Il caffè oltre via Racconti

Nel caffè che è situato oltre via Racconti entrai per caso una mattina.

Ci passavo davanti tutti i giorni alle 07.00 ma quella volta decisi di entrare non senza qualche esitazione.

Mi avevano detto da tempo, che in quel locale si beveva il miglior caffè della zona.

Ero molto triste.

Il nuovo ruolo lavorativo mi aveva causato parecchi malumori uniti ad uno stato di insoddisfazione e delusione.

Non era un bel periodo anche se stringendo i denti, come cerco di fare solitamente, cercavo di immaginare momenti migliori.

Ma che fatica: l’autostima finisce al minimo “storico” , le domande su vent’anni di carriera si affacciano cupe e preoccupanti e le zone d’ombra sul futuro finiscono per farla da padrone.

Non è la situazione più felice per chi lavora nel settore delle vendite.

In ogni caso entrai ed ordinai quella tazzina di caffè che rappresenta il momento irrinunciabile di puro relax del quale non mi privo quasi mai.

Il barista gentile ed educato esclamò con destrezza: “Caffè?”

“Certo” risposi ed in poco meno di un minuto ero lì a sorseggiare, sorpreso dal gusto dell’ottimo espresso, il mio momento di pace.

Mi guardai intorno: il locale era piuttosto moderno ma i richiami alla sobrietà del classico li scorsi subito sia nelle forme dell’arredamento che nei quadri appesi alle pareti.

In effetti il caffè di via Racconti è molto ampio e pur non possedendo nessuna parete divisoria o saletta, è comunque possibile grazie alla contemporanea presenza di tavolini con sedie e di angoli con piccoli divanetti e poltroncine, intrattenersi nella conversazione godendo del giusto grado di riservatezza.

Tornai dopo pranzo per lo stesso “rito” e da quel giorno diventai un assiduo cliente.

Cominciai così a notare alcuni clienti che spesso vedevo seduti ai tavoli: la maggioranza erano donne un po’ di tutte le età come gli uomini.

Generalmente “belle persone”: italiano pulito e fluente, volgarità assenti e giusto spirito per le risate del caso.

Notai anche alcuni avventori dalla parola molto, forse fin troppo ricercata, ma facevano gruppo a sé: i visi erano molto seriosi.

Ma la cosa che più mi colpì è che tutti parlavano di poesia, di racconti, insomma di scrittura e di pensieri nelle diverse forme.

Tutto ciò mi incuriosì davvero!

Rimasi così stupito che dopo una settimana di ottimi caffè mi feci coraggio e chiesi al barista (Carlo, con il quale ora ci diamo del tu) chi erano quelle persone, le stesse persone che vedevo al mattino, le stesse persone che vedevo dopo pranzo.

Persone che come me si fermavano pochi minuti o a volte un quarto d’ora e poi tornavano alla loro attività.

E Carlo mi disse con il tono sicuro di chi ha macinato anni di bancone: “Sono appassionati di scrittura; vengono qui quasi ogni giorno e parlano di poesia. Ho imparato un sacco di cose servendo ai loro tavoli perché ogni tanto rubavo involontariamente qualche frase o qualche pensiero. Alcune volte mi hanno pure chiesto un parere sui loro scritti: è stato per me un onore. Ma sono persone semplici dall’animo elegante, al di là dell’eventuale cultura posseduta. Lo sai che io sono arrivato a frequentare il quarto anno del liceo classico? Poi mio padre morì e dovetti interrompere gli studi per cercare lavoro. Il piacere della lettura però mi è rimasto.”

Passarono alcuni giorni ed ogni volta che bevevo il mio caffè Carlo si accorgeva sempre più che il mio sguardo si dirigeva ogni tanto verso i tavoli.

Certe volte scambiavo con lui alcuni pensieri sulla poesia e gli confidai che anch’io ogni tanto “buttavo” giù qualcosa con la penna.

Così la mattina dopo, con molta apprensione ma desideroso di un suo pensiero, gli portai da leggere alcune mie poesie.

Carlo si dimostrò entusiasta ed il suo sincero grazie fu accompagnato da un sorriso che poche volte ho visto sul viso di una persona.

Tornai alle 13,30 per assaporare l’ennesima tazzina di caffè ma ancor prima di ordinare Carlo, con un balzo felino scivolò fuori dal bancone mi prese sottobraccio e mi accompagnò ad uno di quei tavoli presentandomi ai clienti intenti a gustare il caffè commentando una bella poesia scritta da una di loro.

