A mia moglie

Cosa si può mai scrivere in un ora o in mezz’ora…  Forse si riuscirebbe a scrivere un tema, un pensiero o solo poche e sentite righe. Lo può fare chiunque ma questo non significa che uno sia uno scrittore o un poeta. Si potrebbe scrivere tanto solo perché si è un mago della tastiera o una dattilografa o un invasato di computer… come quelli che passano la maggior parte del tempo a masturbarsi davanti al video eiaculando con la connessione veloce di internet, spargendo seme sfigato per tutto l’oceano virtuale.
Mi piacerebbe poter scrivere di più ma il tempo in questo caso mi è ostile. C’è sempre troppo da fare. Rimane la lettura in questo periodo ricco di cambiamenti e per la maggior parte positivi. Sono mesi intensi di continua crescita. Crescita in tutti i sensi, fisico compreso. La pancia di mia Moglie cresce a vista d’occhio mentre il piccolo Lorenzo scalcia e si agita per dirci che tra poco ci sarà anche lui a completare la nostra splendida storia d’Amore. Ma non una storia d’Amore nella media, tutt’altro. Questo è proprio uno di quegli Amori Grandi, Immensi, di quelli che si provano una sola volta nella vita, per chi è tanto fortunato da scoprirlo. Tutto questo sfonda gli argini della normalità ed appaga lo spirito, il corpo e la mente mentre ti fa riflettere sul fatto che pochi nella loro vita potranno stare così bene ed avvolti da questa calda serenità. Ed ancora si cresce e si cresce insieme senza fatiche o sopportazioni, addirittura si trova il bello anche nel discutere. Un semplice e puro rispetto. La cosa più naturale che ci sia al mondo ma lo stato d’animo più difficile da raggiungere. Siamo fortunati. E la sorte ce lo dimostra ogni giorno, ogni mattina. Non esiste gesto diverso dal cercare mia Moglie ogni mattina appena mi rendo conto di essere sveglio. Il primo pensiero è rivolto a Lei e così l’ultimo prima di dormire.
La freschezza del primo giorno e la voglia di improvvisare distruggono ogni ritmo monotono della vita. Scoprire ogni giorno di volerle sempre più bene. “ È’ come trovare i tre fiammiferi di Prèvert ed accenderne  uno per uno nella notte. Il primo per vederle tutto il viso. Il secondo per vederle gli occhi. L’ultimo per  vederle la bocca. E tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre la stringo tra le braccia.”   Addormentarsi, per poi svegliarsi riposati e sereni, colmi di una luce nuova e più calda ogni mattina.
Oh! Quante cose succedono ogni giorno che non vorresti ma poi qualcosa all’improvviso ti cambia il modo di pensare e ti avvolge con una tale forza che non sei in grado di resistergli ed allora ti abbandoni e ti lasci attraversare da tutto questo benessere e ti viene voglia di chiudere gli occhi e inspirare profondamente.
Mentre lascio passare l’aria dal naso, la mente si riempie di immagini fresche che sanno di mare e di cielo pulito e profumo di erba appena tagliata mentre le foglie degli alberi agitati dal vento creano un soffice tappeto sonoro che mi accompagna fino all’orizzonte, sempre più velocemente tanto da costringermi ad aprire gli occhi e nel mentre che mi ritrovo con i piedi fissati a terra… la prima immagine è mia Moglie. E non è una pelle sconosciuta. C’è qualcosa di familiare in quegli occhi profondi come il mare, mentre i miei non vorrei più chiuderli, nemmeno per un istante. Non c’è morbosità ne frivolezza in tutto questo ma solo la consapevolezza di aver trovato, durante il mio travagliato cammino, un’anima pura per la quale darei la vita ed alla quale ho dato il mio seme e Lei con tanto Amore gli darà la Vita. 
 
Gianni C.

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