La casa di San Piero (Isola D’Elba)

La casa di San Piero è situata in Piazzale di Facciatoia, si chiama così e da lì si domina il Golfo di Cavoli che é bellissimo e dall’alto, se é possibile, ancora di più. Appartiene a mia cognata Laura. Tutta la sua famiglia, che ormai non c’é più, é Elbana da ambo le parti. Sua nonna era la maestra del paese, e suo nonno il postino. E’ su due piani, ma ovunque tu posi l’occhio hai una vista stupenda, interrotta a metà dalla finestra di cucina, perchè un pino altissimo fa da tenda verde. Un paesino storico con una Chiesa romanica e la sua Mostra di granito per i turisti. Asfalto con pietre vecchissime, tutto un sali e scendi, all’interno di Piazza della Chiesa, fra scale e scalette, nessuna macchina può circolare, così i bimbi corrono tranquilli, le mamme chiaccherano allegramente, i gatti circolano ovunque senza correre nessun pericolo e sotto la simpatia di tutti. La Pizzeria-Ristorante ” Il Campanile” é situata sopra una scalinata di vecchi gradini, con i tavolini fuori e i gestori, la signora portoghese piccola, mora, veloce e carina, il marito un tedesco alto e grosso che se ne sta in cucina, hanno sempre molta gente, parecchi stranieri che vengono a mangiare al fresco su un vecchio tavolino con la tovaglia a quadretti rossi; fra gentilezza, bontà, antichità, ottimo prezzo e panorama splendido.  Il dopo cena è sempre animato da musica dal vivo. Giovani che cantano con l’immancabile chitarra in Piazza, sui gradini della Chiesa, in Pizzeria. Così che San Piero nei tre  mesi estivi prende vita animandosi, ma ugualmente anche in questi mesi, il risveglio nel paesino é sempre molto lento, scosso dal rintocco delle campane che a partire dalle sette del mattino, a tutte le ore e le mezz’ore informano che il paese é vivo e la vita si muove. Ci sono sempre più badanti, perché gli abitanti sono molto vecchi. Giovannino, rimasto da poco vedovo, con i suoi gagliardi novantaquattro anni se ne sta seduto sul muricciolo all’ombra col suo cappello invernale, i pantaloni di velluto ed il golfino di lana e la sua badante russa che parla perfettamente l’italiano. Lo saluto, devo ripetermi perché é sordo, dopo mi dice:

– Salutami il mare.-

– Lo farò-, rispondo e penso a quanto sia triste invecchiare… soli, con la badante, senza sentire più né caldo, nè freddo, nè sapori e con lo sguardo perso nel vuoto o nei ricordi, non so. E c’è pure di peggio, pensando a quelli che sono in un letto. 

E poi c’é il mare. Dal terrazzo della casa sembra una cartolina illustrata. Tutto é fermo, immobile, persino le barche, punti colorati in quell’immensità di azzurro, di blu e di turchese; non si distingue la linea di confine tra il cielo e il mare. A mano a mano che si scende con la macchina per quell’unica strada tutta curve, il mare sembra di toccarlo con le punte della dita, mentre lungo i muri fra quella macchia mediterranea cresce superba l’aloe fra mazze di fiori rosa e bouganville viola scuro. Quando il mare é mosso è ugualmente uno spettacolo con quella schiuma bianca che va ad infrangersi fra i tanti scogli modellandone i sassi. I gabbiani sono pennuti inconfondibili per il volo bellissimo, graffiano il cielo e accarezzano il mare, ma il loro verso assomiglia ad una risata sarcastica. Mi é capitato di fare il bagno in una grotta un po’ buia, con onde molto agitate al passaggio di un motoscafo, il sole coperto da una nuvola passegera, i gabbiani in volo con il loro urlo, beh, contribuivono a dare uno scenario sinistro, non avrei voluto trovarmi in difficoltà…

Erano tre anni che non tornavo nella casa di San Piero e non godevo di quella vista stupenda dell’isola toscana e non mi sentivo dire dagli anziani del luogo:

– Lei viene dal Continente?-

 

3 pensieri su “La casa di San Piero (Isola D’Elba)”

  1. ammiro molto chi riesce a descrivere luoghi e sensazioni in modo da permettere a chi legge di ritrovarsi e recuperare sensazioni, immagini che riteneva dimenticate.
    l’Elba è così, come la descrivi, come l’ho vista anni fa e come deve essere una cartolina spedita durante una vacanza alle persone care rimaste a casa.
    ciao
    anna

  2. Tutta la bravura della scrittrice per ricordarci dello spledore di questa stupenda isola. Brava!

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