L’età delle partenze programmate

Tullia aveva settant’anni. Era una donna alta magra, grande camminatrice e…sola, maledettamente sola. Era rimasta vedova da cinque anni, suo figlio Tommaso era sposato, con famiglia e lavoro a Londra. Telefonicamente si sentivano ogni due giorni, e si vedevano tre o quattro volte nell’anno. Lei si organizzava, prendeva l’aereo e andava in Inghilterra. Il trauma era stato la prima volta, ma poi, come per tutte le cose, rotto il ghiaccio, sapeva come fare.

Quando morì Giacomo, suo marito, improvvisamente per un arresto cardiaco, superati i primi momenti drammatici, si rese conto di non poter abitare più in quella casa, bella, confortevole ma grande, troppo spaziosa per Lei sola e così la vendette e tornò in una piccola di tre stanze ma molto soleggiata e nel medesimo quartiere dove da sempre aveva abitato.

Da qualche mese non stava bene, si sentiva irrequieta, e soprattutto le pesava questa situazione della solitudine. Si era stufata di sfaccendare e rigirare tutte le mattine quella casa che sembrava un gioiello, di fare la piccola spesa, di parlare delle solite cose, di prestare servizio di volontariato tre volte la settimana nel pomeriggio al centralino della Croce Azzurra della Misericordia del luogo.

Passava tre volte al giorno davanti al negozio dei viaggi turistici -Uisp ang Go- e ne ammirava quel mare azzurro che si vedeva dai cartelloni. Iniziò ad entrare, più per curiosità e in breve si trovò ad essere una cliente assidua, quasi come andare dal fornaio…

Adesso i pomeriggi uggiosi di pioggia invernale li trascorreva documentandosi facendo la contabile, controllando le sue spese, i suoi averi e organizzandosi per eventuali partenze in maniera seria e controllata.

C’erano degli sconti allettanti per chi si organizzava i viaggi per tempo e Lei, decisa, come inizio, ad affrontare per Nave il Mar Mediterraneo iniziò a fare una scaletta per certi luoghi dal clima mite invernale e per viaggi di almeno due settimane.

Considerò che poteva risparmiare sul riscaldamento, sulle varie utenze, sulla spesa, sulla lavanderia, perché là l’abbigliamento sarebbe stato leggero e confrontando i prezzi, tutto sommato avrebbe risparmiato e si sarebbe divertita nel senso che non avrebbe avuto neanche un minuto per pensare alle futuri probabili malattie, all’insonnia, al desiderio silenzioso e prigioniero dentro il suo cuore del marito e del figlio lontano, anzi, con un po’ di fortuna si sarebbe divertita, avrebbe conosciuto gente nuova, non avrebbe usato l’immaginazione faticosa per pensare ogni giorno a cosa preparare di cibo per sé, a mangiare in solitudine e se poi fosse successo il peggio, cioé una morte improvvisa, avrebbe pensato anche a scrivere una liberatoria qualora si fosse trovata in mare o in cielo.

Doveva però avvertire suo figlio di questo suo nuovo programma. Si sarebbe preoccupato? Avrebbe avuto bisogno di Lei in Inghilterra? Beh, bastava organizzarsi.

Ci pensò tutta la notte, poi, il mattino dopo chiamò Londra. La voce seriosa di Tommaso la faceva sempre preoccupare all’inizio, sembrava sempre che fosse caduta la Torre in quel preciso istante, superò il momento e con voce ferma, allegra e sicura gli comunicò la sua partenza a breve per Barcellona e la scaletta futura di altre tre partenze nei mesi seguenti. Disse che sarebbe partita da sola, ma che all’Agenzia sotto casa erano organizzati con pulmann fino all’imbarco. Avrebbe trovato compagnia fin dall’inizio.. 

Tommaso sollevò deboli resistenze inerenti all’età della madre alla sua condizione di salute con i vari acciacchi che si portava dietro da anni, diabetica e ipertesa, oltre al fatto, ma questo lo tenne per sé, geograficamente era proprio una frana,  anche se aveva un carattere eccezionale nel rapportarsi con gli altri e con se stessa. Mentalmente pensò anche alla situazione economica di sua madre, ma Lei lo anticipò e chiaramente gli disse:

-Tommaso non devi preoccuparti per me, ascolta, ho fatto bene i conti, se qualora nel mio futuro più o meno imminente dovessi aver bisogno di badanti, o peggio, di una Casa di Riposo perché assolutamente non più autonoma, c’é sempre la mia casa, posso vendere quella e ritirarmi. Però, adesso, mi sento in grado di vedere e conoscere ancora qualcosa e qualcuno di “nuovo”, se sono capace di viaggiare e venire da te in Inghilterra, lo sarò anche nelle crociere organizzate, ti pare?-

