Un elfo sotto l’albero

(Dalle favole di Michele e Sandra)

Polo Nord.

E’ un gran fermento nella Christmas Factory.

Babbo Natale ha perso la sua pacatezza e sembra davvero inquieto. Gli elfi lavorano instancabili, ma c’è tanto ancora da fare, fiumi di lettere arrivano in continuazione, fanno perdere tempo e mettono ancora di più agitazione, eppure le consegne vanno rispettate, gli elfi lo sanno bene e sono indaffarati a confezionare i regali, ma qualcuno è ancora in lavorazione.

Oltre alla confusione per la preparazione e la prossima partenza, c’è anche chi, peccando di protagonismo, invece di cercare di imparare, fa perdere tempo, pazienza e non solo, combina anche guai.

Shlimo un elfo che si crede indispensabile si è autonominato “aiutante di Babbo Natale”, forse perché è il più giovane, tanto che tutti gli altri invece di scontrarsi ogni volta con lui lo lasciano perdere, perdonando o tollerando quel carattere “impiccione” e “pasticcione”.

Questa volta, però, Shlimo ha deciso di realizzare il suo progetto ambizioso: vuole andare nel Mondo assieme a Babbo Natale per la consegna dei regali ed ha già escogitato un sistema che assolutamente funzionerà.

Quando gli altri compagni si accorgeranno della sua assenza, sarà troppo tardi.

Sul libro delle consegne ha letto che Mattia, un bimbo di otto anni, bravo e diligente, ha chiesto un robot con tutte le luci che cammina, avanti e indietro. E’ più o meno della sua altezza e quindi, nascondendo il robot, ha calcolato che dentro la scatola di legno, ci può stare benissimo, poi, durante il viaggio, rivelerà con la voce, la sua presenza a Babbo Natale.

Di sicuro, il Barbuto più conosciuto del Mondo, si arrabbierà, ma a quel punto, non lo potrà lanciare giù dalla slitta.

Ci siamo, finalmente, grazie agli elfi efficienti e laboriosi tutto è pronto.

Babbo Natale, strapieno di scatoloni parte con le sue renne a velocità da graffiare il cielo, lasciando grandi solchi bianchi al buio della notte.

Shlimo, silenzioso, inizia a pensare che forse è il momento di rivelare la sua presenza, ma si rende subito conto che qualcosa non va per il verso giusto, infatti, la scatola è bloccata e lui non riesce ad uscire.

Ma non si angoscia, anzi si addormenta.

Quando si sveglia sente un gran silenzio e nessun movimento…, ma per niente spaventato decide di attendere gli eventi.

Le urla di un bimbo felice lo svegliano di soprassalto: è Mattia che ha trovato la sua scatola con dentro il robot desiderato.

Mani piccole e frettolose aprono finalmente la scatola e con grande stupore di Mattia appare questo strano individuo che non è per niente somigliante al robot luminoso che tanto desiderava e meritava.

Mattia: – Ma questo non è ciò che volevo, avevo chiesto un robot, e non questo “coso”. Sono stato bravo, anche la mamma lo ha detto, cosa me ne faccio di questo pupazzo?-

Shlimo: – Sarà meglio non parlare, far finta di essere un inutile gioco, e speriamo di non essere scaraventato dalla finestra, il ragazzino è alquanto deluso, ma se sapesse … io sono come lui, so parlare e fare tanto altro.-

Mattia è un ragazzino sveglio e bravo a scuola. Prende subito carta e penna e scrive una lettera di protesta a Babbo Natale, menzionando l’ingiustizia.

Povero Babbo Natale, se sapesse…, Lui così attento ai pensieri dei ragazzi, sempre più stanco, ma sempre emozionato nella consegna, e continuamente a carpire idee attraverso i libri moderni per realizzare modelli piacevoli, all’avanguardia per tutti i ragazzini del Mondo, messo ora in discussione da un pasticcione che vorrebbe persino essere il suo aiutante in prima!

Passata la prima sfuriata, Mattia si gratifica con latte e biscotti, poi, lascia tutto in camera e corre ad imbucare la lettera.

Certo di essere solo, Shlimo ne approfitta per uscire dalla scatola, scorrazzare su e giù sulla piccola scrivania di Mattia e non solo…affamato, assaggia i biscotti ed il latte e in maniera anche abbondante, essendo queste cose nuove per lui. Si lascia anche sfuggire delle esclamazioni di gaudio, tanto da far arrivare alle orecchie di Mattia la sua vocina.

Mattia: – Ma chi c’è in camera mia? Ho sentito qualcosa…, ma che fine hanno fatto i biscotti? Il latte arrovesciato? Ma chi è stato?-

Guarda con sospetto il “coso” e improvvisamente gli parla: – Ehi, qui non ci sei che tu…, riesci a sentirmi, a capirmi? Non puoi essere stato che tu. Qui non ci sono né gatti, né cani, quindi dimmi chi sei, che già mi stavi antipatico, figurati ora…-

A Shlimo non rimane che uscire allo scoperto.

Shilimo: – Sono un elfo, mi chiamo Shlimo, e come dite voi?. ne ho combinata una delle mie, e questa volta l’ho fatta grossa. Babbo Natale, appena ne sarà a conoscenza, nonostante la sua generosità mi punirà e non mi farà più fare il suo assistente…, a noi non è permesso venire in questo Mondo, né tantomeno parlare con voi, o forse non si tratta di non potere, probabilmente voi non capireste…, ma nonostante tutto, io parlo volentieri con te, Mattia, certo, non sono il tuo robot colorato, ma parlo!

