Quella sera avrei voluto sussurrarglielo

Quella sera avrei voluto sussurrarglielo, dirle quanto le volevo bene.
Ma non potevo. Lei stessa mi aveva intimato di non farlo mai più.
Non capiva cosa significasse lei per me. Questo mi aveva gridato in faccia. Con le lacrime agli occhi. Quelle lacrime che le solcavano le gote fino ad entrarle in bocca. Ed il dolore che le provocava il gusto del sale la faceva urlare. Agitando le mani con il palmo rivolto a sé stessa quasi a volermi stringere tra le sue braccia, ma cercando nel contempo di respingermi con le sue parole.
Perché mi ostinavo a non volerle dire “Ti amo”. Dirle che le volevo bene non bastava più. Non le piaceva. Si vuol bene ad un amico, ma non ad una ragazza che ti dona sentimenti ed emozioni: questo mi diceva. 
Sosteneva che non capivo. Aveva ragione. Non capivo cosa fosse l’amore.
Ma cosa vuol dire amare una donna? Vuol dire che ti piace perché ha delle lunghe gambe affusolate, un sedere da urlo ed un seno che vorresti sempre sentirti addosso? La ami quando non riesci a staccarle gli occhi di dosso e vorresti baciarle la bocca per tutto il tempo? Quando tu la inviti ad uscire con te, lei si nega trovando la scusa più banale che possa venirle in mente in quel momento e tu vorresti scoppiare a piangere proprio lì di fronte a lei?
Si prova amore nel momento in cui lei si aggrappa a te mentre passeggiate per vie romantiche e ti poggia dolcemente il capo sulla tua spalla sospirando e tu provi un brivido dentro di te ed una strana sensazione che viaggia sulla tua pelle lungo tutto il corpo?
Quando ti accorgi che ti fissa continuamente con i suoi occhi celestiali e ti senti l’unico maschio sulla faccia della terra?
Se non la vedi da tre giorni, credi di morire e sospiri continuamente sperando che almeno si faccia sentire per una qualsivoglia banalità: è questo l’amore? Aspettare sotto casa sua per ore che esca e poi far finta che passavi di lì per caso, la saluti e te ne vai via subito?
E’ amore controllare con la coda dell’occhio se lei ti guarda, poi, avendone la certezza, voltarsi nella sua direzione, osservarla un attimo proprio dritta negli occhi accennando un sorriso e poi distogliere subito lo sguardo? Se il tuo cuore palpita forte forte vicino a lei, provi amore?
Parlarle balbettando continuamente, poi d’un tratto non sapere più cosa dire e fare silenzio per minuti con lo sguardo perso nel vuoto, preso dal terrore perché “chissà cosa penserà ora di me”? Far finta di aver capito quello che ti ha detto perché non hai il coraggio di chiederle di ripetere un’altra volta ed ammettere che sei sordo oppure semplicemente pirla?
Ma poi, quanto dura questo amore? Giorni, mesi, anni, l’eternità?

Cosa avrei potuto dirle in quell’occasione? Per farla felice, le ho sussurrato “Ti amo”. Gliel’ho detto abbracciandola e percependo il suo tremolio addosso a me. Ho sentito l’umidità delle sue lacrime sulla mia pelle. Singhiozzava e mi stringeva forte. Ho provato il desiderio tremendo di baciarla. L’ho fatto. Le ho preso il viso tra le mani e mi sono dedicato alle sue labbra, sentendo anch’io il sale sulla lingua. Coi pollici lungo i suoi occhi bagnati, le ho tolto le ultime tracce del mascara. Aveva gli occhi lucenti come l’orizzonte dopo il diluvio. Tremavano anch’essi. Ed io sentivo quel tremore entrare in me e scuotermi il cuore, lasciandolo oscillare a destra e a sinistra, in alto e in basso. Poi, con uno slancio, è salito definitivamente verso l’alto e si è fermato nella mia gola, quasi non riuscisse ad oltrepassare una cavità così stretta. Allora ho cercato di spingerlo nuovamente verso la sua posizione, deglutendo, ma invano. Era forse questo il motivo per cui ho sentito una goccia scendere nella cavità nasale ed una forte sensazione di bruciore agli occhi, mentre questi si inumidivano e la mia vista si appannava. Sono tornato ad abbracciarla ed ho lasciato che il suo maglione si bagnasse sulla schiena.
Avevo mentito dicendole “Ti amo”, perché non sapevo cosa volesse dire amore. Ma, chissà, forse lo potevo provare anch’io. 

