Principessa con le Converse

Principessa con le Converse,

un cavaliere è apparso,

giunto in sella alle sue gambe.

 

“Senza cavallo, né spada e castello,

cosa mai potrà darle?”

 

“Potrà darti due mani:

per raccogliere le lacrime,

che allatteranno il fiore del tuo amore.

Una penna:

per contare le ore passate

a fissare Giove nei tuoi occhi. 

Cuore, colori e ferri

per costruire una casa che profuma di onde,

in cui vivere ogni giorno ogni stagione.”

 

“Sono solo illusioni!

Le parole non volano come gli uccelli!

Badate: da costui non aspettatevi rose sul letto al vostro risveglio,

né sere estive tranquille!”

 

“I sogni non saziano

tanto quanto il denaro non compra la felicità.

Ma allargano il cuore,

liberandolo dalla neve.

E’ vero principessa:

non avrete che spine nel petto,

e tuoni nelle notti,

ma il suo ardore accenderà in voi mille luci,

luci sì brillanti,

che sarete stella tra le pietre della terra.”

 

11 pensieri su “Principessa con le Converse”

  1. Ti dico: ti ho dato un grandissimo 5!
    …perchè? perchè la poesia è bella, bella davvero, e perchè anche io ho avuto una Principessa con le Converse… le sue erano rosse…
    a rileggerti… un abbraccio

  2. bellissima!
    quando la pricipessa sono stata io, avevo Superga bianche da tennis…
    il mio cavaliere non mi ha più lasciata…
    ciao
    anna

  3. Ha il sapore di uno scritto d’altri tempi, pur essendo moderno, come lasci intuire già dal titolo.
    Una poesia particolare, mi ha colpito.
    Bravo.

  4. Io aspetto il mio principe… anche senza cavallo bianco, senza spada o castello… ma con la scarpetta del mio numero che ho perso fuggendo dalle delusioni sulle scale della vita e non importa che sia di cristallo… io porto le converse, nere…

  5. sei molto bravo, come negarlo?
    mi ha colpito molto questa poesia, è davvero bella, mitica! e scommetto che un giorno magari diventerai un artista… ci hai mai pensato? ma è tua davvero? allora sei bravo, con tanta fantasia, come me, sono forte nell’inventare poesie. beh comunque ti do un 9 io (come ha giudicato emanuele 86). mi a colpito una frase, che dice: principessa con le converse, un cavaliere è apparso. molto bella, hihi.

    tanti saluti, da michela

  6. grazie a tutti per i complimenti!
    mi fa piacere che vi sia piaciuta! 🙂

    vi chiedo un favore: di esprimermi anche le vostre impressioni da un punto di vista tecnico (se volete), perchè voglio migliorare sempre più!
    grazie ancora!

    ciao!

  7. carissimo,
    mi sono fatta prendere dal contenuto e non ti ho detto altro (la cosiddetta posta del cuore di cui si lamenta – e spesso a ragione – Gloria, ma alcuni scrittori sono suscettibili e non tollerano critiche specifiche)
    mi piace e trovo geniale la struttura a coro e il contraddittorio tra i pensieri altalenanti della ragazza che incontra un Principe di colore alternativo all’azzurro.
    poichè di dialogo si tratta, credo che ti sia sfuggito l’inserimento delle virgolette di apertura e chiusura della prima strofa attribuibile al narratore, ma, meglio, ad uno dei due cori.
    nella terza strofa o togli i due punti (io lo farei) oppure devi aggiungerli alla fine del settimo verso, dopo “ferri”, se non altro per analogia.
    al nono ed ultimo verso della stessa strofa metterei una virgola “ogni giorno, ogni stagione”.
    tutto il resto a mio giudizio è perfetto così com’è.
    ciao
    anna

  8. grazie anna!

    io credo che senza critiche costruttive non si possa migliorare!

    allora… per la prima strofa ci sto pensando… per la virgola dopo ferri, hai ragione, infatti l’ho inserita nel testo mio che ho sul pc 🙂

    ma quando dico “ogni giorno ogni stagione”, non inserisco la virgola perchè così voglio sottolineare la costanza del sentimento, la sua solidità, evidenziato inoltre dalla presenza e ripetizione della lettere G…

    grazie mille ancora!!!

  9. avevo pensato anch’io all’allitterazione.
    Dante stesso nel 5° verso del primo canto della prima cantica (esta selva selvaggia e aspra e forte) con quella ripetizione del suono duro della esse intende sottolineare la difficoltà, la durezza, la contrarietà della situazione vissuta.
    qui tu usi la g in alternanza di suono dolce e gn duro potresti sostenere l’alternanza del dolce e dell’amaro della vita.
    può essere.
    ciao
    a.

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