Come un vecchio gabbiano

Luglio 25th, 2008

Volo in zona,

plano in circolo su queste misere e desolate spiagge.

Le ali ancora mi sostengono ma colgo il passar del tempo

nello slancio alle altitudini e nelle strabilianti traiettorie dei nuovi nati.

Mi nutro, ora, più di vento

per l’imprecisa vista verso il cibo.

Per istinto emetto continui e sottili striduli

più simili a lamenti che a richiami

e al contempo cerco, ininterrottamente,

correnti ascensionali sì da sollevarmi,

seppur di poco,

da questa Terra.

 




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21 Commenti per “Come un vecchio gabbiano”

  1. Laerteon 25 Lug 2008 at 10:46

    Dedico questa poesia a Ignazio Amico un uomo, un poeta, che più volte ha dimostrato rara sensibilità ed amore incondizionato per la natura.

  2. SANDRA CARRESIon 25 Lug 2008 at 11:11

    Un volo bellissimo, apprezzato in età matura, condiviso con la natura ma sempre ascoltando il proprio interno.
    Grande fortuna e continuo esercizio per l’uomo possedere questa capacità, é quella che ti fa alzare da terra.
    Ciao.
    Sandra

  3. annaon 25 Lug 2008 at 11:14

    ma che bella poesia…
    mi chiedo sempre quale possa essere il pensiero di un vecchio gabbiano che sorvola col battere lento delle ali il mondo che conosce e che sente sfuggirgli a poco a poco…
    anna

  4. Laerteon 25 Lug 2008 at 15:50

    Grazie Sandra, grazie Anna. Vedo che le spiagge son davvero misere e desolate…

  5. bettaon 25 Lug 2008 at 20:37

    questa poesia, è un misto di sensazioni contrastanti, stanchezza, ma non resa, rimpianto ma non dolore, ma comunque sempre forza di rimanere al di sopra della banalità. Molto bella, bravo. Ciao da betta

  6. Grazia.A.on 26 Lug 2008 at 00:39

    Fa’ riflettere molto questa tua bella poesia,
    complimenti.
    Grazia

  7. Laerteon 26 Lug 2008 at 08:20

    Grazie betta, hai colto in pieno il senso dello scritto. Grazie anche a te Grazia per aver colto profondità. Besos…
    Mi dispiace per i maschietti che hanno visualizzato soltanto il gabbiano nella loro mente, sfiorando l’essenza dello scritto che proprio a loro è dedicato.

  8. valexon 26 Lug 2008 at 15:00

    Poesia molto bella complimenti.. piacevole la trattazione della sconfitta e della rivalsa: ormai vedi irraggiungibili le straordinarie traiettorie dei giovani, ma riesci comunque a reagire sollevandoti a tuo modo, riesci comunque a toccare il cielo, e poi chissà, magari col tempo capirai che le traiettorie straordinarie erano le tue e non quelle dei nuovi nati.

  9. Laerteon 26 Lug 2008 at 15:39

    Grazie per aver letto e per aver apprezzato, non posso dire lo stesso del saggio consiglio in quanto :”le altitudini e nelle strabilianti traiettorie dei nuovi nati” si riferiscono al fracasso, alla gioia di vivere dei vent’anni cosa che non può più essere per me in quanto già lo è stato. Cordialità…

  10. Madeleineon 27 Lug 2008 at 11:04

    Ogni età porta con sè la sua gioia di vivere e non è mai meno bella… baci.

