Auschwitz

Senza identità…

Sono solo lacrime divorate dagli occhi

e vanno come fumo al cielo sparato da ciminiere.

Valigie di solo andata,

piene del rumore del fischio di partenza

aspettano una mano che torni dall’ossario.

Nero quaderno con segnalibro di filo spinato!

I cortili di fango saturi di numeri,

letti dalla vergognosa storia.

Una conca nella terra,

una ruspa, una croce collettiva,

al risparmio i fortunati;

tutto qua il modesto funerale di Dio!

Alle carcasse svuotate dai cani per l’anima dei pasti!

Il ricordo lavato dalla pioggia,

addolcito dall’erba ormai;

una coda tagliata da un’ascia e stesa su una foto giallastra

o disonorata ancora da menzogne!

3 pensieri su “Auschwitz”

  1. Complimenti, anche io ho scritto qualcosa su Auschwitz…
    ma dopo che l’ho visitato… tutto ciò che si puo scivere e pensare é nulla.

  2. Bellissimo. E’ toccante. Almeno ci sono persone sensibili in questo mondo, come i poeti.

    Bravissima!!!!

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