Il dolce di Natale

Ci vuole pazienza per il dolce buonissimo che la mamma prepara solo per Natale.
Nessuna replica durante l’anno e per nessun’altra occasione, perché il giorno di Natale è unico, ha una sua magia e particolarità: è il giorno che dà compimento all’attesa, è il giorno della promessa che si avvera, è il giorno in cui gli uomini di buona volontà si riconoscono, ringraziano Dio e festeggiano il loro ritrovarsi e l’essere da Lui ritrovati.
Il pranzo di Natale ha questo significato: la famiglia si riunisce, si ricongiunge e rinsalda il sentimento di affetto che lega i suoi componenti i quali mangiano insieme e lasciano fuori di casa gli affanni della vita quotidiana, concentrandosi sugli affetti più cari, sull’attenzione reciproca.
La mamma disdegna i pranzi sontuosi, l’abbondanza sprecona, l’eccesso forzato.
I cibi che prepara sono negli anni sempre gli stessi.
Nessuno dei commensali si chiede cosa ci sarà in tavola a Natale, perché ha in cuor suo la certezza della consuetudine, la garanzia dell’abitudine che si ripete costante nel tempo.
Amerà e apprezzerà la discreta varietà del cibo e ricorderà per un anno intero quel dolce che  corona il pranzo del giorno a cui è dedicato.
E’ una ricetta semplice con pochi ingredienti essenziali: le uova, lo zucchero, il torrone, il cioccolato e la panna.
Anche il procedimento è semplice, ma come è stata paziente l’attesa, così deve essere accurata l’esecuzione.
Il giorno della Vigilia la mamma si arma di grattugia e tritura finemente la stecca di torrone.
Non ricorre al tritatutto meccanico, perché le sembra di non mettere sufficiente impegno nell’esecuzione del dolce.
La stessa cosa avviene per la tavoletta di cioccolato fondente che non deve liquefare.
In contenitori diversi sbatte tre tuorli d’uovo con lo zucchero, tanto quanto ne serve per fare un composto dorato, soffice e spumoso; quindi monta a neve i tre albumi e infine mezzo chilo di panna da montare.
Poi fodera uno stampo e lo cosparge con un po’ del torrone già frantumato.
Con maestria, a questo punto, mescola in una terrina tutti gli ingredienti – zabaione, albumi, panna montata, torrone e cioccolato – badando bene che i movimenti siano lenti, accurati e che non facciano smontare il composto.
E’ fatta.
Prende lo stampo e lo pone in freezer.
Il dolce sarà pronto per il mezzogiorno del giorno dopo e servirà a concludere il pranzo di famiglia.
Una fetta di panettone e il semifreddo al torrone della mamma.
Tutti sperano nel bis.
L’attesa poi sarà lunga: un anno intero prima che torni Natale.

 

4 pensieri su “Il dolce di Natale”

  1. Natale é la festa della famiglia, dove ci si ritrova, si chiacchera con tranquillità intorno ad una bella tavola, si mangiano cose buone, dolcetti e frutta secca e tutto viene meglio. Il semifreddo al torrone poi…., grande libidine, glicemia permettendo…
    Buon Natale cara Anna e…arrota i denti.
    Sandra

  2. E’ proprio così, il Natale è la festa delle tradizioni ed è anche vero che il menù natalizio si ripete sempre lo stesso. Così come per un milanese è impensabile il Natale senza panettone, allo stesso modo per un calabrese è impensabile un Natale senza torroni, “pitte”, baccalà, zeppole e chi ne ha più ne metta.
    Sto già male solo a pensarci, ma in fondo poi bisogna aspettare come giustamente dici altri 365 giorni. Uno sforzo allora possiamo farlo!
    Buon Natale e non esagerate!!! 😀
    Con simpatia
    Raf

  3. cari Sandra e Raf,
    grazie per aver apprezzato il mio testo, che potrà sembrare di una semplicità sconvolgente, ma è quello che volevo fare e cioè parlare della bellezza della normalità degli affetti, del ritrovarsi perchè ci si vuol bene e del significato del volersi bene.
    un abbraccio a tutti.
    ciao, Luca.
    Buon Natale!
    anna

  4. Cara Anna, hai ragione, Natale è la festa che riunisce tutti, e tutte le difficoltà sembrano più facili da superare, si respira una bella atmosfera, anche se si mangia troppo, a proposito, quel semifreddo al torrone, dev’essere una prelibatezza, lo proverò senz’altro, non sembra molto complicato. Grazie della bella lettura e buon Natale. Ciao da Betta

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