  11. Laerteon 27 Lug 2008 at 14:38

    Grazie micina mia, ma non mi hai detto se ti è piaciuta. Ti abbraccio forte, forte, forte…

  12. Merenderoon 28 Lug 2008 at 21:11

    Mi ha molto ben impressionato la tua poesia. Complimenti davvero perchè è piena di spunti di riflessione… Bravo davvero

  13. Laerteon 28 Lug 2008 at 22:22

    Ti ringrazio molto Giuseppeantonio, ricevere complimenti da chi scrive è doppiamente gratificante. Ciao, saluti cordiali…

  14. Laerteon 04 Ago 2008 at 21:27

    E’ una delle poesie più belle che ho letto e la più vera, poetica e profonda che ho scritto. Oltre che originale e innovativa. Se questo è un sito letterario di lettori ferrati non v’è traccia! Dove sono i critici di cose originali, belle, innovative e profondamente filosofiche?
    Scommettiamo che se la pubblico su altri siti avrà risonanza nazionale? Ma allora, voi, che cercate?

  15. annaon 04 Ago 2008 at 21:57

    Bellicoso?
    e va bene che siamo al 4 di agosto e fa parecchio caldo, ma non credo che nessuno dica che non sia una bella poesia, anzi.
    …ma Marylin, mi è piaciuta di più, più da uomo- uomo.
    qui siamo al tema dell’addio.
    e, ANCHE SE QUESTA POESIA MI PIACE, mi rattrista.
    sarà l’età (mia), sarà l’idea che un uccello non possa più librarsi in volo, ma….

  16. Laerteon 04 Ago 2008 at 22:08

    Gli uccelli o volano o muoiono, non sono così pietosi come gli uomini che arrancano ad una certa età. Quel gabbiano è solo agli inizi della sua maturità e la maturità, si sa, dà sempre grosse soddisfazioni. Quella è l’inizio della sua fase più bella, del volo ragionato…

  17. annaon 04 Ago 2008 at 22:20

    tu non hai parlato di un gabbiano nel pieno della sua giovinezza o della sua maturità, tu dici “come un vecchio gabbiano”.
    il vecchio è senescente, più che maturo
    se il poeta voleva paragonarsi ad un gabbiano, perchè non si è paragonato ad un gabbiano, che so, maturo, e si è invece paragonato ad uno vecchio e forse sul punto di cedere alla pressione dell’età, delle vicende della vita?
    vecchio è vecchio, maturo potrebbe equivalere a saggio, sapiente, esperto…
    che forse è l’idea sottintesa.
    o no?

  18. Laerteon 05 Ago 2008 at 07:26

    I gabbiani, come tutti gli uccelli diventano “vecchi” appena dopo la giovinezza e la loro età biologica non è paragonabile alla nostra. Un vecchio gabbiano è paragonabile esattamente ad un uomo della mia età (vedi biografia). Un bambino ci mette un anno e più per camminare, un uccello ad uno anno è già maturo.Per questo, come un vecchio gabbiano= un uomo che riesce ancora a volare seppur non con le traiettorie azzardate dei giovani. Grazie dei commenti…

  19. Laerteon 27 Ago 2008 at 13:49

    Dedico questa poesia a me stesso…

  20. Ignazio Amicoon 31 Ago 2008 at 22:40

    Ringrazio dal profondo del cuore il poeta Laerte per avermi dedicato la sua originale e stupenda lirica, gesto di amicizia che ho molto gradito e di cui sono grato all’Autore.
    Dalla lettura di questo pezzo, scritto magistralmente ed intriso di notevole afflato poetico, traspare l’amarezza di chi non si ritrova più certi slanci che solo i sogni giovanili sanno dare, ma anche l’indomita volontà della sfida, della lotta, per cercare di restare fuori da meschinità e compromessi.
    Bravo Salvatore e… ancora grazie.
    Ignazio Amico

  21. Laerteon 01 Set 2008 at 18:09

    Ciao e grazie a te Ignazio. Ricordo che l’anno scorso ero un strano pulcino bagnato caduto in questo sito. Più volte mi hai confortato e spronato e più volte io ho ammirato le tue stupende liriche dedicate alla natura e all’universo intero. Mentre scrivevo questa lirica “Come un vecchio gabbiano” mi è venuta alla mente la tua persona e la tua sensibilità e così, diciamo, l’ho completata più per te che per me. Per questo ho voluto dedicartela. Cordiali saluti…

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