Alla sera

Senti la sera che viene

già mutano gli angoli

d’acute certezze,

finalmente riposano

gli inutili affanni

d’ottuse fierezze.

Si cheta la luce

ed è sempre dolce

veder le stelle arrivare

come sorelle premurose

a soccorrere il mio soffrire.

Non fosse per il suo silenzio

altro non farei se non urlare.

 

4 pensieri su “Alla sera”

  1. …certezze e fierezza finiscono allorquando, soli con noi stessi, caliamo la maschera e possiamo dare tregua alla recita che è la nostra vita.
    una cosa mi chiedo: è saggio attendere la sera per liberare l’anima?
    anna

  2. vi ringrazio per la visita e per i commenti che ho molto gradito… sono in debito di una risposta ad Anna… la sera di cui parlo in questa poesia, non è temporale, ma metafisica… è stata scritta nell’occasione della morte di un mio caro amico e parla di come ci si sente quando si è strettamente a contatto con la morte… certezze e fierezze scompaiono di fronte ad un dolore totale… ma non siamo comunque soli con noi stessi perchè il nostro soffrire è soccorso dai nostri affetti… che però non bastano a coprire il nostro dolore e la voglia di sfogarlo… quello che dici è vero… sarebbe più saggio abbandonare certezze e fierezza… ma fa parte dell’umano non essere saggi… ciao e grazie ancora ad entrambe

  3. La solitudine tiene stretta la sera come un incontro di risposte e paradigmi delicati.

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