perchè mi piace, è quello che avevo promesso a me stessa di fare nella vita,ma non avevo tempo.
    allora ho insegnato ad altri a farlo.
    adesso, che ho tempo, scrivo in quel tono sottovoce e studiatamente pacato, con attenzione maniacale alle parole, perchè corrispondano a quella e solo a quella idea che desidero esprimere.
    forse da ciò dipende quell’idea di “ordine” di cui parla Raf, che avverte e che io desidero proprio ricercare.
    mi piace che qualcuno lo abbia capito, ma mi piacerebbe anche che mi si dicesse se e dove sbaglio.
    perchè, come dice Gloria, o sono un genio oppure siete troppo clementi.
    per Gloria: scrivi bene, vedi tu se vuoi sentirti genio. ho visto anch’io altri siti: molti scritti -e te lo dico da insegnante- non sono niente di che, non raggiungono la sufficienza e non è una questione di gusto, è proprio una faccenda oggettiva. da chiedersi chi sono i geni che li gestiscono.

  11. Anna tu sì che sei saggia! E calma.
    Sì a volte sono un po’ troppo diretta, ma è un moto d’impazienza, non di malignità.
    Io so di scriver bene: alla mia età bisogna pur avere qualche certezza. Ma di certo non ho niente di geniale e neanche di originale. Scrivo perchè mi diverte, pubblico perchè spero di divertire anche gli altri, nel mio piccolo. Partecipo a vari siti, concorsi, e spesso vinco, come te.
    Questo non fa di me una letterata, un’artista. Ma mi da qualche piccola soddisfazione, al di fuori delle personali vanità, vedere che tra me e chi mi legge si stabilisce un’affinità, una corrispondenza. E’ tutto quello che cerco.

  12. cara Gloria,
    credo che scrivere bene sia un risultato alto e difficile da raggiungere.
    non è poco.
    circa la genialità dello scrittore, mi piacerebbe sapere chi lo è stato dopo Dante per quanto riguarda la letteratura italiana, chi dopo Omero per la letteratura occidentale, capitolo a parte la Bibbia come scrittura sulle origini.
    abbiamo speranze!

  13. Certo, ma qui, non stiamo parlando di genialità.
    E sottolineo qui. Rifarsi a tali esempi è istruttivo, ma non lascia poi spazio ad altro. E qui si parla d’altro.
    Quindi spazio ai sentimenti, giusto, ma messi in forma corretta, e che arrivino agli altri in qualche modo. Persino, con la provocazione.
    Trovo che prima di inviare qualcosa di personale, bisogna chiedersi, rileggendolo, se non sia un balbettio incoerente, se non sia, tutto sommato, inutile, se non addirittura oscuro.
    Esistono oltre ai pilastri della nostra letteratura, tutti gli autori del novecento, italiano e non.
    Nelle scuole non si legge solo Manzoni: si legge Calvino. Nelle librerie, oltre alle operazioni commerciali, si vendono a due lire autori di americana che molto potrebbero insegnare in fatto di scrittura breve, visto che non scriviamo romanzi.
    Quanto ai poeti ne abbiamo avuti nel novecento da Nobel, sempre che valga ancora qualcosa. E hanno detto le cose in maniera nuova e bellissima.

  14. Gloriaaaa,
    aaaaahhhhh….!
    che colpo al cuore!
    disperato dolor tu vuoi ch’io rinnovelli….
    perchè io parlo sempre di lettura?
    perchè credi che la Redazione si sia sentita in dovere di pubblicare un ebook scaricabile gratuitamente sull’ortografia, la più elementare delle nozioni per chi scrive (leggi l’introduzione)?
    perchè ogni tanto Sandra cita timidamente autori contemporanei?
    perchè nella homepage del sito vi è un link allo scrivere bene?
    perchè uomini dalla dura cervice e con orecchie foderate di prosciutto si ostinano a non entrare in sintonia con ciò a cui si dedicano, la scrittura, cosa che però resta per tutti, come dice Luca, un modo di comunicare, di entrare in contatto con altri.
    ogni tanto rovescio su Luca i secchi delle mie lacrime per ciò che leggo, ma ignoro quanti siano i camion-autobotte di lacrime sue.
    delle due una: o il lanciafiamme o la goccia che scava la fossa del consiglio pacato e costante,
    ma che ci deve essere.
    io stessa ho peccato di vigliaccheria e non ho preso in considerazione testi strappachiodi, forse perchè reduce da critiche di spietatezza o per cori unanimi approvanti boiate pazzesche (frase non offensiva perchè tratta da un cult cinematografico su un cult cinematografico).
    la mia storia personale mi porta alla goccia continua.
    che sia carità cristiana o retaggio professionale non so.
    so solo che il lanciafiamme fa cortina e nemici e non approda a nulla.
    visto che ne hai le capacità perchè non entri nel gruppo delle gocce?
    appaga e dà frutti.
    anna

