Il mio cane: il mio piccolo e tenero “ElFuser”

Il cane mi domanda e non rispondo.
Salta, corre per i campi e mi domanda senza parlare,
i suoi occhi sono due meraviglie umide,
due fiamme liquide interroganti!
Non rispondo perché non so, e niente posso dire!
In mezzo ai campi andiamo, donna e cane;
luccicano le foglie, come se qualcuno le avesse baciate ad una ad una,
Donna e cane andiamo fiutando il mondo,
stimolando il trifoglio per i campi, fra le limpide dita della primavera.
Il cane si arresta, rincorre le api, salta l’acqua irrequieta,
ascolta lontanissimi latrati, orina su una pietra
e porta la punta del suo muso a me come regalo!
Tenera impertinenza per palesare affetto!
Ed è a questo punto che mi chiede, con gli occhi,
“perché ora è giorno, perché verrà la notte, perché la primavera,
nel suo cesto non portò nulla per i cani vagabondi,
ma inutili fiori, fiori e ancora fiori”!
Questo mi chiede il mio cane e io non rispondo!
Andiamo avanti, donna e cane, appaiati dal mattino verde,
dall’interessante vuota solitudine in cui solo noi esistiamo,
questa coppia di un cane rugiadoso e una donna
amante del parco dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini,
perché non esistono uccelli o fiori nascosti,
ma profumi e gorgheggi per due compagni,
un mondo inumidito dalle distillazioni della notte,
un tunnel verde e poi una prateria, una raffica di vento vigoroso
il sussurro delle radici, la vita che cammina, respira, cresce
e l’antica amicizia, la gioia di esser cane e d’essere donna,
tramutata in un solo animale che cammina
spostando sei zampe e una coda intrisa di rugiada.
 
dedicata al piccolo ElFuser
“trovatello” salvato dal cassonetto dell’immondizia.

4 pensieri su “Il mio cane: il mio piccolo e tenero “ElFuser””

  1. Cara Susanna la tua è ‘poesia’. Una poesia migliore di mille che ho sentite e lette, dei più ‘grandi’ e rinomati autori contemporanei. Una poesia matura priva di inutile ricercatezza, che si esprime e dipana attraverso una scrittura essenziale ben scandita e ‘sottolineata in ogni punto e verso. ‘Sentita’ ed intrisa di amarezza. In netto ma giusto contrasto, con una realtà che si aliena sempre più. Tu e il tuo cane siete un mondo, il mondo, forse il più bello che si possa immaginare. Si può scorgere nelle tue righe un profondo senso di solutidine dove solo in quegli occhi umidi trovi risposte, o nei viali che percorri. Che credimi valgon più di mille vite, di mille ori o incensi. Sei reale nella tua profonda e sensibilissima espressione. Ciò rende la tua poesia un veicolo apparentemente semplice, che invece denota una profonda coscenza di se e del ‘mondo’. Ti dico con tutto il cuore brava e che non val la pena considerare ciò che è normale da ciò che non lo è, come i più fanno, o hanno l’ardire di pretendere saper fare. Sovente proprio coloro che si permettono di ‘giudicare’, si nascondono dietro maschere, niente più che maschere. Tolte quelle, poco o niente resta della loro presunta ‘perfezione’. Solo un clischè che si ripete e che è considerato ‘normalità’, ma che non le somiglia neppure lontanamente.

    Un abbraccio, Paolo.

  2. premetto ke adoro gli animali e tutto ciò ke gli appartiene ma qst tua poesia mi ha commosso veramente; io ho 4 trovatelli a casa e 25 nella villetta di nostra proprietà… so cosa si prova a vederli abbandonati; ognuno di loro è già una poesia bella, a mio parere, ma qst mi piace veramente… davvero bella complimenti

  3. E’ davvero straordinaria. I cani sono davvero belli ma questa poesia li rende ancora più belli.

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