Alla sera
Ed Warner Ottobre 16th, 2008
Senti la sera che viene
già mutano gli angoli
d’acute certezze,
finalmente riposano
gli inutili affanni
d’ottuse fierezze.
Si cheta la luce
ed è sempre dolce
veder le stelle arrivare
come sorelle premurose
a soccorrere il mio soffrire.
Non fosse per il suo silenzio
altro non farei se non urlare.


(7 voti, media: 3.43 su 5)
Che bella poesia, malinconica e bella. Bravo. Ciao da Betta
…certezze e fierezza finiscono allorquando, soli con noi stessi, caliamo la maschera e possiamo dare tregua alla recita che è la nostra vita.
una cosa mi chiedo: è saggio attendere la sera per liberare l’anima?
anna
vi ringrazio per la visita e per i commenti che ho molto gradito… sono in debito di una risposta ad Anna… la sera di cui parlo in questa poesia, non è temporale, ma metafisica… è stata scritta nell’occasione della morte di un mio caro amico e parla di come ci si sente quando si è strettamente a contatto con la morte… certezze e fierezze scompaiono di fronte ad un dolore totale… ma non siamo comunque soli con noi stessi perchè il nostro soffrire è soccorso dai nostri affetti… che però non bastano a coprire il nostro dolore e la voglia di sfogarlo… quello che dici è vero… sarebbe più saggio abbandonare certezze e fierezza… ma fa parte dell’umano non essere saggi… ciao e grazie ancora ad entrambe
La solitudine tiene stretta la sera come un incontro di risposte e paradigmi delicati.