Distrazioni

Disegnai col fiato

valli e persone che

lentamente cercavano

se stesse in un dubbio.

 

Dipinsi in nero

ciò che vidi

dentro una canzone

sotto una luna accanto al mare.

 

Pensavo a te che eri via,

lontana da tutto

ignara di un pensiero

costante nel tempo.

 

Rincorrevo rifugi sicuri

dentro ogni storia.

Cercavo altro e trovavo

solo e soltanto te.

 

8 pensieri su “Distrazioni”

  1. Salve, non le sembra un po’ eccessiva come visione disegnare le valli e le persone con il fiato? Sa questa scena ci ricorda Dio…

  2. Disegnare le valli e le persone con il fiato… ho detto disegnato, non creato quindi alludevo al raccontare verbalmente.
    Non sono comparabile in alcun modo a Dio né sono degno di compararmi a lui.
    Grazie per la domanda!

  3. caro Raf,
    la tua poesia mi piace ed è la riprova di quanto spesso andiamo dibattendo nei nostri commenti alle nostre “opere”, cioè che per la poesia ed anche per ogni altro scritto è così: o ti arriva al cuore subito o non ti arriverà mai.
    ci sono testi, per quanto mi riguarda, che sono molto lontani dal mio sentire e che leggo, ma spesso non voto o non commento, perchè non siamo a scuola e non dobbiamo correggere il tema. possiamo discuterne, ma non dobbiamo omologarle al nostro sentire personale.
    in questa tua lirica non guasta, secondo me, l’idea di “disegnare” una realtà col fiato.
    rievoca l’evanescenza e ben rende l’dea di ciò che segue.
    mi ricordo di averlo fatto da bambina, contro il vetro freddo della finestra della mia stanza.
    è un modo di sognare ed immaginare qualcosa di diverso, come un amore lontano e forse irragiungibile che regna sempre e forse per sempre nel cuore di chi chi ama.
    non so se ho compreso ciò che tu volevi dire, ma compito del poeta e rappresentare, del lettore immedesimarsi.
    se mi sono mal posta rispetto al tutto, fammi sapere.
    anna

  4. Carissima Anna,
    molto bella l’idea del fiato che appanna il vetro su cui poi noi tutti da bambini abbiamo disegnato o scritto qualcosa. Sinceramente non ci avevo pensato. Mi riferivo al raccontare a voce di vicende altrui (come un cantastorie o come fa un cantante che racconta talune realtà attraverso la voce / il fiato). Non ti nascondo che l’idea suggestiva del vetro mi è piaciuta tanto, difatti hai “recepito” il messaggio.
    Grazie per aver commentato e ti ringrazio anche quando lo fai per correggermi.
    Grazie anche a Sandra e Laerte.

  5. Bella, ha qualcosa di magico, l’ho letta e riletta e mi da sempre la stessa emozione, bravo. Ciao da Betta

  6. Molto bella anche questa; perché penso che ciò che ti caratterizza è un certo colore, il suono, la concentrazione nel verso, non è banale e c’è molta dolcezza. Bella.

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