Vecchio

Alla fine dei loro giri l’avevano portato in un locale notturno, una squallida discoteca. Libero spaesato si chiese dove era finito. Non c’era nessuno lì dentro, cosa avrebbe potuto trovare?
Prese la sua consumazione obbligatoria e si piazzò in un angolo dove poteva starsene a parte senza essere strattonato, spinto, pestato. Sorseggiava e si guardava intorno alla ricerca di qualcosa, dell’anomalia che percepiva e che non capiva.
Tanti corpi ammassati, sudati che risolvevano il problema di ballare nello scuotere un po’ la testa e le gambe. C’erano sguardi, contatti, seduzione. Era un campo di battaglia dove si combatteva per l’affermazione narcisistica e per il sesso. Le ragazzine perfette godevano nel sentirsi puntate, con gli sguardi famelici addosso. Per loro sarebbe bastato avere la certezza che decine di uomini le stessero desiderando, che ardevano del desiderio di possederle, per trovare la loro soddisfazione piena e per dire “mi sono divertita”. I ragazzi in competizione narcisistica, cercavano di affermarsi, di dimostrare la propria forza per essere i primi del branco.
Forse da quando eravamo degli scimmioni pelosi le cose non erano cambiate poi molto.
Libero si, aveva vissuto sempre al margine di quella squallida competizione. Non era penetrare un pezzo di carne quello di cui aveva bisogno. Sarebbe stato come farsi una sega tra le gambe di una di cui a malapena avrebbe ricordato il nome il giorno dopo, qualcuno che avrebbe quasi ripugnato poi, qualcuno che avrebbe voluto dimenticare, ammesso sempre che ce l’avesse fatta a competere con le orde d’ormoni che si battevano per il sesso. Se avesse sempre perso? Altre frustrazioni!
Aveva il suo sogno nel cassetto dimenticato. Aveva preso molto polvere. Ma era ancora lì nascosto e non voleva bruciarlo, almeno quello no. Già aveva fatto troppe rinunce, già troppe volte era sceso a compromessi.
Libero pensava ai sui capelli: ogni giorno un capello bianco spuntava tra i suoi pensieri. In questo mondo bisogna essere sempre giovani e belli ed in forma, non ci si può permettere di essere vecchi e decadenti. La società come l’abbiamo costruita ora, non ha bisogno dei vecchi. Loro sono di impiccio, sono un peso per la società, non hanno più il ruolo centrale nella famiglia. Nessuno si vuole occupare di loro. Fioriscono le cliniche per rinchiuderli dentro e dimenticarli, l’ipotesi di eutanasia prende piede.
Libero pensava che invecchiare oggi è un dramma e che farlo da solo sarebbe stato insopporabile. Ebbe paura…

 

12 pensieri su “Vecchio”

  1. caro GiuseppeAntonio,
    mi colpisce questa visione pessimistica della terza, quarta e anche quinta età.
    nessuno è mai troppo “vecchio” per non aver niente da dire e da dare.
    l’essere “vecchi” è uno stato dell’animo, non del fisico.
    ci sono giovani vecchi e vecchi giovani.
    la malattia può essere un limite, ma anche in quel caso vi sono persone che sanno convivere con i loro deficit e altri che per un foruncolo si vendono l’anima.
    e come una rondine non fa primavera, neanche un capello bianco o un capello caduto fanno vecchiezza precoce.
    circa il problema dell’eutanasia cui accenni, quello sì che è uno squarcio sulla pretesa di vita più comoda, scarico di responsabilità e rivelazione di deserto morale dell’animo di chi non ha niente da dire e da dare e si fa portabandiera di scelte comode sotto l’egida generica del risparmiare l’altrui sofferenza (o il proprio impegno fisico, morale, sociale, umano?).
    come sempre ti stimo e ti abbraccio.
    anna

