Lella la buona

Può una bambina essere felice vivendo senza i genitori? Lella se lo chiedeva ogni giorno, ogni minuto. Come era possibile che la sua mamma e il suo papà volessero vivere lontano da lei? Non si lamentava, vivere con i nonni le piaceva, ma era un pensiero fisso. Dov’era questa Germania di cui parlavano tutti, era cosí lontana come diceva la nonna? La sua vita non era poi cosí male, certo aspettare di sentire i propri genitori una volta a settimana al telefono della signora Concetta, non era il massimo, non riusciva a dire molto in quelle telefonate, la sua mamma piangeva sempre e si ritrovava a parlare solo con il suo papá, e a promettergli di essere buona.

Buona, buona, doveva sempre essere buona.

Avrebbe tanto voluto Lella fare i capricci come le altre bimbe dell’asilo, cosí, tanto per provare una volta. Poi, peró, le guardava gridare come pazze perché non volevano restare all’asilo come gli altri, rimaneva a fissarle, non le capiva proprio. Avrebbe voluto imparare a gridare cosí con la sua mamma, ma la Germania era troppo lontana, non l’avrebbe sentita. Allora alzava le sue piccole spalle, sospirava e tornava a giocare con la sua bambola. Ed era in quel momento che sentiva le altre mamme dire:

“Ma guarda Lella, lei non fa i capricci… guarda com’è buona!”

 

7 pensieri su “Lella la buona”

  1. Ciao Tilly, ti abbiamo nuovamente persa? Spero proprio che tu sia in vacanza.
    Molto carino il pezzo, chissà forse la Germania renderà Lella più capace di leggere i disegni della vita, e magari di apprezzarne anche i contenuti, molto più delle sue amiche più fortunate…
    Sandra

  2. Ogni bambino vorrebbe sempre la sua mamma vicino.
    Spiegare che non è possibile, che i problemi in famiglia sono tanti, è difficilissimo.
    A volte si è buoni per disperazione.
    anna

  3. Ciao Tilly
    bello il tuo racconto… ero alla ricerca di un racconto emozionante e questo è scritto con l’anima. “Avrebbe voluto imparare a gridare”.. quanti di noi e quante volte avremmo voluto parare o semplicemente gridare… e poi… questi capelli mossi e il visino triste con gli occhi rivolti al cielo… tutto animato dallo sporgere in avanti le piccole spalline.

    Un abbraccio.

  4. A me è piaciuto molto e penso che ogni bambino deve rimanere vicino ai suoi genitori.
    camilla

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