1974

Nel lontano 1974… in piena AUSTERITY, la strage dell’ITALICUS, i BOMBAROLI, il disagio della gente, vissuto come un dramma inevitabile e quindi da accettare! Moro e Berlinguer si stavano abbracciando… e la gente non capiva… il referendum “per l’abrogazione della legge del divorzio” chi era contrario doveva scrivere SI e chi era favorevole NO… quanta confusione… quanti hanno scritto NO pensando di essere contrari! Gli scioperi selvaggi, gli attentati, il rapimento del magistrato SOSSI, la bomba a maggio in piazza della Loggia a Brescia, i cortei delle femministe, la rivolta nelle carceri, gli operai della FIAT in ebollizione…

Ma noi giovani, e non solo noi, abbiamo vissuto quegli anni con ingenua tranquillità e proprio nel mezzo di quella baraonda… il mio 1° viaggio da sola, a 16 anni: Sanremo-Ortona, adesso sembra quasi una passeggiata!

Ricordo perfettamente tutte le persone che ho incontrato in quell’occasione, anche perché era la mia 1° uscita e tutto mi interessava e mi appassionava!

Alla stazione, accompagnata da tutta la famiglia, salivo sul treno per Voghera: a quei tempi era un nodo ferroviario importantissimo, il punto di incontro tra il NORD e il SUD ITALIA.

Fino a Genova mi fece compagnia un signore molto distinto di circa 70 anni, credo, mi raccontava di sua moglie con la quale era felicemente sposato da molti anni: 50 credo! Con questo signore affrontai il discorso del divorzio, argomento di grande attualità allora. Trovai molto interessante parlare con lui aveva una discreta cultura e esponeva molto bene le sue idee, in un attimo eravamo già a Genova, ci salutavamo come se fossimo ormai amici: inutile dire che non ci saremmo mai più rivisti!

A Genova salirono sul treno 2 persone, marito e moglie suppongo, molto educati, parlando del più e del meno dissi loro che dovevo cambiare a Voghera per poter proseguire per l’Abruzzo, c’era da aspettare circa 1 ora, erano le 23 e io ero sola, queste persone squisite si offrirono di stare con me, se ne andarono solo quando arrivò il mio treno, aspettammo insieme, la cosa naturalmente mi fece molto piacere!

A Voghera salirono 2 persone “speciali” 1 ragazzo che aveva vinto un concorso per maestro in Puglia (non ricordo la città), non era molto convinto: era veneto, andare così lontano lo spaventava parecchio!

E una signora, anche lei diretta in Puglia, per il funerale della cognata!

Fu molto divertente stare con loro, la signora, specialmente era molto simpatica, rideva sempre, continuava a ripetere: dovrò piangere abbastanza quando sarò arrivata, fatemi ridere adesso!

In quell’occasione fumai la mia prima sigaretta: che schifo! Non sono mai riuscita a… cominciare, visti poi gli effetti… adesso ne sono felice!

Quando finalmente arrivai a Ortona parlando con le persone che incontravo visitando la città, con stupore mi accorgevo che tutti gli avvenimenti che a me davano preoccupazione, per loro non esistevano, la cosa mi aveva stupito molto! Avevo la sensazione di essere sbarcata in un altro mondo, o semplicemente di essere tornata indietro nel tempo! La differenza della qualità della vita era gigantesca! Qui si correva e il ritmo era già frenetico, a Ortona , invece tutto era tranquillo, rilassato, non c’era traccia di nevrosi né di “stress” come lo chiamiamo oggi! Passarono i giorni della mia vacanza come in un idillio, furono giornate indimenticabili complice anche la mia giovane età e la conseguente spensieratezza!

Il viaggio di ritorno: partenza sempre da Ortona, però ho voluto fare il giro da Milano: volevo assolutamente vedere il Duomo! Purtroppo non ci sono riuscita e a tutt’oggi è ancora un sogno nel mio cassetto!

Il treno sarebbe dovuto arrivare alla stazione centrale circa 4 ore prima della mia coincidenza per Sanremo, ma sempre per i problemi elencati qui sopra riuscì ad arrivare a Milano con 4 ore di ritardo!  Era stata trovata una borsa incustodita e temendo si trattasse di una bomba, cominciarono i controlli e le domande della polizia, ognuno doveva indicare il proprio bagaglio, se necessario aprirlo mentre il treno andava sempre più piano fino a fermarsi per agevolare le procedure del controllo! Arrivai appena in tempo per prendere l’altro treno, senza l’aiuto di un ragazzo di Milano che conosceva bene la stazione non ci sarei riuscita! Magari se l’avessi perso, avrei visto il Duomo… ma senza telefono sarebbe stato un dramma, come avrei potuto avvertire i miei che puntualmente mi aspettavano a Sanremo preoccupatissimi di riabbracciarmi dopo il mio primo viaggio affrontato da sola? Meglio così, ringrazio ancora oggi il “milanese”!
Il meglio però doveva ancora arrivare perché a Milano il treno in partenza per Sanremo (il famoso Venezia-Nizza) si era riempito di turchi, non ho assolutamente niente contro i turchi, ma per me era la prima volta che vedevo delle persone “straniere”, riempirono tutti gli scompartimenti, si distesero come a casa loro, mangiavano e bevevano a crepapelle, russavano, insomma non ero preparata e cominciavo a pensare che fuori dell’Europa fossero tutti selvaggi, fino a che mi si avvicinò un ragazzo, turco, che studiava alla normale di Perugia, l’università per stranieri, molto educato e molto simpatico, mi tranquillizzai e finalmente a casa!
Ringrazio i miei genitori che mi hanno permesso di fare questa esperienza, sapendo quanto sia costato loro, in termini affettivi, in termini anche economici, separarsi da me anche se per pochi giorni!!!

 

4 pensieri su “1974”

  1. 1974: io avevo allora 22 anni. Ho fatto con te un bel viaggio a ritroso. Mi sono rivista nei “piccoli” viaggi da sola. Anche per i miei genitori “costava” la mia breve lontanza da casa. Oggi é tutto diverso, oggi si va alle Maldive, si viaggia in aereo, siamo nel secolo nuovo.
    Bel racconto e belle fotografie.
    Benvenuta nel sito.
    Sandra

  2. Racconto nostalgico e probabilmente autobiografico. Mi sono rivista in quei lontani anni quando prendevo il treno da Riccione per andare all’università di Bologna. Dopo l’attentato – ero su un autobus che mi conduceva proprio alla stazione – non ho più, mai più preso un treno e non sono più passata in quei luoghi! E’ stato terribile, avevo solo 19 anni e mi accorgevo solo in quel momento, di quanto dolore potesse riservare la vita. Brava… hai reso con semplicità e linearità un passato che vive ancora forte nelle nostre coscienze. Loredana

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