Le possibili conseguenze del russare come un contrabasso

Matilde e Arturo: una coppia di coniugi alle porte dei settant’anni. Insieme da una vita, esattamente da cinquant’anni. Un bel record di questi tempi. Due figli maschi sposati e loro ancora insieme in un bell’appartamento di quattro stanze al primo piano vicino al centro della città.

Matilde aveva alcune amiche sposate in seconde nozze, vedove o divorziate, e ancora non riusciva a capire come avessero potuto rifare quel passo, anche se sublime, una seconda volta.

Lei ripeteva spesso: la convivenza é già difficile là dove due persone si sono conosciute da giovani e sono poi cresciute assieme imparando a superare le salite della vita, ma a metà strada proprio, ricominciare da capo con uno quasi sconosciuto, penso sia veramente follia! Ci sono le abitudini, che sono lacci strettissimi a cui non rinunceremmo mai…, no molto meglio stare da soli o… lasciando tutto clandestino…, meglio, molto meglio.

Nel frattempo curava la salute del suo Arturo, perché sola proprio non sarebbe stata capace di stare. Lei aveva messo la sua vita nelle mani di un uomo che aveva scelto spontaneamente, ma aveva osservato bene che avesse un’ottima manualità, dal momento che, pur essendo una brava lavoratrice all’epoca e sapiente cuoca, ahimé, non era capace di avvitare neppure una lampadina, né aggiustare un elettrodomestico!

Arturo la prendeva simpaticamente in giro dicendole: “Guarda, se si dovesse guastare qualcosa, per favore non toccare niente, faresti solo maggiori danni. Cosicchè, quando ciò accadeva, Lei, al rientro a casa del marito, faceva la lista delle cose da aggiustare.

Il problema nacque quando Arturo trasformò il suo sonno rumoroso, nel russare come un contrabasso.

All’inizio Matilde, molto infastidita, gli chiedeva di voltarsi dall’altra parte, oppure batteva leggermente la sua mano sul braccio di Lui o, quasi fuori di sé per il nervosismo e la stanchezza che si impadronivano di Lei, si sedeva sul letto chiamandolo a voce alta.

Arturo non é che avesse una grande pazienza e non era neppure un uomo disposto a mettere quei cerotti venduti in farmacia per non russare, anzi le rispondeva che voleva dormire e che non lo disturbasse.

Le donne, quasi tutte, sicuramente quelle della generazione passata, sono delle grandi mediatrici.

Mediare é un’arte raffinata e quasi sempre fa centro e risolve il problema. Le giovani donne di oggi dovrebbero coltivare questa arte necessaria per il vivere bene, oltre al buon senso, ovviamente.

Non riuscendo a dormire per svariate notti, rinunciando a chiamarlo e quindi ad innervosirlo, Matilde cercò di dormire sul divano pittosto grande. Sì, il divano era pure comodo, ma per il riposino pomeridiano, non per dormire tutta la notte ed alzarsi poi al mattino con la schiena indolenzita ed il torcicollo. Ben presto decise che nella cameretta adiacente la loro stanza avrebbe messo un letto ad una piazza e sarebbe andata a dormire lì. Ma non fu così facile. Non le piaceva l’idea, si sentiva sola e oltretutto udiva ugualmente russare nella stanza attigua. Pensò per un attimo di soffocarlo col cuscino, tanto non ne poteva più di quel rumore assordante nel silenzio della notte. Andava avanti con le tisane che conciliavano il sonno, ma, appena appoggiata la guancia sul guanciale, ecco la sinfonia! No, non andava bene neppure il soffocamento; non avrebbe retto la convivenza con la sua coscienza.

Poi, un giorno, lesse la pubblicità ed ebbe la visione di Morfeo con le braccia aperte!

Una nuova Ditta pubblicizzava delle cuffie in lattice a forma di orecchie che venivano applicate come ventose e da cui il silenzio assoluto era garantito. Era un foglietto colorato attaccato al tergicristallo della macchina, col numero telefonico di un cellulare e la prova veniva fatta, dietro appuntamento, a casa.

