Il ponte levatoio

Respiro
a pieni polmoni
da quando mi sei uscito
dalla vita
sbattendo la porta.

Libertà
protegge
i miei sogni
e la mia fantasia.

La tua orribile
zavorra
ti insegue:
nera, monotona, lamentosa.

Ti affido
alle braccia
di chi non ti conosce.

Qui
il ponte levatoio
è alzato.
Per sempre.

 

10 pensieri su “Il ponte levatoio”

  1. Un ponte levatoio, dal quale gettare una zavorra nera, lamentosa e orribile, significa ritrovare, ciò che in fondo non hai mai perduto, perché di fatto ti appartiene: la libertà di muoverti con la fantasia che possiedi, senza alcuna anima nera che arrogantemente carpisca dal tuo cuore sentimenti che ti fanno onore e mal riposti, é la tua giusta serenità, cara Anna.
    Complimenti.
    Sandra

  2. Evadere, da un rapporto diventato prigione, per ritrovare la libertà di coltivare i propri sogni.
    Molto bella, brava.
    Ciao
    Nico. C.

  3. Carissima, ho sempre pensato che libertà vuol dire avere una scelta.
    Alzare il ponte levatoio significa esercitare questa scelta.
    Libertà è anche, avere la possibilità di interrompere o sospendere, – civilmente e con l’ausilio della buona educazione -, i rapporti di conoscenza o di amicizia soprattutto quando non hanno più senso di esistere.
    Questo, naturalmente, è solo il mio modesto parere.
    La poesia mi è piaciuta molto.
    Brava come sempre.
    Ciao. QS-TANZ.

  4. Cara Anna, riesco solo a dirti che oggi avevo decisamente bisogno di leggere queste tue parole. Sento ancora l’eco metallico delle catene di quel ponte levatoio…
    Molto bella.
    Katia

  5. In quel tremendo tuo “affido”… è già scritto il suo destino… c’è una sorta di crudele attesa di chi sa come le cose andranno a finire… e nello stesso tempo sofferenza per una perdita che forse si sarebbe potuta evitare…
    forse…
    ma di questo non ne sono molto convinto…
    le cose belle non durano mai!
    f.

  6. Bellissima immagine di libertà, mettere oltre il ponte levatoio qualcosa di oscuro e orribile, che ci ha fatto prigionieri e di cui ci siamo finalmente liberati, e poi alzare il ponte perchè non abbia più la possibilità di raggiungerci. Ci vuole molto coraggio, molta determinazione, per riuscire a farlo con la giusta serenità. Complimenti, Anna, e brava, come sempre.

  7. Molto bella. Ma sono dell’idea che i ponti levatoi si levano soltanto con l’indifferenza. Senza nemmeno dirlo. Tu, con questa poesia, hai parlato di sentimenti che, nel bene e nel male, sono sempre la cosa più bella che abbiamo. Complimenti e un abbraccio. s.

  8. Carissimi,
    penso di avervi stupito con una lirica di questo tenore, ma spesso vedo che ci trasciniamo in rapporti che non hanno più senso, creano solo fastidio, così, per convenzione o perchè caricati da noi di speranze o di stima che non esistono e soprattutto che non meritano.
    Il coraggio sta solo nel riprenderci noi stessi, la nostra dignità, il nostro ruolo, la stima che ci è dovuta sempre e comunque.
    Questo volevo dire, questo volevo comunicare, perchè spesso veder scritto quello che pensiamo ci infonde coraggio e rinnovata fiducia nelle persone che siamo.
    Vi ringrazio per l’interesse con cui sempre mi leggete e commentate.
    Ciao a tutti.
    anna

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