  2. Dunque a Libero il suo sogno nel cassetto é rimasto, sommerso dalla polvere, ma ancora esistente! E non solo! Si é pure arricchito di qualche capello bianco! Come vorrei fare a Libero delle flebo di ottimismo! Neanche mia madre a 82 anni si sente vecchia! Beh, lo dice quando le viene una nuova seccatura! Libero, guardati bene intorno, ti hanno portato nel luogo sbagliato! Usa gli occhiali giusti, ti garantisco che esiste ancora il mare, i profumi di ogni tipo, la pioggia, il sole e soprattutto L’Amore, guardati intorno e anche un po’ più in là.
    Con amicizia.
    Sandra

  3. Libero è stanco, Libero si sente solo, si sente strano in mezzo a gente che non centra niente. Libero è spaesato, libero è confuso.
    Non ho una visione pessimistica della vecchiaia e delle persone anziane, anzi io sono convinto che gli anziani sono importanti per noi e per la società, che hanno un sacco di cose da dire e da fare di utile per noi. Libero pensa a se stesso, a quando tra 40 anni sarà vecchio. La società ha una tendenza mostruosa che non porta a sperare niete di bello nel futuro. La paura è per il futuro. Che ne sarà di libero anziano se già ora è solo?
    Chi nel futuro vorrà badare agli anziani, se già oggi siamo pieni di persone anziane abbandonate a se stesse, che fanno la fila alla caritas per i viveri insieme a barboni e immigrati irregolari?
    Questa è la paura di libero.
    Qualche capello bianco non basta per dirsi vecchio ma sicuramente fa iniziare a pensare a cose che da giovane non ti sfiorano minimamente la testa.
    Per Sandra: come può essere Libero ottimista in un periodo così nero? Basta poco per essere felici, ma quasi nessuno lo capisce veramente. E soprattutto quasi nessuno capisce che nessuna felicità è tale se non è condivisa con gli altri.
    Libero ha ancora un sogno nel cassetto e vorrebbe preservarlo dalle brutture del nostro mondo capitalista ormai arrivato sul margine…

  4. Libero deve trovare l’Amore prima di tutto e in questo la società capitalista non ha nessun riferimento, ci si innamora e basta, un incontro tra chimica e sentimenti, niente di programmato, arriva e basta.
    Anch’io sono preoccupata per il futuro, di sicuro non per me, per mio figlio e per quelli che poi verranno. Spetta alla mia generazione e alla tua dare degli esempi per aiutare gli anziani, per essere disponibili, e in fondo sai che ti dico?
    l’essere umano é egoista e tocca pure il fondo ma é innata anche la voglia di aiutare gli altri. Ci saranno dei mutamenti, o delle grandi rivoluzioni, ma di sicuro i combattenti non mancheranno.
    Lo so che la tua idea dopo la mia espozizione non sarà cambiata e neppure il mio ottimismo, e ciò nonostante il sole spunterà lo stesso.
    Resisti Libero, io ci sono.
    Sandra

  5. È un bel racconto, anche se, molto triste. Concordo con anna, l´etá é solo uno stato mentale, si puó sfruttare la saggezza che porta, ma non bisognerebbe mai farsi schiacciare da essa. Un piccolo appunto é sulla scelta del nome, ho letto il tuo racconto pensando a Lino Banfi, ma forse é colpa mia, guardo troppa televisione.
    Ciao
    Tilly

  6. Cara Sandra, grazie per tutto quello che fai per Libero, per tirarlo su e dargli un pò di speranza. I nonni dei Libero sono andati all’estero o al nord a spaccarsi la schiena con mille sacrifici e privazioni ma presso mettevano da parte un bel gruzzoletto. Soldi che nei loro paesi gli hanno assicurato un casa senza 30 anni di mutuo a tasso variabile, soldi che fruttavano se investiti in banca. I “libero” vanno lontano per sopravvivere, e con il loro stipendi coprono le spese, sono pieni di debiti pluriennali e pregano affinché non abbiano “imprevisti” che vorrebbero dire altri finanziamenti di anni. Tra 30 anni avranno la pensione? I TFR nelle mani dei fondi dove finiranno? La sanità sarà pubblica? I loro figli avranno una scuola gratuita? O continueremo a sognare una libertà come la intendono gli americani?