 

17 pensieri su “Quella sera avrei voluto sussurrarglielo”

  1. Bello, semplicemente bello, mi è piaciuto molto leggerlo, complimenti. Ciao da Betta

  2. Complimenti, ho letto questo racconto tutto d’un fiato, emozionandomi.

    P.S. ho letto il tuo profilo, abbiamo in comune l’amore per il teatro.
    Grazia

  3. Senti… io mi sono commossa… cosa dirti di più… anche perchè non sempre gli uomini riescono a descrivere così l’amore o meglio a riconoscerlo dentro se stessi senza aver paura… se togliamo l’amore cosa ci rimane?
    Grazie per avermi emozionato…

  4. Posso solo dirti che non le hai detto una bugia ma una gran verità… lascia stare quanto può durare, in questo momento la ami e leggere la descrizione che fai dei tuoi sentimenti è qulacosa di fantastico perchè difficlmente un uomo si apre così tanto… io sto provando solo adesso con la persona con cui sto costruendo un futuro cosa vuol dire amare e credimi sono due anni e ogni giorno mi sembra di amarlo di più… anche nei momenti difficili e di discussione sarà proprio l’amore che ti farà arrabbiare con lei ma poi ti farà fare la pace più bella del mondo…

  5. Verde16, in effetti se ci priviamo dei sentimenti che ci fanno tremare (compreso quello per il teatro, vero Grazia?), allora che viviamo a fare?
    Credo non sia atipico per i maschi provare questo tipo di emozioni, ma renderlo pubblico ti rende probabilmente più fragile agli occhi dei tuoi “simili”… E la fragilità non è poi vista come debolezza? Non è forse più “conveniente” parlare di calcio?
    Un grazie sincero a tutte (visti i commenti esclusivamente di parte femminile) per le belle parole.

  6. Sai, a volte penso sempre a cosa sia l’amore per i ragazzi… e, il più delle volte, mi accorgo di non saper rispondere… ti fa piacere se ti dicessi che mi hai risposto tu, con questa storia? Grazie, anche se fatto involontariamente. E… un’ultima cosa: lascia stare tutto, il tempo, lo spazio… non voglio fare la saputa, ma quella ragazza la ami davvero, non hai mentito a nessuno! Di nuovo grazie…
    Irma

  7. Racconto decisamente struggente. Che bello vivere un attimo, una storia così… peccato non provare mai emozioni così forti.

    G.B.U.

  8. Emozionante, scritto in modo semplice e fluente. Complimenti, sembrava davvero di sentire quel brivido e quell’emozione di un uomo che si cimenta a capire e a vivere l’amore.

  9. Bello! Scritto davvero bene!! La visione dell’amore da parte di un uomo mi ha fatto riflettere in un certo senso… e poi è una visione che credo abbia un ragazzo che non si decide a dire alla sua ragazza che davvero la ama tantissimo. Lui non ha mai detto le parole “ti amo” perché non è mai stato certo di aver provato questo sentimento. Ma anche lui ha le stesse paure di questo giovane. Baci
    mary g

  10. Il racconto è fluente e comprensibile, ma non tratta d’amore.
    Il tema è l’innamoramento: è ben diverso.
    Perché ci sia amore, ci devono essere l’intimità, la passione e l’impegno.
    Se è vero che le parole creano la realtà, dire “Ti amo” è un accettare un progetto condiviso con l’Altro.
    Due adolescenti si comportano come i protagoniosti della storia: lei capricciosa e volubile, lui insicuro e veramente poco uomo.
    Se è autobiografico, come qualcuna ha ipotizzato, sarà probabilmente riferito al passato dell’Autore.
    Molly

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