Tutto ciò che è stato

Dove stanno le mie bellissime camicie a strisce, le mie giacche, le mie cravatte? I giubbotti, poi, li ricordo uno ad uno.

Che fine hanno fatto i saltelli in auto, la musica, il fumo, la frenesia del Mondo?

Dove sono archiviati tutti quei concerti dal vivo, la bella gente incontrata, la strada percorsa?

Dove sono andate tutte le donne che ho amato? Le promesse, i progetti?

Le mie follie e le mie perdizioni dove si sono disperse?

Dove stanno i miei amici, il vivere insieme, il donarsi la vita l’un l’altro, le risate, i cazzotti, gli scherzi? La nostra complicità è forse rimasta sulla panchina di quella piazza? Dei volantini per la Palestina libera chi se ne occupa adesso?

Dove sei vecchio gattino Sgrillo? Dov’è Elliott, l’amico cane di una vita?

Dove stanno i miei ricci, i miei capelli? E le mie auto, i miei sogni?

Dov’è la mia tenera madre? Il mio papà dove si trova adesso?

Dove sta tutto ciò, dove è andato a finire?

Rivoglio le mie coseee!!!

Per favore, vi prego, aiutatemi.

 

15 pensieri su “Tutto ciò che è stato”

  1. Nessuno ti renderà le tue cose, neanche se le richiederai supplicando o urlando, però…, ci sono state, e questo é importante, vitale direi.
    L’essere umano é tale anche perché ha la grande capacità di ricordare. Anche il ricordo é patrimonio di ricchezza, il saper accettare ciò che il tempo ci ha tolto, non é né rassegnazione, né pacatezza, é semplicemente prendere atto di ciò che offre la vita, usando la consapevolezza che poche cose sono per sempre, fra queste poche, al primo posto la memoria, anche questa fin che dura, il dopo é l’oblio.
    Un abbraccio.
    Sandra

  2. Tutti noi durante il percorso della nostra vita almeno una volta ci poniamo questo tipo di quesito non senza un minimo di rabbia e poi, velocemente, obliamo ed andiamo avanti. Io ho solo fissato quell’attimo di riflessione. Non ho alcun rimpianto, è solo poesia…

  3. Chi ha la possibilità o la capacità di fermare le parole sulla carta ha l’opportunità e la fortuna di fermare per sempre le proprie sensazioni, ed i propri pensieri, é un conforto vestito di poesia. Sandra

  4. E’ vero, capita nella vita (anche più di una volta per quel che mi riguarda), di fermarsi a guardare indietro, a ciò che è stato e non è più. L’importante è non vivere di rimpianti, riuscendo a proiettare speranze ed energie su ciò che sarà.

    A proposito, dove stanno i tuoi ricci, Laerte?
    Un sorriso.
    Ciao

  5. bravo.
    ma tutto ciò che è stato è lì, dentro di te.
    nulla ti è stato tolto.
    nessuno può darti nulla.
    non esiste un posto dove cercare niente, perchè tutto ciò che vagheggi è già lì con te, parte di te ed ha preso il posto dei tuoi riccioli, sparsi sul cuscino del tempo.
    non te ne eri accorto?
    anna

  6. X Katia: grazie di leggermi e di commentarmi. Ho perso negli anni un bel po’ di capelli, ma per fortuna alcune funzioni sono restate immutate se non addirittura migliorate tipo… il pensiero, ecc…
    X Anna: grazie, ma come faccio a spiegarvi che non ho rimpianti e trattasi solo di creatività poetica? Potreste apprezzare la mia bravura a rendere reali, con la scrittura, sensazioni che reali non sono anziché darmi indicazioni che ben conosco… Baci per tutti…

  7. per quanto mi riguarda, ho ben compreso che la tua poesia non è riferita al tuo caso personale, ma all’idea in sè.
    desideravo solo dire che hai ben reso il senso di rammarico che ci dà il tempo che fugge cosa che ci lascia l’amaro dentro, quando ci soffermiamo a pensare…
    a.

  8. Laerte a volte mi sembra quasi che tu scriva solo per glorificare la tua bravura, che anche se notevole, non mi sembra tanto eccezionale… mi fai divertire parecchio con gli autocommenti, sembra quasi tu voglia mettere le mani avanti… sei un capo, davvero. Non condivido il tuo modo di fare, ma mi fa sorridere parecchio.
    a rileggerti…

  9. Ciao emanuele, finalmente qualcuno che si diverte, ti confesso che mi diverto molto anch’io anche se il tono sembra serioso (ma basterebbe guardarmi in faccia). Certo che glorifico la mia bravura e chi lo farebbe altrimenti? Il primo passo per diventare eccezionali è quello di convincersi di esserlo… sto ridendo…

  10. E’ davvero questo lo spirito con cui volevo fosse preso il mio commento… siamo vicini e lontani allo stesso tempo… ciao e buono scrivere!

  11. Bravo Laerte, io penso che sia fondamentale guardarsi indietro per andare avanti, perchè i nostri ricordi, sono la nostra ricchezza.
    Se non ci fosse la memoria del passato e di quello che abbiamo vissuto e perso, forse neanche la poesia esisterebbe, almeno per me. Un saluto da Betta

  12. Grazie betta, anch’io la penso come te. Noi siamo ciò che siamo stati e tutto ciò che speriamo di essere…KissSal…

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