Mattia ascolta, poi improvvisamente, portandosi le mani alla testa esclama: – Mannaggia la lettera!-

Shlimo: – Che lettera?-

Mattia: – Ho scritto e, quel che è peggio, ho imbucato proprio poc’anzi la lettera di protesta a Babbo Natale, per il regalo inadeguato che ho ricevuto…, vieni con me, la dobbiamo recuperare, altrimenti i tuoi guai aumenteranno di gran lunga…-

Shlimo: -La fai facile tu, come faccio io a circolare per la strada, secondo te?-

Mattia: -La faccio facile, perché ho già pensato al come: al caldo dentro il mio cappotto, su una spalla e coperto dalla mia sciarpa, sarai invisibile, dai, dobbiamo fare presto…-

Shlimo: – Ehi anche tu però, ne sai di cose…-

L’impresa non si presenta per niente facile. La buca delle lettere è alta e il foro stretto. Shlimo, in spalla a Mattia prova e per poco non si infila dentro la buca proprio come una lettera…, poi la salvezza! Il postino! Arriva per togliere la posta.

In breve Mattia spiega all’uomo, che fra l’altro conosceva, perché nel quartiere si conoscono un po’ tutti, la sua necessità di recuperare la busta.

La lettera viene recuperata e subito stracciata. Adesso c’è da rintracciare, prima che riparta, Babbo Natale e soprattutto deve intervenire a favore dell’elfo, il che non sarà facile.

Nel frattempo dal Polo Nord gli elfi avevano già preso atto della scomparsa di Shlimo, ma non erano affatto preoccupati, immaginando quello che l’elfo aveva combinato. Bisognava però, in tutti i modi, avvertire Babbo Natale, se non altro per riportarlo a casa. Sorridevano, sotto ai baffi, alla meritata lezione che il piccoletto avrebbe ricevuto e così si misero subito in contatto con Babbo Natale.

Poche volte, Babbo Natale, aveva manifestato così apertamente il suo disappunto; era veramente arrabbiato e forse per questo, si notava tutta la sua stanchezza e lui stesso sentiva la pesantezza dei suoi numerosi anni.

Anche le renne erano stanche e fermatosi in un quartiere molto illuminato, si sedette cercando di pensare a come ritrovare l’elfo.

Mentre era così pensieroso, una scena colpì la sua attenzione, vide un ragazzino armeggiare ad una buca per le lettere che parlava da sé, ma era solo!

Pensò che i bambini erano sempre più “diversi” col passare degli anni, ma improvvisamente lo vide: era proprio Shlimo, arrampicato sulla testa del ragazzino.

Non ci mise tanto a capire che si era nascosto nella scatola di qualche regalo ed aveva già fatto amicizia col bambino. No, pensò, i ragazzi di oggi, sono uguali a quelli di ieri, l’amicizia nasce subito. Solo non riusciva proprio a capire cosa ci facessero ad una cassetta della posta.

Anche in seguito, pur chiedendolo, non lo seppe mai; Mattia, con la furbizia dei suoi otto anni, non parlò della lettera spedita, rintracciata e stracciata, bensì del nuovo amico che aveva iniziato il cenone di Natale dai biscotti e finendo con l’amicizia che un robot, per quanto scintillante di luce, non sarebbe mai stato in grado di trasmettere.

Mattia fece di tutto per parlare a favore di Shlimo, andando a “pescare” le attenuanti più fantasiose che ricordasse su ciò che aveva letto.

Non fu facile, ma la generosità di Babbo Natale è conosciuta nel Mondo, e vista la calda intesa fra i due, perdonò la “marachella” come un qualsiasi padre.

L’amicizia tra Mattia e l’elfo fu breve, poiché Shlimo ripartì assieme a Babbo Natale con la slitta e le bianche renne nel Mondo ghiacciato del Polo Nord. Ma ancora oggi che Mattia è padre di una bella bambina di cinque anni, ogni anno come aiutante di Babbo Natale, viene a trovare l’amico. Sono cresciuti, maturati, invecchieranno, ma il loro cuore no, quello rimarrà caldo e giovane, un grosso scrigno, depositario di una realtà che è il sogno di ognuno: far rimanere nel cuore, il fanciullo che è in noi.

 

12 pensieri su “Un elfo sotto l’albero”

  1. una bella favola di Natale, il Natale che ci ricorda i valori e le verità che spesso dimentichiamo.
    un bel regalo il tuo, per i bambini e non solo per loro.
    un abbraccio.
    buon Natale, Sandra.
    anna

  2. Sandra, hai creato una magia. Bella favola. Di nuovo Buon Natale. Ciao da Betta

  3. Grazie di nuovo Betta, anche a nome di Michele,
    sei sempre gentile e affezionata lettrice.
    Tante belle e buone cose per l’Anno Nuovo.
    Sandra

  4. La favola è piacevole, molto piacevole, per l’elfo attenta che può mordere. Buone feste a tutti.

  5. Molto bella e simpatica. Mi piace molto leggere i tuoi scritti li trovo nella loro semplicità molto autentici.
    Buone Feste!
    Raf

  6. Sono contento del successo di questa storia…! Grazie a tutti per i complimenti!
    Buon Natale!

  7. Complimenti per la favola… e tantissimi auguri a Sandra e anche a Michele. Un abbraccio.

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