Stille…

Su rami di rovo

gocce di denso sangue scorrono lente in file perlate.

Come rugiada mostrano, alla luce, riflessi di vita.

Nella notte si odono urla al loro interno.

Inesorabili cadono, una alla volta,

sostando un attimo sull’appuntita spina.

Nel bosco della madre queste echeggiano di lamenti,

nel maledetto, vermiglio, lago della vergogna.

Esse piangono bimbi, 

piangono sangue.

 

6 pensieri su “Stille…”

  1. E’ bella questa poesia, anche se commentarla, mi è difficile, ci sento dentro una vena di dolore che associo, non so perchè, agli ebrei, nei campi di concentramento, mi viene in mente questo spargimento di sangue innocente. E’ sicuramente una mia sensazione, ma è quella che mi ha suscitato la tua poesia. Colgo l’occasione per farti gli auguri di Natale. Ciao da Betta

  2. Non l’ho capita proprio… l’ho riletta più volte ma non ci arrivo… se ti va potresti spiegarmela?

  3. L’umanità si è evoluta, deviando dai veri sentimenti, ci siamo allontanati di parecchio dal nostro sano nocciolo emotivo originario. Nessun altro animale in natura, darebbe più attenzione ad un regalo, ad una buona tavolata o ad un viaggio sapendo che nel Mondo vi sono, giornalmente, migliaia di cuccioli della propria specie che muoiono per mal nutrimento o di sete. I bimbi nel Mondo sono il nostro futuro; il futuro dell’umanità. Ecco ch’io arrivo a dire che: è più probabile che piangano sangue rovi in un bosco che l’uomo prenda coscienza di ciò. (è l’ultima volta che spiego un mio scritto…) Buon Natale a tutti…

  4. Bella poesia come i fiori rari sui rovi, splendida poesia del rosso color vermiglio.

  5. Grazie maren ma penso tu ti sia sbagliata i poeti e le poetesse del sito non l’hanno capita, né presa in considerazione. E’ solo una stupidata, guarda meglio ci sono veri capolavori in giro…

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