Eppur é amore

(A quel sublime e complicato rapporto che lega una creatura a colei che le ha dato la vita)

Nasce in un letto

di coccole

il fiume della vita

di un’antica primavera.

Faticoso e agitato percorso

in compagnia di sensazioni

attentamente ascoltate,

esaminate e vissute

in apprensione, angoscia

e speranza fino ad essere

emozioni di sollievo e

gioia insperata

ma con breve vita

fino alla prossima salita.

Quell’abbraccio amoroso,

caldo e sincero è troppo stretto,

non lascia via al respiro,

alla libera scelta,

ad un po’ di egoismo.

Ti incatena e rispondi con stizza

e a fatica.

Ti dispiaci, soffri

e ti senti in colpa

le volte che riesci a sfuggire,

ma é così nauseante il recupero

che solo lo specchio partecipa

a quel groviglio di sentimenti

liberati, annodati e intrecciati come

fossero lunghi capelli.

Chissà quando questo fiume

bacerà il mare,

con quanta nostalgia

ricorderà la salita.

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