Matilde afferrò il suo cellulare, chiamò e prese un appuntamento per il pomeriggio stesso.

Si presentò una ragazza molto carina ed educata, probabilmente una studentessa, pensò Matilde, e dopo un po’ di convenevoli, le orecchie di Matilde erano foderate in lattice. Silenzio tombale, anche troppo. Se Matilde non avesse avuto la vista, non sarebbe stata in grado di sapere cosa succedeva in casa sua.

Il prezzo era piuttosto modesto e Matilde acquistò il prodotto.

Per una settimana dormì come un pupo, non sapeva neppure se suo marito era nello stesso letto e la mattina si svegliava fresca e allegra come una bimba. Ottimo acquisto pensò. Faceva colazione da sola, perché Arturo si alzava presto, andava a prendere il giornale fermandosi per un caffé al bar e poi la raggiungeva lasciandole il quotidiano.

Povera Matilde! Quella mattina, la tazzina di caffé si rovesciò sul tavolo di cucina, perché un trafiletto riportava l’arresto della signorina che subito Matilde riconobbe e di altri due tipi.

I manigoldi, vendendo gli apparecchi, facevano poi visita la notte nelle abitazioni, scegliendo quelle più semplici da aprire approfittando del sonno degli anziani e della loro sordità dovuta all’oggetto dell’inganno.

Matilde decise che era meglio stare all’erta, anche se ormai loro erano finiti dove danni non ne potevano fare. Dopo tutto era meglio sentire i rumori della casa e quelli di Arturo; soprattutto pensò a quando suo marito avrebbe collegato il suo strano apparecchio con la vicenda riportata sul giornale…; l’avrebbe sicuramente presa in giro per la sua ingenuità… Si rassegnò: non lo avrebbe più utilizzato il suo paraorecchie magico e suo marito avrebbe continuato a russare.

Pensò alle sue amiche riconiugate con un uomo nuovo: “Per carità, si disse, quando ci si sposa una volta nella vita, basta e avanza”.

 

18 pensieri su “Le possibili conseguenze del russare come un contrabasso”

  1. A parte il racconto che molte persone avanti negli anni diranno di apprezzare per l’esperienza condivisa e in sè devastante (ho un marito che russa e un gatto che ronfa: peggio di un concerto di oboe e contrabbasso!), mi piace la chiusa: “quando ci si sposa una volta basta e avanza!”, perchè mi hai ricordato la mia nonna che diceva: “se è andata bene, custudisci il ricordo, se è andata male, evita un nuovo errore”.
    Sai che c’è?
    Che bisogna essere capaci di vivere con se stessi
    e per alcuni/e la cosa è faticosissima…
    anna

  2. Brava Sandra! Un bel racconto, di questi tempi è bello leggere di un amore che dura tutta una vita.
    Lucia

  3. Cara Sandra, so che sarai sorpresa nel leggermi qui.. ma volevo farti un regalo!

    Personalmente credo che l’uomo e la donna non siano fatti per vivere tutta una vita insieme..
    e perseverare anche quando non si dovrebbe è solo infliggersi una grande pena e votarsi all’infelicità..

    Conosco coppie di anziani che diresti apparentemente felici e che invece si odiano profondamente.

    Lei non sopporta più il suo rigirarsi nel letto, la luce accesa prima di dormire, il flaconcino di Fluibron per la bronchite, il suo insopportabile russare notturno, quel pontificare su tutto, il suo disordine, l’incazzatura quotidiana perchè in tavola non c’è il suo bicchiere preferito, quel suo osceno appisolarsi in poltrona tutte le sere davanti alla TV, i piedi appoggiati sulla sedia e i calzini che penzolano scomposti per metà, il denaro che avrebbe voluto e che non ha avuto perchè lui non ha osato di più nella vita.

    Lui, invece, odia i suoi rimproveri, la voce roca ed urlante, i suoi capelli lunghi e unti, quel suo essere sempre così misurata, controllata con gli altri, il suo essere finta ed ipocrita e il sesso..finito da almeno 25 anni, i suoi mal di testa programmati, le bugie e i piccoli dispetti che la fanno sentire ancora viva..