  7. Esistono veramente ancora ideali così forti per poter cambiare l’ordine delle cose o ognuno difende la propria casta accanitamente per lasciare tutto com’è? Il comunismo ha fallito travolto dall’eccessivo materialismo, dall’ateismo coatto, dall’incapacità di educare all’altruismo. Le religioni organizzate si sono vendute. Il capitalismo non ha mantenuto le promesse e si sta mangiando la terra. A chi libero deve credere? Libero riflette tanto e tutto questo lo porta a star male

  8. Libero, se tale vuol essere oltre che chiamarsi, guardi a se stesso.
    ponga se stesso al centro della sua indagine e decida di essere grandicello abbastanza per decidere in autonomia.
    non si creda più parte di un’onda che viene e che va, ma si radichi sul cuore della terra, dei sentimenti, della vita e impari a contare sulle sue forze.
    credo, infatti che Libero cerchi la propria libertà negli altri, ma se lui stesso non si ama e non si rispetta, chi potrà mai farlo per lui?
    spero che Libero non giunga a deludermi, che non se ne vada bighellonando inseguendo fantasmi e illusioni.
    la realtà può anche essere amara, ma cosa fa in prima persona Libero per cambiarla?
    in quante attività di volontariato, per esempio si rompe la schiena per aiutare, anzicchè chiedere aiuto.
    Se Libero appartenesse alla mia generazione, ricorderebbe quel gran bel discorso del Presidente Kennedy che diceva ai suoi connazionali: non chiedetevi cosa lo Stato fa per voi, ma cosa voi fate per la Nazione.
    Libero che fa?
    va a toccacciare femmine che lo ignorano in discoteca? (idea suggeritami dal testo)
    o non ha neanche la forza di far quello?
    troppo comodo chiedere.
    bisogna prima FARE…
    e fare costa fatica, presuppone cuore, animo, polmoni e fegato.
    altrimenti che uomo è?
    un parassita?
    un abbraccio
    anna

  9. una piccola aggiunta alla riflessione precedente:
    non pensi di trascinare Libero e la sua libertà di essere ed agire, in un mare più depresso del Mar Morto?.
    non vorrai cavalcare la solita tigre “dell’emigrante, poverino…”, perchè sono già stati scritti fiumi di inchiostro sull’argomento.
    fanne un eroe positivo, un esempio di impegno e di coraggio, di volontà e di partecipazione.
    un combattente, non un rinunciatario.
    non rimenare il torrone del mutuo e della crisi.
    che studi, vada all’estero, si senta cittadino del mondo, che non si limiti allo struscio sul viale del suo paesello.
    soprattutto che sia persona umile, che non si senta un arrivato, perchè ha conquistato la maturità a calci nel sedere e la laurea con voto politico, perchè quei titoli deve avere l’umiltà di riconoscere che non valgono nulla.
    e che diamine, un po’ di spina dorsale!
    GiuseppeAntonio, Libero poteva essere un bel personaggio, ne stai facendo un lumacone!
    hai visto il film “I basilischi” di Lina Wertmuller?
    un capolavoro, girato a Minervino Murge.
    guardalo, se lo trovi in qualche videoteca.
    puoi raddrizzare il tiro.
    sempre con affetto.
    a.

  10. no non l’ho visto ma lo farò al più presto. Non mi trattate troppo male libero 🙂 in fondo non sapete ancora molto di lui in fondo, o no? Dai Anna, libero non è un eroe e non lo sarà mai. Ha sogni umili. Ha una vita umile e non si riconosce in quello che vede intorno a se. Pazientate

  11. attendo paziente…
    intendevo eroe non nel senso di eroico con sacrificio di sè finale, ma esempio capace di testimoniare uno stato, cioè un modo di essere, in modo positivo.
    aspetto comunque, ma non farne una cosa “grigia”, perchè essere umili, non vuol dire essere niente.
    non so se sono in grado di spiegarmi…
    alla prossima.
    a.

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