Metafore

Mi trascino dietro quest’anima lacerata, bucata qua e là; praticamente a brandelli.

I morsi del tuo egoismo sanguinano ancora.

Vivido è il dolore nella carne, nella mente e… nello spirito.

Non preoccuparti, ti ho perdonato quasi subito, diciamo immediatamente.

Il settanta per cento di me ti dà sempre ragione nei vicoli stretti dei miei ragionamenti e poi non posso certo non darti un’altra possibilità.

A tutti si dà un’altra possibilità, figuriamoci a te che t’amo così fortemente, che t’adoro anche se non lo do a capire a tutti, è il nostro segreto.

Voglio solo dirti che a volte strascico ed ho forti dolori, ma tu non preoccuparti, ti prego torna da me, con me, non ti farò fare brutte figure con i tuoi amici, parenti od altri.

Ho ancora qualche residuo di forza e di lucidità e con questi vorrei a tutti i costi appena possibile riconquistarti.

Certo se avessi quel gel, quell’elisir che tu hai ora a doppio strato su di te visto che a me risulta mancante in parecchi punti, potrei rattoppare la mia anima qua e là velocemente così potrei dedicarmi a te di nuovo completamente.

Pensaci, ti prego, ti amo tanto…

 

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