“Signore e Signori scusatemi” – esordì Carlo mentre io stavo sprofondando nel mio cappotto per la vergogna – “vi presento QS-TANZ, mi è rimasto simpatico da subito, non è un mago con la penna ma almeno scrive  poesie che mi sono apparse ricche di sentimento”.

E fuggì via ridacchiando.

Non so come riuscii a nascondere l’imbarazzo ma quell’interminabile secondo di silenzio fu interrotto da due donne che in contemporanea mi tesero la loro mano per stringere la mia.

“Ciao QS-TANZ , io sono Sandra“ e contemporaneamente si sentì “Ciao QS-TANZ, io sono Anna“. Non fui in grado di trattenermi e, nel vedere le due mani tese ed il sorriso che cominciava a prendere forma sul viso delle due donne dovuto all’insolito sincronismo del gesto, scoppiai in una simpatica e coinvolgente risata seguito a ruota appunto da Sandra e Anna e poi da tutti gli avventori seduti a quel tavolo ed ai tavoli vicini.

In pochi minuti Carlo mi presentò diverse persone; feci la conoscenza dopo Sandra e Anna di Katia, Grazia, Betta, Andrea, Antonio, Elisa, Giorgia, Nico, Frank, Angela, Rosatea, Tilly e …non me li ricordo tutti i loro nomi.

Da allora ho cominciato a leggere i loro scritti e loro qualche volta leggono i miei.

Ho imparato un sacco di cose frequentando il caffè di via Racconti ed ho potuto apprezzare la sincerità, la fantasia e la qualità della scrittura di molte scrittrici ed altrettanti scrittori.

Purtroppo, e questo forse non me lo aspettavo, ho incontrato anche l’arroganza e la poca tolleranza che alcuni frequentatori del caffè, e parlo sempre di scrittrici e di scrittori, manifestano nel loro modo di relazionarsi agli altri.

Ma questo capita anche nella vita di tutti i giorni.

Forse la verità più importante che ho appreso è che con la scrittura si cancellano i confini e si può… volare oltre la collina, al di là delle montagne fino al mare!

 

14 pensieri su “Il caffè oltre via Racconti”

  1. Carissimo,
    (e per me lo sei veramente!),
    hai scritto un racconto bellissimo in cui sei riuscito a dire quello che io stessa penso da tempo.
    Hai fotografato e descritto al meglio questa nostra consuetudine di ritrovarci nell’arco della giornata e della settimana e dei mesi e degli anni.
    Anch’io mi sento così, come un avventore abituale del caffè di via Racconti, caffè caldo ed accogliente con tutti i suoi aromi buoni durante la stagione fredda ed invece fresco con aria condizionata a manetta durante la stagione calda, ma sempre luogo sicuro e tranquillo in cui rifugiarmi per staccare un attimo dalla consuetudine quotidiana.
    Non ho parole per ringraziarti per come parli di tutti noi, perchè io mi sento parte e mi riconosco in quell’onda di affetto che ricevo e spero di contraccambiare al meglio, anche quando mi irrito con chi viaggia col naso all’insù e non si rende conto di passeggiare con scarpe ferrate su fiori delicati.
    Sono felice di far parte di questo gruppo di persone meravigliose e stringo tutti in un abbraccio collettivo, senza mai dimenticare che a Carlo/Luca, alla sua idea iniziale e alla sua discreta ed infinita pazienza dobbiamo tutto.
    Grazie.
    anna

  2. Caro QS-TANZ, dire che mi hai fatto una sorpresa é dir poco…, mi hai emozionata!
    Si, la scrittura é questo: un volo lungo e altissimo, che ci fa incontrare in quel cielo che tutti amiamo.
    Certo, anche lassù c’é un notevole traffico, e capita di sbattere le ali con qualcuno prepotente ed arrogante, c’é posto per tutti, come sai carissimo…,
    per me é un onore leggerti e conoscerti.
    Ho un sogno (ne ho molti per la verità), ma questo é fra i primi, mi piacerebbe davvero un ritrovo-caffé- in terra italiana, in una nostra bella città, con gli autori che hai menzionato e con un Luca che facesse gli onori di casa.
    Grazie e cinque stelle.
    Sandra

