Contrasti

Il tuo fantasma non mi dava tregua,

sono scappato al mare.

Vento, freddo e sabbia negli occhi.

Pochi goffi passi poi, pensieri di guerra.

Ho preso a calci tutto ciò che incrociavo,

lattine, gusci, rami già spezzati e

ho pianto forte, ho pianto ancora, disperatamente;

fino alle convulsioni chinato su me stesso.

All’orizzonte alcune piccole luci: le stelle.

Sotto era mare, lo sapevo.

Nero il punto d’incontro, come l’inchiostro, come il nostro.

Non ho saputo abbandonarmi al cielo, né al mare.

Li ho pregati entrambi, affinché mi dessero un segno, niente.

Dopo averli maledetti, mi sono lanciato in una corsa,

una strana corsa con forti urla, come una follia…