Eventi
anna Gennaio 12th, 2009
E cammino
così
tra speranze deluse,
sogni derisi.
Odo
grida e lamenti,
scuse e difese
di sordi
che ascoltano,
di muti
che parlano.
Giustizia
invocata
dorme
in anfratti nascosti,
celata
ai sospiri,
ai singhiozzi,
alle urla,
ai motteggi.
Ed io,
a questa finestra,
che affaccia
sul vuoto,
sconsolata
Ti chiedo:
“Quando
hai cominciato
ad abbandonarci?”


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E’ una domanda che gira in testa a molti, senza purtroppo nessuna risposta.
Anche Lui, però si domanderà:
quando smetterà la vostra sete di potere, il vostro egoismo a discapito di vostri molti simili innocenti?
Bella poesia degna di tante riflessioni…
Ciao.
Sandra
Ciao Anna, complimenti per la poesia.
Una domanda che spesso ci si pone soprattutto quando a soffrire sono i bambini, ma forse una risposta c’è: credo che non sia lui ad averci abbandonati, ma è l’umanità che non ascolta più la sua parola, perché se l’ascoltasse non provocherebbe guerre e dolori.
Ancora complimenti, brava.
Cara Anna,
è uno scritto perfettamente adattabile a diverse situazioni;
è la presa di coscienza che in pochi riescono a fare propria.
E’ la visione purtroppo cruda di questa realtà.
Bella.
Un caro saluto. QS-TANZ.
Intensa e profonda.
Bella.
Grazia
Cara Anna,
non è Lui che ci ha abbandonati, siamo noi ad averlo abbandonato. Il resto è solo una conseguenza.
Bella poesia.
Mary
Una poesia con un ritmo preciso, senza inutili sbavature. Il tema toccato è stato, è e sarà sempre attuale proprio perchè viene negata la risposta che può essere cercata solo dentro di noi. Loredana
Mi chiedo cosa pensi Lui nel vedere a che livelli di bassezza la nostra umana imperfezione ci ha condotti…
Un abbraccio
Katia
Ciao Anna, molto bella la tua poesia, scritta con molta sensibilità, lascia lo spazio a molte riflessioni. Ciao da Betta
Carissimi,
credo che la vita di tutti, anche quando ne rifiutiamo il senso, segua il filo della Provvidenza.
in questo sono stata educata e in questo confido.
ma quando mi trovo a riflettere sull’imbecillità umana, mi chiedo perchè un colpo di spugna miracoloso non possa risolvere tutto una volta e per sempre.
è il mio peccato, lo riconosco.
è allora che mi sento abbandonata.
vorrei poter cambiare le carte e ricominciare il gioco.
ma so che non si può.
mi rendo conto che non vedrò mai la soluzione.
ma lo sconforto mi assale.
e mi torna in mente quel grido che non ricevette risposta e che non riceverà mai risposta.
perchè la libertà di essere imbecilli è purtroppo connaturata alla nostra stessa natura.
grazie a tutti voi che mi leggete.
anna
Bellissima.
Grazie, Maren, per esserti soffermata e per aver apprezzato.
Ciao.
anna