Tommaso, sorrise dentro di sè e Le disse:

-Mandami le cartoline dei luoghi che visiterai,  dammi tue notizie e…divertiti.-

Tullia avrebbe così iniziato una nuova esperienza, si sarebbe potuta fermare alla prima esperienza o sarebbe potuta andare oltre, questo era tutto da vedere, di una cosa era certa, l’imminente futuro non sarebbe stato il fornaio, la televisione e la finestra, forse avrebbe fatto una nuotatina addirittura  nell’Oceano Indiano…; era a un punto della vita che si poteva permettere di essere anche un po’ superficiale e … coccolarsi pensando solo a se stessa. 

  Sono due anni che Tullia viaggia per mare e per cielo. Sfoggia un sorriso diverso ed una abbronzatura che la rende stupenda. Non si chiede fino a quando tutto ciò durerà, Lei dice che ha già avuto il massimo e che ha imparato a giocare con delle fiamme utili e affascinanti senza correre rischi.

 

(Un pizzico di fantasia abbraccia una storia vera.)

 

7 pensieri su “L’età delle partenze programmate”

  1. essere validi e vivi vuol dire, a mio giudizio, avere coscienza di sè, in linea con il proprio tempo e con le possibilità che la vita concede.
    perchè intristirsi nella speranza che qualcuno ci tenda una mano?
    facciamoci parte attiva della quotidianità e non rifugiamoci mai nell’angolo delle vecchie abitudini.
    fai bene a lanciare questo tipo di messaggio, perchè offre a chi ti legge lo sprone per non essere mai rinunciatario.
    ogni età ha i suoi meriti.
    un abbraccio
    anna

  2. La dimensione del viaggio è la mia preferita. Sono sempre in viaggio fuori e dentro di me e non a caso sono marinaio. Prediligo i viaggi non organizzati e improvvisati. Forse a breve andrò in provenza con Audrey, Rosy e Francesco, cari amici di Milano. Saranno solo 3 gg ma mi basta stare con loro ed attraversare posti nuovi per sentirmi felice. Sono persone speciali. Tullia ha fatto la cosa giusta. È quello che vorrei fare anche io da anziano se avrò una pensione e una salute decente, quando non dovrò vendere più il tempo per un salario e sarò libero di organizzare la vita come voglio e dedicarmi solo alle cose che mi piacciono. “fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtùde e canoscenza”, non scrisse così Dante? Spero di non aver storpiato troppo la citazione. 🙂 non sono molto colto, anzi 🙂 un abbraccio e complimenti per il racconto

  3. Grazie Anna, grazie Tilly.
    X Merendero-
    Sono contenta per Libero che finalmente avrà la sua fetta di felicità, di allegria e spensieratezza con gli amici di sempre. Non hai storpiato la citazione di Dante, pensa però che pure Lui penò e non poco…, evidentemente la vita é sempre stata dura, poi sta a noi saper navigare con maestria in mezzo alle tempeste.
    Vi abbraccio.
    sandra

  4. Non amo viaggiare, amo i miei mondi, amo stare dove conosco, non ho mai avuto la voglia di viaggi, ma non sono pigro, anzi. Mi dico sempre – non conosci neppure a fondo casa tua, ma dove vioi andare-. Quindi mi do sempre ragione.
    E poi ricordate? Chi lascia la strada vecchia ecc. ecc.
    Comunque a Tullia (bellissimo nome) auguri!

  5. X Sergio

    Grazie della lettura e del commento.
    Forse Tullia ha preferito la via nuova perché la vecchia era solitudine e malinconia, forse, viaggiare, era stato un suo sogno e non lo aveva mai potuto realizzare, chissà… Oggi é una donna di 73 anni, e come Lei dice, finchè le regge il fisico continua per la strada nuova e conoscendola, senza dimenticare neppure la vecchia.
    Ognuno indossa il vestito col quale si sente più a suo agio, quello militare come l’abito da sera, é così per tutti.
    Ciao.
    Sandra

  6. Ciao Sandra, mi piace l’idea di questa signora di una certa età, che cerca uno scopo nella vita, uno stimolo diverso da quello che era diventato per lei “sopravvivere”. La vita ci riserva sempre qualcosa, basta trovare il coraggio di provarci. A rileggerti, sempre con piacere. Un abbraccio da Betta

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