Soffuso

Vinco la pigrizia

smetto di immaginare

quello che i suoni disegnano nella mia testa.

In piedi sul balcone,

scopro la luce tenue

di un’alba in parte già consumata.

La percepisco,

accarezza i giganti di cemento,

di giorno così maestosi,

adesso docili nidi per i passerotti

e per gli uccelli di città

le finestre tanti occhi ancora chiusi

solo qualcuno, lentamente, si apre a metà.

Le gru ferme,

gli operai di certo già in piedi,

si godono un caffè prima di mettersi a lavoro

sull’inferno di asfalto

di cui sono i creatori

e forse si maledicono per non aver voluto il diploma

o magari stanno bene così,

a fare ogni giorno qualcosa di importante per noi.

Arrivano le prime macchine,

pigre si avviano al casello dell’autostrada

e per una volta accarezzano la strada

come la punta di un’unghia sulla schiena.

A volte basta aprire gli occhi

per scoprire

quanto la natura sia potente.

Mai avrei pensato che quel nuovo palazzo

enorme

tetro e mai finito

potesse apparirmi affascinante

con la luce che un po’ si riflette e un po’ filtra

dai lastroni di vetro blu.

Miracoli del sole.

Solo l’astro di Apollo ha questo potere.

Anche le auto parcheggiate a lisca di pesce

e gli uffici della burocrazia

hanno un loro perché.

Che bello quel giardino, di giorno è torrido,

soffre, non ha alberi

ma ora è splendido,

felice di accogliere chissà quante minuscole creature.

All’alba la peggiore delle periferie

con le sue vie di passaggio

e i palazzi che fanno a gara a chi arriva più in alto,

appare incantata,

non le manca niente.

Le colline vicine

restano sfocate

la loro bellezza non serve ancora,

possono dormire un altro po’.

Forse l’uomo non riuscirà mai a rovinare abbastanza il mondo

da vanificare le cure del sole.

Sono le sette, devo andare via,

prima metto una rima nella mia poesia.

 

4 pensieri su “Soffuso”

  1. Particolare la tua poesia…
    diversa… intensa… forse inquietante…
    mi ha smosso dentro emozioni che non so definire
    sei brava claudialepo
    Elisa

  2. La fantasia è sicuramente una grande ricchezza, ma l’osservazione é un potente indice di ascolto interno, é possibile trovare nel risveglio del mattino una bellezza che durante il giorno non solo non troviamo, ma ci innervosisce ed inquieta col suo pieno movimento.
    Le sette del mattino le hai sapute dipingere bene.
    Ciao.
    sandra

  3. carissima,
    leggo sempre con interesse ciò che pubblichi, perchè mi colpisce la tua capacità descrittiva e la cura al particolare e all’osservazione che coltivi minuziosamente.
    non so se mi sto sbagliando, ma più che una poesia sulla natura, mi convince questo testo come una splendida serie di pensieri tuoi condivisi con noi.
    intendo dire che letto così, senza rincorrere il verso, raggiunge più direttamente il lettore, come un flusso di parole sgorgate dal cuore e dalla mente di chi scrive, perchè conserva pause e significato.
    spero di essere riuscita a spiegare la mia idea.
    ciao
    anna

  4. Grazie Anna, mi fa molto piacere questo aiuto, perché non riesco a classificare questo flusso di parole privo di metrica che però mi azzardo a farvi leggere. Ti sei spiegata molto bene e sono lieta che i miei pensieri non vi facciano perdere tempo quando vorreste leggervi una poesia!
    Un saluto
    Claudia

    Grazie a Elisa e a Sandra per l’attenta lettura. Elisa il tuo complimento mi fa piacere, anche a me piacciono molto i tuoi scritti anche se a volte non commento subito.
    Sandra hai colto perfettamente il mio desiderio di far notare cose che la routine quotidiana nasconde.
    Un saluto
    Claudia

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