    Lo so, è difficile dirlo..ma, credimi, quando uno dei due passerà a miglior vita, per l’altro sarà una benedizione..

    Penso che l’amore non debba mai piantare radici.. inesorabilmente con il tempo inaridiscono..
    E poi c’è anche un altro modo di amare, questo si senza età..che può durare tutta la vita.

    E’ quello che vive lo spazio di un momento, che prende alle donne solo quello che loro vogliono e possono concedere, senza pretese.
    Puoi allora trascorrere settimane intere in loro compagnia senza nemmeno sfiorarle. Solo per il gusto di parlare e stare insieme. Oppure puoi liberare la passione e godere del sesso con tutta la libertà e la dolcezza di cui sei capace…

    Spero di invecchiare nutrendomi di questo amore… e vivere la vita come in un libro di racconti, in cui brevi storie tutte diverse si frantumano e si ricompongo fino alla fine..

    Ti ho letto con piacere.. si sente che sei una persona autenticamente buona..

    Ciao.

    f.

  4. La scrittura, seriosa, riflessiva, impegnativa, divertente, comunicativa, tutta, non ha importanza che arrivi al lettore nella chiave dell’autore, bensì che abbia trasmesso, a chi legge, un’emozione, o un ritrovamento di se stesso, che per un attimo abbia foderato il proprio interno.
    Grazie Anna, grazie Lucia, Un abbraccio.
    Sandra

  5. X Frank
    Carissimo, una vera sorpresa leggerti.
    Grazie per il -buona-, che francamente penso proprio di esserlo, ma non solo, ti confesso di essere pure -vanesia-, in quanto, quotidianamente, mi cospargo di crema dal viso ai piedi e non faccio mancare nulla ai miei capelli, da sempre. Mi sto pure organizzando per un probabile futuro rimbabimento, onde poter essere sempre ordinata come lo sono stata nella vita.
    Quello che ho letto dal tuo commento sulla vita coniugale mi ha spaventata e non poco, é da “pistola alla tempia”.
    Credo che ci sia svariati tipi di -amore- dall’età verde, all’età grigia-, dalle farfalle nello stomaco, all’amore-affetto di due anziani coniugi. Credo però che in tutto questo, la componente essenziale, fondamentale, sia il -rispetto-. Senza quello può succedere quello che tu hai visto.
    Ci sono poi emozioni grandi e passioni vere che accompagnano la nostra vita fino alla sua chiusura, ma che forse, vanno anche oltre quella;
    queste, non hanno niente a che vedere con la chimica, le si trova in un cielo perfettamente azzurro, come nella potenza di un temporale estivo, o nell’eleganza del volo di un rapace, come nel merlo grassoccio che staziona nel mio giardino, o fra i rami degli alberi scheletriti o in fiore.
    E’ importante saperlo vedere, apprezzare, coltivare, catturare e conservare nel cuore, e qui, l’età proprio non ha nessuna importanza.
    Hai visto Frank, da un raccontino divertente ed ironico dove siamo andati a finire?
    Un caro saluto e grazie di esserti fermato.
    Sandra

  6. Molto divertente… almeno fino ad ora, magari tra qualche anno, mi ritroverò nella stessa situazione di Matilde e piangerò invece di ridere.
    Un caro saluto, Grazia

