Chiedimi ciò che vuoi

“Chiedimi ciò che vuoi e non te lo darò”…

 

Resistete sempre a qualcuno che vi piace

con il quale il linguaggio stesso prende gusto

e della cui pazienza e tolleranza,

dopo aver a lungo abusato

vi lascia stupefatte.

 

Farsi amare attraverso la parola

è come farsi amare dall’universo.

 

Evento inatteso

poco convenzionale

stupendamente raro.

 

8 pensieri su “Chiedimi ciò che vuoi”

  1. Sono d’accordo con te.
    Sicuramente farsi amare solo attravesro la parola è una cosa che richiede animi e cuori forti e molto, molto profondi ed attenti.
    Ed il fatto che possa capitare è una cosa rara.
    Fortunato/a chi la può assaporare.
    Un sentimento espresso in tal maniera, ed è solo la mia opinione, esprime anche una purezza d’animo poco comune.
    Molto bella.
    5 stelle.
    Ciao. QS-TANZ

  2. A proposito di quanto scrive QS-Tanz, siccome succedono cose strane con le votazioni, desidero che tu sappia che anch’io ieri ti ho votato 5 stelle, come molte altre volte ho fatto, anche quando spesso ti sei arroccata sulla posizione che non “ho capito” sfumature ed intento e mi hai gelata con compassata signorilità.
    per quanto mi riguarda, non voto mai a stelline sia perchè non siamo a scuola (comunque mezzi voti, meno-meno, più-più-più e via cantando, non hanno mai fatto parte dell’etica della mia passata vita di insegnante) sia perchè uno scritto o piace o non piace e quindi, per tutto ciò, piuttosto mi astengo.
    mi piace di questa poesia l’idea del sussurro che affascina ed ammalia e desidero che tu, che io abbia capito, oppure no, lo sappia.
    ciao
    a.

  3. Aggiungo solamente che concordo pienamente con Anna
    Anche per me una poesia o piace o non piace e quando non mi piace o non mi covince pittosto mi astengo.
    Il 5 stelle l’ho sottolineato apposta, per
    ” assumermi” la responsabilità del voto, senza farla più grossa di quello che è , proprio a causa delle strane cose che stanno succedendo ultimamente con i voti e delle quali certamente la redazione si è accorta.
    Ed Anna , attentissima e molto corretta come sempre ha raccolto il mio messaggio.
    Perciò ribadisco i complimenti per il tuo scritto e ringrazio Anna per il suo intervento.
    Ciao. QS-TANZ.

  4. …e il bello di tutto ciò è che non ci siamo neanche messi d’accordo!
    il che significa che non è bene dimenticare che la grandezza dell’essere umano, a mio modestissimo parere, sta anche nel coraggio delle opinioni.
    e questo non significa certamente che noi ci riteniamo grandi, ma che io a scuola ho imparato che essere grandi significa battersi per grandi idee, non per piccole, anonime e insignificanti “rappresagliette”.
    ciao a tutti.
    a

  5. Il legame tra me e la scrittura rappresenta una delle tesi nodali della mia concezione di Anima e Pensiero, pertanto ogni giudizio esterno è solo un azzardo sconsiderato.
    Questo perchè si comprende a stento che l’esercizio della sensualità nella scrittura è una funzione a se stante, separata dal corpo e dalle forme.
    Un po’ come la gastronomia separa il cibo dall’operazione alimentare; erigendola a valore assoluto e facendo della cucina stessa un’Arte unica e disinteressata.

    La virtù più singolare di questa affermazione, è quella di una Donna fatta di levità e di commoventi trasparenze, con la valenza di una creatura che vive questo tempo, nel frantume dei momenti trascorsi, nel destino incerto ma pregnante della propria corporeità e del proprio scrivere e adornarsi.
    Al valore ri-creativo di questa sintesi si aggiunge l’efficacia stilistica delle mie parole; avere la padronanza e l’estro nella composizione significa –possedere- la figura nella forma desiderata; nella conoscenza paradossale che l’Eros non è personaggio e la sensualità non sta una frase, né l’ammiccamento in una citazione.
    Bensì sono moti, sentimenti, STATO D’ANIMO , bellezze, purezze, humus sensitivi e sintesi di Luce.

    Per chiudere l’intervento, alla maestra Anna dico che la profondità ed il valore di un’autrice non è da collocarsi all’interno della patristica, tantomeno da estinguersi con una pagellina da refettorio, della quale l’Opera (passami l’ossimoro) tranquillamente se ne fotte.
    Buona domenica.

  6. Autrice Egregia,
    purtroppo non posso fregiarmi del titolo di maestra.
    non ho mai conseguito questo in particolare.
    ne ho altri, ma non ritengo la cosa pertinente.
    ho apprezzato il tuo intervento che mi conferma nelle difficoltà che intercorrono tra trasmittente e ricevente in molte occasioni comunicative.
    per parlare come si mangia, ma non mi venderei l’anima per il cibo e comunque non rinuncio mai a coltello e forchetta nemmeno nella mia vita privata, a me, a te e, credo, a molti, nulla importa di stelle e stelline, anche se mi diverte chi si lamenta in esternazioni pubbliche e private e nell’anonimato si lascia andare all’ “abbasso chi scrive” e disegna anche le orecchie d’asino.
    grazie, per avermi messo a parte del fatto che nei tempi attuali nei refettori di ogni genere e grado si distribuiscono pagelline.
    nei collegi da me frequentati ciò non avveniva.
    condivido l’dea (se ho capito, come, purtroppo, spesso non so fare) della bellezza e del piacere che parola e scrittura danno, non solo per la cosa in sè, ma anche come rivelatrici dello scrigno anima-corpo da cui si generano, e mi scuso se di tutto quanto sopra sei stata mezzo e non causa.
    a

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