Crisalide a ritroso

Filmico, t’avvolge

freddando le ultime scintille

che occhiellano

la cenere ormai posata

a poco a poco e soavemente.

La luce di luna

d’estate è color del buio

e il calore della campagna si ritira

insieme ai suoi profumi.

Bozzolo dannato!

Mi hai già ripreso tutto in te.

E’ morte? E’ il suo ritorno? 

O essa camuffa così la sua ritrosìa nel carpirmi?

All’interno ascolto solo voci già sentite e l’odore stantìo

delle cose viste e malamente usate.

Fuori sento flebili voci di cera,

che ormai avvezze all’ordinario mediocre

non provano stupore contemplando il cielo,

dove la luna splende del color del buio

sopra un’infinita distesa di gelo.

 

8 pensieri su “Crisalide a ritroso”

  1. Ho apprezzato il fatto di aver fatto interpretare la poesia e renderla più viva, il risorto bozzolo ha destato non solo l’attenzione ma anche la scena, l’insieme delle parole, il senso della stessa, bravo, ed è bellissima soprattutto l’ultima parte perché molto fantasiosa, vanamente reale, fatta personale. bravo.

  2. Ha l’aria inoltre di una scena cinematografica, le tracce filmiche, il residuo di una sala, voci e poi questo scenario lunare, raggelante, ghiacciato che sta a metà tra la terra e il cielo, tra le nuvole e il mare della terra, un intreccio di colori, sedimenti della vita, non si ferma su qualcosa ma percepisce la luce e la luna, che sembrano dire qualcosa anche all’autore.

  3. Molto bella, molto profonda, e anche con un pò amara, complimenti, sei molto bravo. Ciao da Betta

  4. Mi piacciono quelle parole “La luce di luna/ d’estate è color del buio…”.
    Credo che, qualunque sia il nostro stato d’animo, in una notte d’estate non ci sia nulla di più bello di un chiaro di luna.
    anna

  5. C’è un’aria di arancio (inteso come colore), un candore inteso anche come tepore dal momento che citi il calore/inteso anche come colore, della campagna e anche la cera diventa arancione, forse perché alla fine c’è anche idea di ‘dolci’ (quel gelo inteso come gel) o anche perché l’ “ore” di “stupore, di mediocre e di color” ricordano l’arancione. Ciao.

  6. Molto bello questo “riavvolgimento” filmico, che scompone e ricompone la sequenza per ritornare al torpore ovattato e protettivo (o soffocante?) del bozzolo… originale, bravo Alessandro.
    Un saluto.
    Katia

  7. Proprio oggi mi chiedevo cosa significasse o cosa potesse significare: le “voci di cera” (che io ricordavo come: ‘rumori di cera’), perché la cera? Forse ricorda le candele, simbolo di ‘fine’ e forse associato a un ambiente, oppure di cera perché ‘pietrificate’ ma non troppo; il calore potrebbe anche scioglierle.

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