  7. caro Frank,
    dall’alto dei miei sessant’anni, confesso che hai terrorizzato anche me.
    da un raccontino ironico e divertente siamo arrivati alla disperazione della demenza senile.
    penso che se alla base di una vita in due c’è solo l’attrazione del momento, che non deve essere necessariamente fisica, ma interessi momentanei, allora posso comprendere che finito questo tipo di condivisione, ognuno si senta di andare per la propria strada; se, invece, c’è tutto il resto oltre il momento, non sarà una russatina che distrugge tutto.
    e poi ci sono le camere separate, personali.
    quando io voglio, leggere, scrivere, studiare, lavorare a maglia, fare il sudoku, spesso me ne sto per i fatti miei.
    raccapriccianti calzini e sporcizia, mai!
    a che servono le badanti?
    quello di cui parli è demenza e allora bisogna fare PRIMA un patto col Padreterno…
    e colpirebbe nel mucchio, non nel gruppo di chi condivide la vita soltanto.
    dimmi la verità: sei molto giovane e non hai ancora trovato chi ti possa indurre a fare quel salto nel buio che si chiama amore totalizzante?
    un abbraccio a tutti e a te Frank in particolare l’augurio di trovare non solo chi amare, ma soprattutto chi ti corrisponda e nutra per te non solo amore ma anche affetto.
    è un’altra cosa.
    ciao
    anna

  8. Mia cara Anna, non è nelle mie intenzioni cercare di convincere nè terrorizzare alcuno.. le mie sono considerazioni personali che esprimo solo perchè il pezzo di Sandra me ne ha offerto l’occasione..

    E d’altro canto so perfettamente che le mie non sono leggi cosmiche valide universalmente e che esiste anche un’altra faccia della stessa medaglia..

    Tuttavia quando dici ” è un’altra cosa” sbagli.. perchè fai coincidere la tua cosa con quella degli altri.. concettualmente un errore.. sia pure in buona fede..

    Prendi me, ad esempio.. c’è un concetto che mi ha sempre affascinato, fin da bambino: l’estraneità.
    Mi piaceva stare con gli altri, ma non sino al punto di stabilire un forte legame o uno stretto rapporto affettivo o meglio, era così travolgente e repentino che ci si scambiava tutto nel breve volgere di un incontro. Poi mi allontanavo, alla ricerca di altro..

    La mia vita è così trascorsa nella ricerca di “estranei”..cioè di chi non ti appartiene, di chi non si appropria della tua anima, ma sa ascoltarti e ti capisce meglio di chiunque altro.
    Con il sesso femminile questa ricerca di perfezione ha prodotto il massimo del risultato, forse perchè le donne sono più inclini all’ascolto e hanno una sensibilità fuori dell’ordinario.

    Brevi storie, ma intensissime, hanno costellato la mia esistenza. Di ciascuna mantengo vivo il ricordo anche quando ripenso al distacco e alla sofferenza che procurava.

    Non avrei mai potuto innamorarmi della mia compagna di scuola, di un’amica, di una collega di lavoro.. no mai!! Invece mi affascinavano le donne che il caso o la fortuna mi faceva incontrare..la cassiera del supermercato, l’infermiera dello studio medico, la consulente esterna venuta per un corso di formazione..tutte donne molto lontane da me e dalla mia vita..

    Non ho mai voluto indagare il cuore delle donne. Non fa per me addentrarmi nei loro intimi pensieri nè ho mai chiesto loro di svelarmi i segreti che albergano nel loro cuore.
    Mi è sempre bastata una parola, uno sguardo, un sorriso, un abbraccio, l’amore di una notte..

    Quando la vita mi ha concesso la gioia di un incontro ho dato tutto il mio amore in una volta sola scambiando il mio mondo con il loro in punta di piedi, eppure ogni volta il sentiero della conoscenza si spalancava in tutto il suo splendore..un mondo pieno di luce, un’intimità vera, sincera, nuda..una tenerezza infinita.

    Questa è “la mia cosa”.. poca cosa, forse..per me tutto!

    Ciao!

    f.

