Non ci sono mai stata

A volte capita che per quanto tu possa interrogarlo il cielo non risponda. Iris si svegliava ogni mattina di buon ora – questo è importante- e con il suo computer portatile si accasciava sulla spiaggia mentre l’acqua la osservava indifferente. La pagina davanti ai suoi occhi era completamente bianca, talmente candida da costringerla a sprofondare il pugno nella sabbia e gettarla all’aria con dolore e ripugnanza. Essere sola al mondo non rappresentava per lei un problema ,si ripeteva sempre che interagire non costituisse assolutamente un traguardo necessario per l’uomo. Quella pagina immacolata e immacolata e così troppo immacolata le ricordava, però, che non poteva uscire di casa senza portarsi appresso il suo flaconcino. Non poteva più essere come quando era bambina e le bastava infilare le dita nella federa del cuscino per trovare sollievo. Sollievo. Ormai nascondere piccoli tesori all’interno di porzioni di muro dimenticate non le dava più ispirazione. Ispirazione. Mettersi a testa giù per osservare il mondo non l’aiutava a capire. Capire. Il tempo scorreva inesorabile e più lui scorreva più lei sentiva la vista affaticata e si portava le mani sugli occhi, massaggiandoli per riuscire a mettere a fuoco. Mettere a fuoco.
Mise da parte il computer e a gattoni raggiunse la riva. Mentre una lacrima le solcava la guancia. Perché viveva solo di cose passate eppure quel passato a cui tanto anelava non l’ aiutava ad affrontare il presente. Immerse la mano nell’acqua e osservò i raggi del sole che tentavano di raggiungerla. Le sembrava di scorgere, tra mille gocce di azzurro, un uomo e una donna con gli occhi bendati che si davano le spalle. Cancellò quella rappresentazione frutto della sua immaginazione e si passò la mano bagnata sul viso, per confondere le lacrime del mare con le sue. Quanto tempo occorreva per imparare a vivere? Come poteva pensare che gli altri potessero comprenderla, se lei per prima non si ascoltava più! Si levò il vestito e una volta nuda prese a rotolarsi tra la sabbia cocente; quando i suoi occhi furono al cielo cercò di sfidare le nuvole, ma non riusciva a trovare una forma nemmeno per esse. Quale amara consolazione a volte è stare con i propri pensieri. Tornò indietro sui suoi passi quasi del tutto consumati, prese in mano il flaconcino, lo rovesciò a terra e ne fece un piccolo castello di sabbia…

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