Bon Ton
Gloria Agosto 5th, 2008
Vestirsi, sempre, bene, ogni mattina.
Non trascinarsi dentro cose vecchie.
Evitare le mises da ragazzina:
minigonne e piercing nelle orecchie…
Capelli naturali, ben curati.
Colli alti e foulards attorno al collo
son per le rughe comodi alleati.
D’estate è tutt’un altro protocollo:
Meglio soffrire che girar sbracciate.
Mai scolli su vedute un po’ avvizzite.
L’età è soltanto quel che voi mostrate,
dunque, attenzione a quello che esibite.
E’ un’arte accettare d’invecchiare:
se no siete soltanto da “rifare”.



L’essere o l’apparire, non ti dice niente?
Mi sembra che ci sia contrapposizione tra quello che scrivi in precedenza e la frase di chiusura: “è un’arte accettare di invecchiare”… Ma se provi di tutto per nascondere le rughe della vita, allora significa che non lo accetti. Anche se son d’accordo sull’attenzione a quello che si esibisce. Una riflessione da rivedere…
saper stare al proprio posto con discrezione e signorilità è un esercizio di virtù difficile.
non è di questi giorni l’episodio della vecchia e superrifatta sedicente vip, mezza nuda, horribile visu, presa finalmente a schiaffoni per la sua scadente audacia?…..
una poesia per chi vuole capirti.
ciao
Per Laerte: certo preferisco l’essere.
Per Stonenge: il mio è un ‘divertissement’, non una poesia. Non sono Lina Sotis da cui prendo a prestito il titolo. Non voglio nascondere i segni del tempo, ma non voglio neanche esibirli con cattivo gusto. Bisogna accettarsi e sapere restare nell’ambito che la vita ci riserva col passar del tempo: alle giovani le esibizioni, alle donne mature un po’ di mistero, anzi di veli pietosi!
Ad Anna: come al solito ci capiamo al volo.
Molto bello, condivido l’ammirazione verso la dignità delle persone, difesa con denti e artigli dalle intemperie del tempo. Almeno questo è quello che mi è sembrato di cogliere. Come dice Laerte l’essere è importante, ma l’apparire è un’arte, che aiuta a capire l’essere come forse nient’altro riesce. Complimenti.
Mi ero accorto che non sei Lina Sotis… Sai, anche i ‘divertissement’ hanno una loro logica… se fatti bene…