La crisi economica

L’esasperante crisi economica costrinse i governi a decurtare i finanziamenti alla Sanità, così il disagio ricadde massicciamente sui cittadini. Le strade si affollarono di barbieri disposti ad operare piccoli interventi chirurgici previo modico compenso, di sarti armati di ago e filo per richiudere le parti lese, ma soprattutto di becchini e di impresari di pompe funebri. Costretti ad arrangiarsi, i napoletani riscoprirono gli antichi mestieri onesti di una volta, naturalmente adattati al contesto moderno: il contrabbandiere di sigarette, l’usuraio, il venditore d’aria del Vesuvio, ecc.

La mancanza di liquidità monetaria trovò perciò riparo momentaneo nel baratto di beni di consumo con organi. Questa soluzione riportò temporaneamente la situazione come ai tempi del governo Prodi, cioè la frutta ritornò a costare un occhio della testa, gli operai poterono nuovamente aspettare i saldi con il cuore in mano, i fumatori continuarono a pagare le sigarette con i propri polmoni e, in caso di versamenti di sangue, i malati e gli anziani tornarono a non arrivare alla fine del mese.

Impegnato in una amena passeggiata sul lungomare con l’amico e collega Marco Spagnoli, scrupoloso ingegnere e fedele amico, attirato dall’aroma di caffè proveniente da una lussuosa baracca nei pressi, mi proposi di offrirgli la tostata bevanda.

L’umanissimo proprietario, desideroso di trattare al meglio il cliente, aveva allestito un’attrezzata sala per la riscossione, così all’atto del pagamento fui riverito da specialisti. Mentre mi prelevavano due litri di sangue, il giusto compenso per due caffè, fui assistito con laboriose cure e omaggiato addirittura di un bicchiere d’acqua.

Il mio caro accolito, offertosi di affiancarmi nella delicata operazione, improvvisamente si accasciò al suolo, turbato dalla vista del plasma. Rinvenuto dopo la somministrazione di una bibita zuccherata, esageratamente pagata con due litri e mezzo di sangue, mi confidò il motivo del mancamento: -Sai, sono stato cresciuto da mio padre, il principe Antonio di Spagna, e da mio zio, il cardinale Francisco Porzio, con valori assai saldi, come un perfetto aristocratico: così adesso mi infastidisce la vista del denaro!

 

4 pensieri su “La crisi economica”

  1. Mi è piaciuto molto, ti fa sorridere su un argomento così complesso e anche delicato dei giorni nostri. Ironico al punto giusto! 🙂

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