Silenzio

Silenzio sepolcrale.
La fame sanguigna velata dal corpo che divora l’oscurità di questa Notte.
L’emozione di esistere in un luogo qualsiasi, sulla verticale dei corridoi di una piattaforma sterile e impervia.
Anche il buio è divenuto oggetto perduto nello spazio, un movimento di labbra cianotiche nel girotondo di rumori fossili.
La linea immaginaria da Vita a Morte, quando basta un alito per passare dall’oggi al domani, senza cambiare d’ora, d’anno, di destino.

Perché sei stato messo nel punto estremo del cuore di ognuno di noi, dove soltanto alcune forme di spirito possono attraversare nello stesso modo in cui tu, mentalmente, ci hai trapassato.

Impazziremmo, se non potessimo dimenticare che la simultaneità di tutti i punti del tuo ricordo sono oltre il sogno o se considerassimo questa Notte come un’orbita locale che abbiamo potuto vivere con te in piu’ direzioni.

Il tuo volo interplanetario è un’avventura.

Il vero deserto e disincanto è rimasto qui, dove l’asfalto annega nella luce sfatta e geologica di un’esistenza perpetuata dalla sinuosità del mare e dalle ondulazioni sbrindellate delle stagioni.

Qui, dove l’immutabilità del tempo è perfetta se si ha la fortuna di volare lontano, nella stessa direzione del Sole.

Buon viaggio Amico mio,

Greta

 

6 pensieri su “Silenzio”

  1. Un viaggio che é una perpertua avventura.
    Non si può impazzire, si può solo immaginare un volo lontanissimo, appunto nella direzione del Sole, ma altrettanto vicino alla nostra presenza.
    Un bel pezzo, Greta.
    Sandra

  2. …Anch’io ci penso e me lo immagino, quel confine estremo ed il momento in cui spiccherò il volo e ne comprenderò il senso…
    Ciao, Greta.
    anna

  3. Bellissima, l’intreccio delle parole, la congenialità degli spunti; un ‘racconto’ suggestivo, ‘pericoloso’, un impasto di colori; la perpetuità del tempo, la linea della storia e ogni alito di vita che ci attraversa, pur nella semplicità delle nostre condizioni ci oscura il ciclo delle cose e della natura che ci attraversa, il ciclo delle stagioni che ci sbrindella.

  4. L’attenzione vivissima che dedico all’Amore, alla Morte, mi ha persuaso a pubblicare questa pagina di diario.
    Quando un avvenimento così ci travolge, l’esistenza di un Io piangente, non facilmente controllabile entra in consapevolezza nella nostra vita.
    Il perimetro dell’identità si dilata in certezze diffuse e sofferenti; quella “linea immaginaria da Vita a Morte, quando basta un alito per passare dall’oggi al domani, senza cambiare d’ora, d’anno, di destino” .

    Certi sconvolgimenti emotivi danno un’indicazione estrema, io penso.
    Che non è un Addio, ma un arrivederci.

    Buona domenica

  5. Hai una proprietà del linguaggio incredibile, brava. Mi sembra, questo testo, frutto di una componente che ha volato alto, un’immaginazione non solo ferma al terreno ma spaziale, universale e molto originale senz’altro. L’accompagna un senso della vita molto aperto, ampio e anche molto ‘realistico’, cioè che sa cosa vuole e coi piedi molto a terra. ciao.

  6. Così come estrema è la tua percezione e visione nella poesia, sull’orlo di una rivoluzione degli indicatori spaziali e temporali, un viaggio nel mondo forse parallelo ma non estraneo alle nostre realtà, al nostro meccanismo di ‘divulgazione’ delle nostre idee, dei nostri movimenti umani e umanizzati.

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