  3. Come non immedesimarsi in questo racconto che descrive quello che, credo, è accaduto a molti di noi, entrati per gioco o per caso in questo caffè letterario diventato un piccolo, ma prezioso angolo di mondo in cui scambiare emozioni?
    Con mia grande gioia tra un’emozione e l’altra sono sbocciate anche belle amicizie, che sicuramente mi hanno arricchito dal punto di vista umano e che vanno oltre quello che posso esprimere in un commento.
    Condivido le tue considerazioni, QS-TANZ, e ringrazio il buon Carlo/Luca per averti indirizzato al tavolo “giusto”, a suo tempo. Quando sono entrata io, eri già piacevolmente accomodato e disquisivi con garbo e naturalezza, è bastato incrociare il tuo sguardo gentile per capire che ci muovevamo su un terreno comune.
    Con stima ed affetto, in attesa di berlo dal vivo, prima o poi, un caffè, assieme agli altri avventori…
    Katia

  4. Bravissimo… mi hai lasciato senza parole…
    Grazie… grazie per quello che hai scritto.
    Con stima ed affetto.
    Ciao
    Andrea

  5. Ciao Qs. solo adesso ho letto il tuo racconto, complimenti è molto bello.
    Anch’io la penso come te, perché anch’io a questo caffè ho trovato amici pronti ad incoraggiarmi, come Anna, Sandra e naturalmente anche tu.
    Un grazie anche a chi si occupa di questo caffè con tanta professionalità.
    Un abbraccio.
    5 stelle

  6. Grazie, mi hai veramente emozionato, mi hai lasciato senza parole, è vero, in questo caffè si incontrano, e si conoscono persone stupende, con una sensibilità rara, tu sei uno di quelli, come tutti coloro che hai menzionato, e io ti stimo molto. Grazie. Ciao da Betta

  7. Hai raccontato in un modo magnifico quelli che sono i tuoi ma anche i miei primi caffè presi qui in compagnia di ottima gente.
    Io volevo aggiungere che non molto spesso viene concesso uno spazio così importante alla creatività della gente che in fondo tra loro non si conosce, peggio ancora se si tratta di ragazzi che iniziano da poco ad abbozzare versi.
    Qui, invece, ho trovato da subito tanta gentile ospitalità ed ho capito che qui non conta l’essere i “migliori” o saper scrivere alla perfezione. Qui conta l’amore per la scrittura in tutte le sue forme ed oltre ogni possibile pregiudizio su chi usa questo prezioso strumento.
    Insomma, chi beve ogni giorno il caffe di via Racconti non può non innamorarsi dei suoi abituali clienti. E’ una bella dipendenza questo caldo caffè, di certo il barman non si annoierà!
    Raf

  8. Non posso non commentare questo straordinario racconto, hai messo nero su bianco, il pensiero di tutti quelli che vorremmo ritrovarci al bar racconti, per guardarci negli occhi e riconoscerci tutti, senza bisogno di dire: io sono Grazia, io Anna, Sandra, ecc…
    Io da qualche mese, sono assente dal pubblicare, per diversi motivi, ma, vi leggo sempre e purtroppo per il poco tempo che ho, preferisco leggere più scritti, che commentarli,
    e non immaginate ciò che mi trasmettete, ognuno di voi è speciale per me, ognuno di voi mi trasmette un’emozione diversa, che rimane nel mio cuore per sempre.
    Grazie a tutti.
    Grazie QS-TANZ per l’ennesima emozione, tu sei un grande uomo con un cuore grande, grazie.
    Grazia

  9. Ciao, ho letto solo ora questo bel racconto! Carino e pieno di grazia! Complimenti!
    p.s. Mi ha stupito leggere il mio nome… (in fondo sono solo una lettrice che beve molto caffè!)
    Ciao!

  10. Grazie a tutti per aver dedicato qualche minuto alla lettura del racconto.
    I racconti non sono il mio genere ma ho voluto provare a descrivere come immagino il “nostro” caffè.
    In ogni caso mi avete dimostrato che vi è piaciuto il tipo di approccio.
    Grazie di cuore a tutti voi.
    .
    X rosatea:
    Ciao rosatea, è vero sei solo una lettrice ma… che differenza fa?
    Il caffè lo bevi anche tu, nello stesso locale, e poi, chissà se un giorno non ti verrà voglia di pubblicare qualcosa sul sito.
    Ciao. QS-TANZ.

  11. Si, ne avrei voglia… a volte preparo anche io dei caffè ma preferisco non offrirli perchè risultano un po’ bruciacchiati! Comunque… grazie!
    Ciao!

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