  9. Ognuno di noi può solo “regalare” la sua verità, che a volte coincide con quella di altri, a volte ne é addirittura l’opposto o molto diversa. La cosa più importante é la propria serenità, lo star bene col proprio “Io”, ed é questa, almeno per me, una delle poche certezze della vita.
    Mi é sembrato di stare al caffé letterario.
    Ancora grazie.
    Sandra

  10. è questo che mi affascina della vita e dello scambiare opinioni: vedere come ognuno si pone davanti alla realtà, ai pensieri, ai sentimenti, alla fantasia e vive e interpreta a suo modo il tutto.
    lungi da me fare proselitismo, ma mi piace vedere come il mondo si muove, nonostante me.
    ciao Frank, nel mio piccolissimo anch’io sono un lupo solitario.
    ciao a tutti.
    a

  11. Complimenti Sandra , questo racconto è davvero molto divertente , scorrevolissimo e ben scritto. Conosco molto bene quel russamento forte ed insopportabile , io oramai , mi sono dovuta arrendere all’idea di dormire in camere separate perchè quel tormento ogni notte non mi faceva chiudere occhio e siccome per la nostra salute personale è importantissimo un buon riposo notturno , sono arrivata a questa conclusione. Per quanto riguarda l’argomento separazione e inizio di una nuova vita con un’altra persona , penso che bisogna trovarsi in queste situazioni che portano a queste dolorose decisioni per capire veramente lo stato d’animo , perchè la sensazione di paura dell’ignoto credo sia forte per chiunque e non solo nel pensiero della protagonista del tuo racconto ; lei comunque ragiona da persona che ha un forte e sereno legame con suo marito , poichè certamente non si arriva a pensare di lasciare un compagno per il solo motivo che russa , sono ben più profonde e cresciute nel tempo le cause che portano a quel terribile bivio che ti impone una scelta così coraggiosa. E’ riduttivo pensare di convivere con una persona per avere un pronto aiuto ai piccoli problemi che possono capitare in una casa , la scelta della convivenza o del matrimonio a mio modesto pensiero , si basa soprattutto su un reciproco scambio di amore che non vuol dire appartenersi ma bensì avere la consapevolezza e la voglia di voler condividere la propria quotidianità con qualcuno che si ama .
    Un forte abbraccio…
    Alice Rainbow

  12. X ALICE
    Grazie Alice della lettura e del sostanzioso commento. Come ho già precedentemente commentato, ognuno poi raccoglie la sua verità e la sua realtà. Tengo sempre presente la frase che appare all’ accensione del cellulare di mio figlio:
    ” Ad ogni problema esiste la soluzione”.
    Un abbraccio.
    Sandra

  13. Cara Sandra mi piace il tuo racconto, mi ricorda i miei nonni, che si punzecchiavano sempre, scherzandoci sopra, ma non potevano vivere separati neanche un attimo, tant’è che quando mio nonno è mancato, mia nonna, si è spenta a poco a poco, andandosene anche lei a distanza di pochi mesi. Io penso che quando si ama veramente, e non mi riferisco solo alla passione, ma a quel sentimento costruito con comprensione, stima e rispetto reciproco, l’unione dura, a prescindere dagli ostacoli. Brava e grazie per la bella lettura. Un abbraccio da Betta

  14. L’uomo “deve” russare, con esso avverte i nemici che non dorme, ma è sveglio, irritato e pronto al combattimento.
    L’uomo che non russa non è un buon difensore della famiglia, non può garantire serenità e futuro.
    La donna colta sà che è così e ringrazia dio di questa benedizione.
    Il discorso è piuttosto cavernicolo lo capisco, ma è così. Credo.

  15. X SERGIO

    Ecco, a questa riflessione non c’ero proprio arrivata, probabilmente neanche Matilde.
    Posso però spargere la voce a tutte le Signore lamentose del problema, che in realtà, non sanno di avere la sicurezza in casa.
    Grazie.
    Sandra

  16. bravo, Sergio!
    hai riportato la cosa nel suo giusto binario!
    stamane, al “Ruggito del Coniglio”, una trasmissione mattutina di Rai-radio2, tenuta da due famigerati burloni, è stata istituita la giornara dell’Orgoglio del Russatore, una specie di russamento-pride.
    è vero: un uomo che russa in un letto è come un leone che custodisce la “cuccia”.
    guai a chi si lamenta!
    ciao
    a

  17. Io uso ”snore free” della stella white… E mia moglie non si sveglia più con un diavolo per capello! Ahah

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