La Sirena del Pescatore

La pesca prometteva bene e così pure la nottata. Bella, vellutata, stellata e fasciata dalla luce fredda della luna che tonda e vanesia si specchiava nel mare le cui onde si muovevono increspate andando ad infrangersi fra gli scogli e procurando così un rumore a ritmi sempre uguali.

Sorrideva il pescatore immerso nei suoi pensieri vacanzieri, estivi, rilassato e rinfrescato dalla notte quieta.

Ad un tratto quel suono spumeggiante sempre uguale fu spezzato da un rumore forte e con un abile guizzo qualcosa di molto più ingombrante di un grosso pesce uscì dall’acqua ed andò a posarsi sullo scoglio accanto al pescatore.  Una creatura sorridente dai lunghi capelli tutti bagnati, scuri, ma dal corpo foggiato a forma di coda di pesce argentato e azzurro, salutò il pescatore nella sua lingua:

-Ciao, é parecchio che ti osservo, sei paziente, attento e al momento privo di sonno.-

Il pescatore, spalancò i suoi occhi dello stesso colore del buio, lasciò andare la canna e si portò le belle mani, affusolate, lunghe e magre alla testa. Non rispose al suo saluto era rimasto con la bocca aperta , magnetizzato da quegli occhi colore del mare di giorno che beh, in quel momento, francamente superavano la bellezza della luna e illuminavano il cielo, il mare e il pescatore.

Pescatore: – Ma chi sei, seducente ninfa dalla coda di pesce? Non puoi esistere, sei solo nella mia fantasia e nei miei sogni.-

Sirena: – Certo che esisto, sono una Sirena e vengo in superficie ogni notte che tu peschi, ti guardo e poi torno di sotto, non resisto molto sullo scoglio, come tu non resisteresti molto, neanche attrezzato, nei miei fondali marini. Stanotte ho deciso di farti visita, ti ho sentito anche cantare, che bella voce che hai…, sai fare tante cose, ogni tanto, non so perché, sei irritante e brontolone, ma conosco altri tuoi simili e non sono così luminosi come te.

Pescatore:- Potresti avvicinarti?  Sono ancora meravigliato, ti vorrei toccare, penso ancora di sognare, se lo racconto mi prenderanno per folle o ubriaco.-

Sirena:- Non hai bisogno di raccontarlo, io non esco mai a sedermi sugli scogli, mi rende affaticata, anzi presto dovrò tornare giù, ho bisogno del mare per vivere.-

Muovendo la coda con gran sciacquio, in un abile guizzo, il mare sembrò aprirsi e la sirena scomparve.

Il pescatore guardò il cielo e tutte le sue stelle e ad alta voce disse:

– Stasera mi avete fatto uno scherzo, mi avete trovato  stanco e vi siete burlate di me. Non ne farò parola con mia moglie, direbbe che ho le visioni e si preoccuperebbe. Forse ho veramente sognato.-

Il Pescatore continuò la sua vita vacanziera e non ci pensò più, convinto di aver immaginato quella strana creatura. Pescava di giorno con l’arpione e pescava di notte sullo scoglio con la canna e ogni tanto osservava il mare con aria interrogativa pensando a quel mondo misterioso, sconosciuto e a tutti suoi abitanti.

E fu proprio in una notte di poco precedente la sua partenza che la Sirena uscì dall’acqua con un gran spumeggiare e con una mano arrivò a sfiorare la gamba nuda del pescatore e allegramente gli disse:

-Ciao, tornerai alla vita cittadina, ma ci vedremo quando sarai di nuovo su questo scoglio!-

Pescatore: – Aspetta, vorrei…, e si sbilanciò inciampando, lasciando cadere la canna in mare, ma le sue lunghe mani riuscirono a toccare i capelli della sirena, inciampò e si ritrovò a sedere sullo scoglio con in mano un bellissimo anemone di mare dal colore stupendo fra il giallo e il viola.-

I fiori sono bellissimi tutti, ma la loro vita é breve, nonostante le dovute attenzioni, eppure, quell’anemone di mare sopravvive intatto nella sua bellezza nel cassetto della scrivania del Pescatore, nutrendosi del suo sguardo e delle sue attenzioni quando ogni mattina in ufficio accende il computer, apre il cassetto e sorride, ma al sogno o alla sua nuova realtà? Questo lo può sapere solo il pescatore…

 

14 pensieri su “La Sirena del Pescatore”

  1. che bel racconto!
    tornare dalle vacanze -da ogni genere di vacanza- è sempre duro.
    portarsi appresso un ricordo rende la quotidianità meno difficile da sopportare.
    ciao
    anna

  2. Un racconto dal sapore poetico e d’atmosfera.
    Sei riuscita a rendere non banale, quello che a prima vista poteva sembrare un tema classico e strausato.

    Ciao

  3. un racconto che sa di magia… doveva essere un tipo speciale il tuo pescatore…
    complimenti!

  4. La vacanza ideale è quella alla fine della quale ci portiamo a casa qualcosa di speciale; fortunato il tuo bel pescatore!
    Bel racconto, brava
    Mary

  5. Brava Sandra, solo adesso ho letto questo racconto, è davvero bello.
    Ciao

  6. per Lucia:
    ti scriverei privatamente, se avessi la tua mail.
    forse ti sei persa quell’altro racconto di Sandra, “Una pallottola in canna”, in cui non solo scrive bene stilisticamente, cosa che per chi scrive dovrebbe essere ovvio, ma, come si dice comunemente, contenutisticamente dà la birra a tutti.
    scusami, Sandra, sicuramente tu non approvi, ma a mio giudizio, quando si parla di capacità, bisogna tener conto di tutto.
    un abbraccio a tutte /i.
    anna

  7. Che bella storia Sandra, e che bei colori!
    Mi hai trascinato con te in un mondo magico, ed ora sento il profumo del mare.
    Un bacio
    Tilly

  8. L’inizio mi sembrava, “LUOMO E IL MARE” poi il racconto ha preso il sopravvento, a forma di coda di pesce, poi di sirena e infine di anemone di mare.
    Questo lo può sapere solo il pescatore! Tu dici?
    Ma perche non lo fai sapere anche al lettore?
    Quando è sogno e quando è la realtà?
    Ti prego non farmi soffrire, non lasciarmi nel dubbio come tuo solito, dammi una risposta.
    Un carissimo saluto da Stefano

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