Cardellini

Uccellini, cardellini, arrivano in sequenza su una banchina di una qualsiasi stazione della triste Roma. Saltellano quì e là… poi, d’un sol colpo, volano via. Subito dopo un treno sfreccia a gran velocità.
Dentro un altro treno, fermo sulla scena, un uomo pensa e scrive. Scrive del suo amore per una donna.
Parte il treno e si infila in una galleria.
L’uomo scrive.
Ieri sera ha avuto una visione. Dall’alto della scalinata di via Milano su un lato del Palazzo delle Esposizioni.
Guardava l’angolo di un altro palazzo che tagliava il crocevia lontano. Improvvisamente a quell’angolo si sovrappone trasparente l’immagine, il viso, della sua donna, i suoi capelli… i suoi occhi… La visione corre verso di lui come il vento, riempie i suoi occhi, il suo cuore, il suo pensiero. L’uomo riflette sulla profondità e sulla forza di ciò che ha visto; ed anche sulla serata passata sulla scalinata di via Milano. Una bella sera. Mite e triste come Roma e le sue opache, magiche luci notturne.
L’uomo ha smesso di scrivere. Prende il telefono e chiama un’altra donna che non risponde. Anch’ella ama. L’uomo ama due donne e non sa cosa fare.
Filano via le case ed il mondo, il treno corre e l’uomo pensa agli occhi dell’una ed ai capelli dell’altra.
La sera scende… il lavoro, la stanchezza, il tran-tran…
Nessuna delle due donne lo ama tanto.
L’uomo ha un segreto d’amore che svelerà solo a chi l’amerà.
Ha anche un motto: vissi con forza. In latino, s’intende.
Vive con forza, infatti. Ma non si sente forte. Tutt’altro. Piccolo, brutto, debole, vile. Ha anche stima, però, di sé. Si sente d’intelligenza superiore alla media. E’ vero. A volte molto bello. Anche questo è vero. A volte tutti sono molto belli o d’intelligenza superiore alla media. E’ un buon lavoratore, è capace. Potrebbe essere un buon padre.
Si sente vecchio. Sta invecchiando. Ha quarantacinque anni. Lo spirito lo ha giovane ma qualche crepa di stanchezza comincia ad insinuarsi in lui.
L’altro giorno una delle sue donne gli ha detto, comincio a sentirmi stanca fisicamente. Lui non vorrebbe che lei lo sentisse, vorrebbe proteggerla dalla stanchezza e dalla vecchiaia. Ma lei non lo ama tanto e molto probabilmente si perderanno.
Pensa l’uomo. Pensa e scrive. Vede il mare vasto ed il suo cuore si riempie. Di che, lui non sa. Forse d’immensità. E di fronte all’immensità, si calma.
La sera avanza e rende il mare di piombo.

 

6 pensieri su “Cardellini”

  1. l’amore, come gli anni, volano via se non riusciamo a fermarli nel nostro cuore e nella nostra mente.
    una bella storia.
    anna

  2. E’ molto bello questo piccolo racconto di pensieri, di emozioni fugaci, malinconiche come di passerotti che volano via, che lasciano una traccia ma non si fermano con noi… è la ricerca nostalgica di un ricordo di un amore perfetto che sentiamo nostro ma non ci appartiene… io l’ho letto così e mi è piaciuto! complimenti, rosatea.

  3. Bella, con una nota di tristezza, che è in ognuno di noi. Bravo. Ciao da Betta

  4. La cosa che mi piace sta nel colpo di scena: un triangolo amoroso. Ho letto qualcos’altro di tuo, come il Sergente, e lì sei stato più pulito e chiaro nella composizione. Qui lo sei stato di meno secondo me, specialmente dalla citazione latina. Forse il problema consiste nella difficoltà del descrivere una situazione complessa come quella di un triangolo, oppure è una “confusione” volontaria da parte tua. Se così non fosse ti consglierei di stendere ancor di più il racconto, ovvero di dedicare più spazio alla situazione emotiva del protagonista.

    ciao!

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