  15. Cara Gloria, mi sembra che la tua visione della realtà sia sempre più limitata. Per prima cosa… e se quel “balbettio icoerente” fosse una grande poesia, da un certo punto di vista, e che tu non riesca a capirlo? Sai quanti grandi artisti e letterati e personalità geniali, non sono stati compresi e sono stati persino rifiutati dalla loro contemporaneità? Lo sai di sicuro.
    Se tra qualche tempo la poesia “balbettio icoerente” diventasse un qualcosa di nuovo, di originale? Allora chi la scrive adesso, non fa altro che anticipare i tempi. La mia è sicuramente una provocazione. E allora ti chiedo, qual è per te la definizione di arte? Mi potrai dare 100 risposte e altrettante 100 che dicono il contrario… la questione non è facile e si potrebbero scrivere interi libri sull’argomento.
    Io posso dire una cosa, su questo sito, come anche su altri siti letterari, ho letto delle poesie e dei racconti davvero molto interessanti, che nulla hanno da invidiare a tanti altri racconti letti in Biblioteca, le questioni relative alla “pubblicazioine letteraria” poi, hanno tantissimi risvolti per i quali si aprirebbero altrettanti infiniti dibattiti.
    Un’ultima cosa, hai ripetuto più volte, il fatto che anna e sandra spesso commentano i testi degli altri autori, giudicando persino il loro tipo di commenti (sarai forse tu un po’ presuntuosa?) ed hai anche accusato gli altri autori, tra cui mi ci metto anch’io, di non leggere e non commentare i testi altrui, ma non mi sembra che tu abbia commentato tanto su questo sito… come mai? Prima di parlare degli altri, si dovrebbe sempre, guardare in casa propria, per prima. E magari essere più saggi, come dimostrato da Anna, Raf, Mary, Sandra…

  16. Caro Stonenge,
    (caspita che nikname ti sei scelto!come dire che le tue parole sono pietre? oppure parole simili a monoliti fermi nel tempo? a me piace di più la seconda immagine, chi di noi si cimenta a scrivere una poesia sull’argomento?)
    ciao!
    non arroccarti sull’idea che Gloria stia facendo di tutta un’erba un fascio, che vada alla ricerca della perfezione o che miri a paradisi di originalità e genialità e si erga a giudice sommo della poeticità del sito.
    sta solo dicendo: rileggiamo ciò che scriviamo.
    e magari pensiamo un po’ di più, prima di scrivere e schiacciare il pulsante del “salva”, in vista della pubblicazione.
    non ha torto.
    non credo che certi balbettii diventeranno mai peana, neanche con la bacchetta magica della fata Turchina.
    circa il fatto che lei sia stata “in sonno” finora, credo che sia normale per uno che entra nel sito aspettare prima di “aprir bocca”.
    tutti abbiamo fatto così.
    io ci ho messo mesi prima di dire la mia e pubblicare cose mie, sono stata colpita da alcune poesie di Sandra (“Io sto con il re del mondo”, “Non ti vengo a trovare”,…), ho litigato con Sal, e non solo con lui, ho poi letto e commentato tutti gli altri.
    è un po’ come cercare di capire che vento tira.
    e proprio grazie ad alcune cose scritte da lei ieri, sono andata a rileggere gli scritti di alcuni autori, compresi i tuoi, e mi sonno chiesta perchè cose belle cadano nel dimenticatoio.
    cosa facciamo? diventiamo consumisti anche noi?
    mai più!
    mi riprometto di riprendere dall’inizio ciò che è stato pubblicato e riportarlo alla vetrina dei commenti, perchè sarebbe un’occasione di rilettura per tutti, perchè hai ragione tu, ci sono scritti artistici e geniali che non devono essere dimenticati.
    ma dovremmo farlo tutti.
    anna

  17. Caro Stonenge, andiamo con ordine. Non sono in grado di darti una definizione dell’arte e non ci voglio neanche provare.
    Qui non stiamo parlando di arte, ma di scrittura che, praticata com’è in tutti i siti, è una forma di artigianato, ma con nobili intenti.
    Che in futuro tutto sia rivalutato, anche quello che adesso non viene apprezzato è cosa tutta da verificare: ai posteri…
    Guarda sul piano figurativo cosa è successo all’arte concettuale: tutto il contrario.
    Io non ce l’ho minimamente con te, ma ti prego di non attribuirmi, travisandomi, concetti non miei.
    Quanto a me, la mia presunzione è senz’altro quella di parlare troppo. Ma spero non a vanvera.
    I commenti: anche quelli si possono commentare.
    Siamo tutti diversi, per fortuna, e quando leggo i commenti di Sandra ed Anna recepisco immediatamente il loro messaggio che è forte e chiaro. Però, ai fini di una lettura critica trovo che spesso il loro commento si fermi, volutamente, ad un tipo ‘consolatorio’
    Mi spiego: ci sono testi di chiarissima genesi autobiografica, più che testi sono sfoghi. Benissimo: c’è posto per tutti.
    Quando il commento si limita al fatto raccontato, consigliando di prendere la vita con quello che ci impone o che ci dona, il commento in sé è bello, ma non ha a che vedere con la scrittura. Resta, perdonatemi, un commento da ‘posta del cuore’.
    Io ho commentato poco fin’ora, proprio perchè leggendo non ho queste capacità di comprensione umana e rischio come dice giustamente Anna, di essere brutale.
    Mi dispiace, ma al prossimo testo che invio, se me lo accettano, fai pure come me. sono in grado di sopportarlo.

