Volersi bene

Francesco, Valeria e Andrea sono fratelli.
Valeria ha nove anni ed è una bambina un po’ capricciosa, come lo sono molte sorelline minori. Pretende le attenzioni di tutti ed è pronta a mettere il broncio, se non le viene concesso ciò che chiede.
Andrea, il fratello maggiore, ha quindici anni.
E’ alto, bello d’aspetto, ma è malato e la sua non è un’influenza o un raffreddore.
I suoi pensieri sono spesso lontani, chiusi in un mondo fantastico che lui solo conosce e frequenta.
Tutti gli altri ne sono esclusi.
La mamma e il papà, come è ovvio, sono concentrati su di lui, sulle sue difficoltà di comunicazione, sui suoi pianti improvvisi e sui suoi momenti di solitudine.
Non trascurano certamente le richieste di Valeria che spesso  si pone in competizione con Andrea di cui è molto gelosa e a cui spesso fa dispetti, provocandone reazioni e lacrime.
Francesco cerca di capire quello che succede.
Si chiede sempre cosa pensi quel fratello a cui sente di voler bene, ma che è così diverso da lui e dalla vita normale di tutti i ragazzi che conosce.
I coetanei dopo la scuola si dedicano allo sport, si frequentano, si incontrano, amano la vita.
Nel candore dei suoi tredici anni Francesco vorrebbe essere il supereroe che allontana dagli occhi dei genitori tanti momenti di dubbio e di tristezza, donando alla loro vita di famiglia solo serenità.
Il ragazzo, crescendo, si è abituato alla realtà della quotidianità e ai momenti difficili che a volte la caratterizzano.
Ha imparato anche che c’è un modo per vedere Andrea contento e cioè andare a pescare con lui sulla riva del lago, davanti casa.
Ogni pomeriggio, tornati da scuola, quando il tempo non è troppo freddo e non piove, chi passa e guarda verso il molo, può vedere i due fratelli che lanciano l’amo, guardano le increspature sull’acqua e aspettano fiduciosi che il pesce abbocchi.
Per me è bello osservarli e cogliere in quei gesti semplici il loro affetto e la loro reciproca comprensione.
E’ il loro modo sincero di dimostrare che si vogliono bene.
Volersi bene, infatti,  è un insieme di gesti tranquilli e consueti che fanno sentire chi amiamo al centro dei nostri pensieri, donando all’altro la sicurezza di non essere solo.

4 pensieri su “Volersi bene”

  1. La bellezza di una famiglia espressa nella sua completezza e concretezza. Anche là, dove qualcuno é stato meno fortuntato di altri, é in compagnia, accudito, compreso, amato e protetto. Questa é la forza della famiglia, un piccolo nucleo dove si discute, ci si anima, si sbatte la porta, ma in fondo é sempre aperta ad ogni possibile aiuto.
    Brava.
    Sandra

  2. Un squarcio su un quadretto umano e sensibile, civile e amorevole convivenza familiare. Dalla comprensione ha origine la speranza…KissSal…

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