  18. Beh, ci saranno di sicuro testi poco corretti (tra cui i miei) ma di sicuro questo è un ottimo luogo in cui scambiarsi visioni diverse e tutte vere, senza mancare di rispetto a nessuno!
    Grazie a Stonenge per avermi dato del “saggio” e condivido, non per questo motivo, le sue idee.
    Grazie anche alla redazione che permette a noi, piccoli esseri insignifacanti, che sappiamo malapena tener in mano una penna, che non abbiamo libri nostri custoditi in biblioteche, di dar “forma”, di esporre, di mettere “al patibolo” le nostre giovani, seppur sbagliate, idee.

  19. per piacere, Raf, quando finiremo sullo scaffale, perchè ci finiremo, ne sono sicura (guarda cosa è rimasto dei lirici greci: poco ma saliente!), spero di riposarmi vicino a te.
    mi piace l’idea di stare vicino ad un “saggio”!, magari lo divento un po’ anch’io…
    un sorriso!

  20. ok! Sarò un’ottima compagnia! Ti avverto, so anche dimenticare di essere saggio!
    Ciao 😉

  21. ho abbassato il livello della conversazione, ma sai, saggia non lo sono mai stata.
    mi sa di testa canuta, e lunga barba bianca…
    non sono nè canuta, nè , per mia fortuna , barbuta.
    spero di non essere neanche barbosa…

  22. X GLORIA

    francamente carità cristiana e posta del cuore, in questo sito non l’ho mai trovata.

    Io leggo sempre tutti e commento là dove ritengo di commentare; certo lo faccio per quello che so fare e che amo fare, non faccio l’elenco del bombardameno della punteggiatura, se vedo qualche errore di ortografia, prima di passare allo svenimento, lo commento, ma cerco più di capire il messaggio che mi arriva, se arriva, nella poesia é la stessa cosa. Mi piace esternare se mi ha dato delle sensazioni, se mi ha ricordato qualcosa o qualcuno. Mi interessa ciò che la lettura mi ha lasciato, oltre ad un italiano decente, ovviamente.
    Tutto qui. Il massacro lo faccio verso l’arroganza, la superbia, in generale parlo, ed anche al lassismo, per il resto viaggio con la tolleranza.
    Per quanto mi riguarda, ho già recepito il tutto, e quindi da fiorentina, passo oltre e vado avanti, mi sembra giusto così.
    Cordialmente e sempre al piacere di leggerti.
    Sandra

  23. Concordo sul fatto ke prevalga la quantità sulla qualità. Credo che questa cosa sia tuttavia inevitabile dato ke ci troviamo nell’epoca della cultura di massa. L’espansione di internet e la globalizzazione hanno poi dato una forte accelerazione al fenomeno permettendo a chiunque sia poco più che analfabeta di scrivere e dire la sua. Viene da se ke prevalga la quantità e ke ormai sarà sempre così. Io purtroppo, semi ignorante, contribuisco all’inbarbarimento della letteratura. Per questo mi scuso

  24. Credo tuttavia che tutti su questo sito amino la lettura e la scrittura e ke tutti abbiano il diritto di provare a esprimersi come meglio possono. In fondo credo ke molti come me lo facciano come passatempo, per gioco e per “sfogo” e ke nemmeno si sognino di finire nella storia come scrittori. Quindi lasciateci fare pure e se sbagliamo cercheremo di impare e migliorare. Sulle critiche penso ke dovrebbero essere sempre ben accette. Non mi offendo se mi fanno notare errori stilistici o di ortografia, anzi 🙂

  25. Bravo Merendero! Ma dove sono i tuoi testi? Ti dispiace segnalarmeli. Mi hai incuriosita.
    Qui nessuno è uno scrittore: semplicemente si scrive.
    Però, scusami, scrivi che invece di ke. Non ci vuole niente e fa meno SMS.
    sono sicura CHE in un racconto non lo metteresti.
    Gloria

  26. ho commentato dal cellulare e quindi mi è venuto spontaneo scrivere KE invece di CHE 🙂 se vedi in home page, su i più votati c’è “forse non lo saprai mai”. da li poi risali alle altre cliccando sul mio nickname. Ora sono al concerto di ligabue a bari. Quindi sto usando di nuovo il cell ma ho seguito il tuo consiglio 🙂 ciao e buona serata.

  27. ciao Merendero, era bello il concerto?
    Ti ho lasciato due righe sotto il tuo testo: MEMORIA.
    Per quel che vale la mia opinione, non prenderla assolutamente come una critica, anzi…
    Gloria

  28. Il concerto è stato fantastico! E’ stato un bellissimo autoregalo :))
    Mi diverto sempre ai concerti!
    Vado a vedere il commento. Per la tua opinione non ti preoccupare, sei libera di scrivere quello che senti, non la prendo come una critica, anzi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *